Settore agricolo, credito investimenti 4.0 e Trend digitali

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OPENewsletter n°4- Agricoltura e agevolazioni, Credito Investimenti veicoli, Trend digitali.
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“Agricoltura e agevolazioni, Credito Investimenti per veicoli e Digital Trending”
Dott.ssa Federica Costantino
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CRIF e CENTRALE RISCHI: l’importanza dell’analisi e del monitoraggio

News da parte di AFB Management, partner del Network www.consulentiaziendaliditalia.it, il network nr. 1 in Italia che racchiude i migliori aziendalisti.

La CRIF (Centrale Rischi Finanziari S.p.a) è la società che fornisce i dati a supporto
dell’erogazione e della gestione del credito al consumo, fornendo le informazioni di referenza
creditizia relative all’andamento del rimborso dei finanziamenti che ogni individuo ha in essere,
offrendo all’operatore bancario una chiave di lettura per la previsione e il controllo dei rischi
finanziari del soggetto.
CRIF gestisce EURISC, un sistema di informazioni creditizie che aggrega tutte le informazioni
relativamente all’indebitamento della clientela delle banche e finanziarie che hanno aderito
al servizio, ovvero il 95% degli istituti di credito.
In EURISC confluiscono anche i cosiddetti crediti in sofferenza.
La CENTRALE RISCHI è la banca dati, gestita da Banca d’Italia, dove confluiscono tutte le
informazioni relative ai debiti reali (mutui, finanziamenti, anticipi su fatture, fidi, leasing ecc.) o
potenziali (garanzie, accordato ecc.) di privati e imprese verso il sistema bancario e finanziario.
Le banche comunicano mensilmente alla Banca d’Italia i rapporti passivi superiori a 30.000 euro
e i crediti deteriorati superiori a 250 euro. Questi dati vengono registrati nella Centrale Rischi.

Per crediti deteriorati si intendono gli NPL, ovvero i Non Performing Loans, prestiti la cui
riscossione da parte delle banche è incerta.

Costituiscono una delle tre categorie di Non Performing Exposures, ossia di esposizioni
deteriorate, che possono essere distinte in tre sottoclassi in base alla probabilità di recuperare il
credito e in base alla scadenza.
In particolare:
• Le sofferenze sono esposizioni verso soggetti in stato di insolvenza o in situazioni
sostanzialmente equiparabili (Non Performing Loans).
• Le inadempienze probabili (Unlikely to Pay) sono esposizioni (diverse da quelle
classificate tra le sofferenze) per le quali la banca valuta improbabile, senza il ricorso ad
azioni quali l’escussione delle garanzie, che il debitore adempia integralmente alle sue
obbligazioni contrattuali.
• Le esposizioni scadute e/o sconfinanti (Past-due) deteriorate sono esposizioni
(diverse da quelle classificate tra le sofferenze o le inadempienze probabili) che sono
scadute o eccedono i limiti di affidamento da oltre 90 giorni e oltre una predefinita soglia
di rilevanza.

All’origine dei crediti deteriorati vi sono situazioni di difficoltà economica o finanziaria delle
persone o delle imprese cui sono stati erogati i prestiti o valutazioni errate o incomplete da parte

