Modulo 2 Corso Controllo di Gestione: “si fa presto a dire costi”…

(#gratis https:/www.ilnuovocommercialista.it/corso-controllo-di-gestione/)
✅…come dice il prof. Bubbio (padre della Balanced Scorecard in Italia) nel video che trovi più in basso, in merito all’ analisi dei costi per le decisioni aziendali, “si fa presto a dire costi”…

✅Per sciogliere questo e tanti altri quesiti, che si innescano inevitabilmente durante le analisi che ogni consulente dovrebbe fare nell’ambito del controllo di gestione, abbiamo realizzato un apposito Corso (ovviamente gratis), sul Controllo di Gestione.

✅Questo giovedì 25 marzo (sempre dalle 13 alle 15), ci sarà il secondo modulo, che si occuperà dell’analisi per indici. In particolare verrà illustrato come rielaborando tra loro le varie informazioni in nostro possesso contenute nel bilancio, sarà possibile comprendere l’ evoluzione, lo stato di salute e gli scenari futuri di un’azienda.
Qui sotto trovi il link per iscriverti gratuitamente al corso (puoi scegliere liberamente di partecipare a ciascun modulo senza aver partecipato agli altri, non sono interdipendenti):

modulo 1. Analisi e riclassificazione del bilancio (8 aprile)

modulo 2. Analisi per indici (25 marzo)

modulo 3. Analisi dei costi, Break even point analysis, M.d.C. e il budget e Business Plan (1 aprile)
Guarda il video del prof. Bubbio qui sotto, e per info ed iscrizione gratuita vai al link seguente, dove potrai scegliere il modulo al quale partecipare:

corso controllo di gestione- https:/www.ilnuovocommercialista.it/corso-controllo-di-gestione/

Il Controllo di Gestione è ormai erogato dal 40% degli Studi dei commercialisti!
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Il controllo di gestione non è più una novità, ma diventa un prerequisito!
Se vuoi aggiungere ricavi ad alto valore aggiunto e vuoi diventare Un Grande Commercialista Strategico… e quindi non essere più prestatore di servizi, devi erogare anche tu il Controllo di Gestione!
Questo corso è fondamentale per il futuro del tuo studio.

Per Migliorare…
Come sostenuto da Kaplan e Norton, ideatori della Balanced scorecard, strumento qualitativo che sta sostituendo il controllo quantitativo, se vuoi migliorare qualcosa la devi misurare e per misurare l’azienda bisogna installare il controllo di gestione.
Per te abbiamo preparato un percorso totalmente gratuito suddiviso in tre moduli (puoi partecipare a ciascun modulo senza aver partecipato agli altri, non sono interdipendenti):

1. Analisi e riclassificazione del bilancio
2. Analisi per indici
3. Analisi dei costi, Break even point analysis, M.d.C. e il budget e Business Plan
Per info ed iscrizione gratuita vai al link