della banca.
Un alto livello di crediti deteriorati rappresenta per le banche un vero e proprio problema, in
quanto vanno ad appesantire i loro conti economici e, di conseguenza, i loro livelli di redditività,
ossia la loro capacità di creare valore (fine ultimo di ogni banca).
Per questo motivo gli intermediari finanziari sono particolarmente attenti alla probabilità di
default dei loro clienti ed effettuano un minuzioso e attento processo di monitoraggio della
qualità dei prestiti concessi.
Diviene fondamentale così tenere sotto controllo la propria posizione finanziaria nei confronti
dell’intero sistema creditizio.
CRIF e CENTRALE RISCHI forniscono importanti informazioni a tal riguardo che, tuttavia, non
sono completamente coincidenti. Basti pensare che a CRIF (banca dati privata) aderiscono il
95% degli istituti di credito (quindi non tutti); il 100% degli istituti di credito, comunque, è
obbligato a fornire le informazioni alla CENTRALE RISCHI (banca dati pubblica) per importi
superiori a 30.000 euro.
Al fine di avere un quadro chiaro e completo degli impegni finanziari di ogni soggetto è
necessario, perciò, analizzare sia l’una che l’altra per poter permettere di mantenere sotto
controllo la propria posizione finanziaria con gli istituti di credito e, tramite un costante
monitoraggio, non veder deteriorare la propria posizione creditizia che andrebbe ad intaccare il
proprio rating finanziario e, di conseguenza, la probabilità di vedersi concedere un
finanziamento, in quanto, un peggioramento del rating finanziario andrebbe ad aumentare il mio
livello di rischiosità e, di conseguenza, la probabilità di deterioramento della mia qualità
creditizia.
Ad entrambe le banche dati il diretto interessato può accedere facilmente con una semplice
richiesta a seguito della quale verrà fornito un elaborato che, tuttavia, a meno che si abbia una
specifica conoscenza della materia, risulta di difficile lettura.
Per analizzare in maniera organica e rendere fruibile quanto indicato da CRIF e dalla
CENTRALE RISCHI, vengono in supporto alcune società (tra le quali la nostra, AFB
MANAGEMENT SRL) che rielaborano i dati rilevati, esponendoli in una forma chiara e leggibile,
con lo scopo di identificare l’andamento dell’esposizione del cliente nei confronti di tutto il
sistema bancario.
E’ possibile, oggi, anche mettere in monitoraggio la CENTRALE RISCHI, infatti, Banca d’Italia
mette a disposizione, a richiesta, il proprio report mensile.
In sostanza, tramite analisi e monitoraggio di queste due banche dati possono ottenere una
“fotografia generale” della propria qualità creditizia.
Che l’azienda stia affrontando un periodo di difficoltà o che viva un momento di espansione,
analizzare i dati bancari risulta essere molto importante. Avere una visione chiara e
consapevole della CENTRALE RISCHI permette di migliorare sensibilmente i rapporti con il
sistema bancario prevenendo squilibri finanziari e operandosi al fine di ottenere
progressivamente un rating che le possa permettere di accedere a nuove risorse e ulteriori
affidamenti a minor costo.

Concludendo: alla luce delle modifiche intervenute con l’2086 c. 2 del codice civile, all’organo
amministrativo delle società vengono richiesti nuovi accorgimenti, “fortunatamente” già esistenti,

come il Cruscotto di Controllo, il Controllo di Gestione, il Business Plan con analisi degli
scostamenti, ecc.; il nostro consiglio è quello di iniziare a dare la giusta importanza a questi
strumenti, rivolgendosi ad aziende specializzate nel settore che, analizzando i vostri dati,
saranno in grado di suggerire le operazioni da intraprendere per il miglioramento della gestione
aziendale. Nello specifico, anche in ragione dell’imminente variazione dei limiti propri della
determinazione del default bancario (del quale vi parleremo in un prossimo articolo), al via già
da gennaio 2021, vi consigliamo di vigilare l’andamento di CRIF e CENTRALE RISCHI, in modo
da intercettare e/o prevenire eventuali segnali di allarme.

AFB MANAGEMENT SRL può offrire l’adeguata analisi e supporto al riguardo.

SPINELLI DR.SSA BENEDETTA

Le misure agevolative a sostegno

News da parte di Fabio Consorti, partner del Network www.consulentiaziendaliditalia.it, il network nr. 1 in Italia che racchiude i migliori aziendalisti.

Sì la digitalizzazione, ci tocca.

Questo è il senso dei precedenti quattro articoli: avere le idee un po’ più chiare su quella che dovrà essere l’evoluzione della nostra attività e l’aver compreso che il Digitale permea la nostra vita e lo farà ancor di più nel prossimo futuro.

È una opportunità di evoluzione imprescindibile in campo economico: se l’impresa non si adatta alle innovazioni digitali che sono in corso, sarà complicatissimo rimanere sul mercato.

Per affrontare la trasformazione digitale, sono state messe in campo due misure di sostegno (per citare le principali):

1) Il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato il decreto che definisce i termini e le modalità di presentazione delle domande di agevolazione per il bando “Digital Transformation” delle PMI.

Per questa misura sono stati stanziati 100 milioni di euro dal Decreto Crescita, con l’obiettivo di favorire la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle micro, piccole e medie imprese, attraverso l’applicazione di tecnologie avanzate previste nell’ambito di Impresa 4.0 e di quelle relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera.

Le domande potranno essere compilate a partire dal prossimo 15 dicembre e saranno valutate e gestite da Invitalia.

2) Il nuovo PIANO NAZIONALE TRANSIZIONE 4.0 (slide in allegato) come annunciato dal Documento Programmatico di Bilancio. La Legge di Bilancio istituirà un nuovo credito d’imposta che sostituisce, di fatto, le disposizioni previste in materia di super e iperammortamento. I nuovi crediti d’imposta saranno fondamentalmente tre:

2.1) Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali al fine di supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato;

2.2) Credito d’imposta ricerca, sviluppo, innovazione e design al fine di stimolare la spesa privata in ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica per sostenere la competitività delle imprese e favorire i processi di transizione digitale e nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale;

2.3) Credito d’imposta formazione 4.0 per stimolare gli investimenti delle imprese nella formazione del personale sulle materie aventi ad oggetto le tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle Imprese.

Con queste misure sarà possibile iniziare ad affrontare, questa volta seriamente, la ripresa post-Covid e dobbiamo essere capaci a cogliere questa opportunità direi irripetibile.

Concludo, momentaneamente, con questo articolo il mio piccolo, piccolissimo, contributo sul tema della Digitalizzazione dove ho cercato ti “toccare” in maniera non esaustiva quelli che ritengo essere gli aspetti principali sull’argomento.

Si rimanda ogni miglior approfondimento sulle due misure agevolative per il quale lo Studio CONSORTI si rende disponibile in maniera concreta sia sfruttando le opportunità offerte dalla finanza agevolata sia mediante collaborazioni/competenze trasversali.

Grazie per la lettura

Cordiali saluti

Fabio CONSORTI

p.s. mi ripeto J. Il Digitale, sì … ci tocca!!!

Il freno alla Digitalizzazione

News da parte di Fabio Consorti, partner del Network www.consulentiaziendaliditalia.it, il network nr. 1 in Italia che racchiude i migliori aziendalisti.

La digitalizzazione non è una caratteristica di una singola o di poche divisioni aziendali ma è un atteggiamento professionale che, per raggiungere l’obiettivo, deve coinvolgere tutta l’azienda.

Questo atteggiamento, tuttavia, non sempre è presente nell’azienda, soprattutto, per due motivi: scarso coinvolgimento del personale e cultura non aperta al cambiamento.

In sostanza, le persone non sono coinvolte nel processo di trasformazione digitale e questo rappresenta il più grosso limite perché impedisce la Quarta Rivoluzione Industriale.

Questa trasformazione non presuppone solo l’utilizzo di nuovi strumenti digitali ma richiede il coinvolgimento del personale; al riguardo, occorre tenere presente che vi possono essere “resistenze” (magari inconsapevoli) di carattere emotivo e/o di paura del cambiamento da parte del personale che potrebbe sentirsi inadeguato e, di conseguenza, chiudersi in se stesso.

Oltre al coinvolgimento (che è la prima cosa), occorre investire in una organizzazione “agile” che significa apprendimento continuo, cicli decisionali rapidi grazie alle tecnologie, formazione del personale e nozione di azienda aperta.

Si tratta, a tutti gli effetti, di un vero e proprio cambiamento culturale (ancora e ben prima di essere un cambiamento tecnologico) in quanto “stravolge”, modifica il modo che ha il dipendente, l’imprenditore di intendere il proprio lavoro e le sue procedure: ci sono convinzioni lavorative/professionali da abbandonare e bisogna guardare la realtà che ci circonda con nuovi occhi.

In questo contesto, le aziende hanno difficoltà a misurare (anche a causa della scarsa cultura della misurazione stessa) i benefici dell’innovazione, del coinvolgimento delle persone … in una parola, il grado di maturità digitale, perché si tratta di trasformazioni difficili da valutare anche se necessarie.

Diventa imperativo incoraggiare il DNA digitale che è presente nel personale in maniera “dolce” perché è una trasformazione che non deve generare la paura del futuro o peggio viverla con un senso di minaccia.

Grazie per la lettura

Cordiali saluti

Fabio CONSORTI

Approvvigionamento Elettronico (E-Procurement)

News da parte di Fabio Consorti, partner del Network www.consulentiaziendaliditalia.it, il network nr. 1 in Italia che racchiude i migliori aziendalisti.

Acquistare al prezzo più conveniente e al miglior servizio è solo una parte dei compiti dell’Ufficio Acquisti.

L’analisi, la ricerca, la valutazione, la selezione dei fornitori rappresenta un aspetto ancora più strategico. Così come il rispetto dei vincoli normativi nell’ottica di una gestione dei fornitori che sia trasparente, tracciabile e rintracciabile ottemperando, al contempo, alle prescrizioni normative in tema di anticorruzione, antimafia, sicurezza e ambiente, solo per citarne qualcuna.

La trasformazione digitale nelle aziende sovente inizia nell’Ufficio Acquisti mediante l’adozione di soluzioni digitali che prendono il nome di E-Procurement.

L’Ufficio Acquisti può essere il propulsore della digitalizzazione di un azienda proprio perché deve razionalizzare una gestione “ibrida” fatta di dati digitali e di dati cartacei.

Pensare che la metà del nostro tempo la passiamo a visionare notizie su internet, la conduzione di un Ufficio Acquisti che lavori tradizionalmente solo, o anche, con la carta, con la conseguenza di scrivere, archiviare, scansionare, recuperare, fotocopiare (con il rischio di commettere errori), sembra fuori dal tempo.

Per contro, la gestione digitale permette di risparmiare carta, inchiostro, spazio per l’archivio, ore di lavoro e consente di migliorare in maniera più agile, veloce, efficace e produttiva le proprie procedure.

Digitalizzare i dati degli acquisti consente di portare nuova intelligenza di supporto alle decisioni strategiche in quanto si riesce ad avere livelli di previsione altamente attendibili e, quindi, una migliore gestione del rischio d’impresa.

Digitalizzare le procedure di acquisto diventa fattore premiante verso la P.A. per l’aggiudicazione, ad esempio, di appalti pubblici e consente di osservare i requisiti di legalità prescritti dalle norme.

Con il D.Lgs. 231/2001 (Modello Organizzativo) è stato introdotto il concetto di “responsabilità d’impresa lungo tutta la catena di fornitura e subfornitura”. Si tratta di una politica di contrasto alla criminalità d’impresa che impatta su tutti i principali processi aziendali e il processo di acquisto rappresenta un momento della vita aziendale che può comportare il compimento di diversi reati.

Uno dei più importanti principi per qualsiasi azienda è mettere al centro il cliente ma mettere al centro anche il fornitore rappresenta un’abile strategia soprattutto con un approccio digitale.

Grazie per la lettura

Cordiali saluti

Fabio CONSORTI

Il dato

News da parte di Fabio Consorti, partner del Network www.consulentiaziendaliditalia.it, il network nr. 1 in Italia che racchiude i migliori aziendalisti.

Vuoi sapere come sta andando la tua attività nel tempo?

Per sapere esattamente come sta andando ti servono dei dati: devi raccogliere, analizzare e classificare dati.

Quindi ….. DATI, DATI e DATI.

Oggi, non si può vincere in qualsiasi iniziativa economica se non lavori con i dati.

Oggi, l’impegnò richiesto è riuscire ad evolvere da un tipo di analisi analogica/descrittiva, utilizzata per comprendere il passato per orientare le decisioni future, ad una analisi digitale con la quale si può perseguire un approccio predittivo. Elaborando i dati grezzi, le aziende sono in grado di identificare e prevenire le cause che possono condurre a inefficienze e gestire meglio il rischio.

I dati che abbiamo a nostra disposizione sono senza paragone e rappresentano il nuovo petrolio delle aziende.

Una fase importante è sicuramente la scelta delle tecnologie che elaboreranno i dati al fine di indicare le migliori strategie aziendali.

I dati, pertanto, rappresentano la vera ricchezza delle nuove tecnologie e la loro gestione è stata il punto di forza e il successo delle nuove realtà economiche nate negli ultimi dieci anni.

Big Data, Information Retrieval, Artificial Intelligence hanno rivoluzionato il concetto di processo aziendale che è alla base del funzionamento di ogni organizzazione. E questo processo aziendale è alimentato dai dati, divenendo, pertanto, fondamentale non solo avere il dato digitale ma anche reingegnerizzare i processi in chiave digitale.

In ultimo, una digitalizzazione dei processi può trasformare e impattare sulla stessa struttura organizzativa di una azienda.

Il dato digitale diviene, quindi, cruciale e sovente rappresenta l’intero patrimonio informativo dell’azienda.

Il vero “salto” di questo periodo storico è che la digitalizzazione ha portato nuovi mercati, nuovi modelli imprenditoriali. Non a caso, questo periodo è stato definito la Quarta Rivoluzione Industriale e non possiamo pensare solo a innovare un po’ i processi, un po’ il prodotto, un po’ il rapporto con il cliente…. perché avremmo semplicemente mancato l’obiettivo.

Grazie per la lettura

Cordiali saluti

Fabio CONSORTI

Il senso della Digitalizzazione

News da parte di Fabio Consorti, partner del Network www.consulentiaziendaliditalia.it, il network nr. 1 in Italia che racchiude i migliori aziendalisti.
Digitalizzazione è una parola ripetuta spesso e in contesti diversi. Tuttavia, il senso di questa parola non sempre è inteso nella sua accezione più ampia e lungimirante.

Prima di parlare del Piano Transizione 4.0 presente nella Legge di Bilancio 2021, ritengo utile, dal punto divulgativo, l’esposizione di alcune riflessioni sulla Digitalizzazione.

Questo argomento sarà trattato con diversi post, per non appesantire la lettura, ma costituiscono un’unica trattazione.

La DIGITAL TRANSFORMATION sta cambiando i modi e i tempi delle relazioni. Le imprese stanno vivendo un momento di transizione in cui convive una gestione ibrida e cioè un po’ tradizionale e un po’ elettronica.

È buona cosa, sgomberare il campo da possibili equivoci sul tema della Digitalizzazione, in particolare per quello che è il settore di attività in cui opero e quindi amministrativo in senso lato (quindi comprende l’approvigionamento, la finanza, la logistica e altre funzioni aziendali che collaborano in maniera coordinata).

La Digitalizzazione non è semplicemente, o meglio non solo, la dematerializzazione di un documento cartaceo perché così facendo, e ritenendo di digitalizzarsi, si sta solo smaltendo carta. Questo è il vantaggio più banale offerto dal processo di Digitalizzazione.

Abbracciare il vero senso della Digitalizzazione è quello di digitalizzare, e quindi reingegnerizzare, i processi aziendali, il modo di lavorare e non solamente la dematerializzazione di un singolo documento (non basta sostituire la carta con un PDF!!!). Lo scopo vero della Digitalizzazione è di ottenere una serie di vantaggi in termini di efficacia nel processo di lavoro, senza spreco di denaro e, non ultimo, di garantire una maggiore sicurezza e controllo.

In altre parole, il vero senso della Digitalizzazione è di avere processi aziendali più agili e veloci in modo che tutti i DATI di quel processo siano facilmente ricercabili, condivisibili, gestibili, appunto, agilmente.

Il pensiero diffuso è quello che attraverso l’acquisto di un software, ad esempio la fatturazione elettronica, sia risolto il problema della digitalizzazione. Questo è un ragionamento non corretto perché non è sufficiente l’acquisto di un software per essere digitalizzato per il semplice motivo che non esiste al mondo nessun software che elabori, interpreti, reingegnerizzi e, infine, digitalizzi i processi aziendali.

Con la Fattura Elettronica si ha un documento digitale ma non si è digitalizzato il Processo aziendale: la Fattura Elettronica è in un formato strutturato XML e con lo stesso formato si può creare una bolla di consegna, un ordine di acquisto e via dicendo. Grazie al formato di dati strutturato XML è possibile eseguire controlli, riconciliazioni tra tutti questi documenti in modo automatico e preciso.

Questa opportunità, la Digitalizzazione, consente di riorganizzare il lavoro, orientando le persone verso attività a più alto valore aggiunto: ad esempio, anziché verificare la conformità tra un ordine e una fattura, è possibile dedicare più tempo al marketing d’acquisto o all’analisi dei rischi di fornitura. Ma vi sono altresì altri vantaggi intangibili e condivisibili a livello interfunzionali come le informazioni sulla negoziazione di una fornitura o i feedback sui fornitori condivisibili a tutte le aree funzionali coinvolte.

Concludo, questa breve riflessione, sottolineando che non ci potrà essere, nel prossimo quinquennio, un azienda sul mercato che non avrà digitalizzato i suoi processi aziendali. Questo avverrà non per un obbligo di legge ma sarà la conseguenza del cambiamento socio economico in atto e del mercato. Pertanto, solo ripensando ai processi e i workflow documentali che li accompagnano si ottiene quel cambio di marcia che fa la differenza.

Non si può rimanere passivi di fronte a questo scenario.

La Digitalizzazione è, quindi, prima una questione di competenze e di volontà delle persone. Questo sarà l’argomento trattato nel prossimo post.

Grazie per la lettura

Cordiali saluti

Fabio CONSORTI

Professione, futuro, imprenditoria… eventi sul Cruscotto per parlare di tutto questo

Ciao,

professione, imprenditoria, futuro… parleremo di tutto questo.

Prima della fine di questo anno abbiamo in programma altri eventi sul Cruscotto di Controllo: altre occasioni per dibattere anche della nostra professione e dei tanti cambiamenti a cui stiamo assistendo.

Oggi ad esempio ti sottopongo (qualora non l’avessi ancora vista) l’ordinanza della Suprema Corte che stabilisce che i liberi professionisti non sono imprenditori, non è applicabile, pertanto, nei loro confronti, la presunzione che i prelievi risultanti dalle loro movimentazioni bancarie, ove non giustificati dal contribuente agli organi verificatori, costituiscano reddito con conseguente ripresa a tassazione e sanzione.
Lo ha stabilito la Suprema Corte con l’ordinanza in calce, depositata il 16 novembre scorso, in accoglimento del mio ricorso, annullando la sentenza della CTR di Lecce e rinviando alla stessa, in altra composizione, per la corretta applicazione del relativo principio
La conseguenza sul piano pratico è che dovrà essere l’Amministrazione finanziaria, e non il professionista, risultanti dalle movimentazioni bancarie, fossero destinati ad acquisti relativi all’esercizio della professione.

Guarda l’immagine più in basso…

Di tutto questo e tanto altro parleremo i prossimi eventi Gratuiti in streaming Cruscotto di Controllo: per info e iscrizioni vai al link seguente https://www.ilnuovocommercialista.it/eventi/
https://www.ilnuovocommercialista.it/wp-content/uploads/2020/12/cassazione.jpg

Slide diretta 1/12 di Open

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Qui di seguito la presentazione PPT, relativa alla diretta della Dott.ssa Costantino:http://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2020/12/proposta_slide_primo_appuntamento_network_credito_investimenti.pdf
Al seguente link potrete vedere la registrazione https://www.youtube.com/watch?v=BpctPt-HLfE

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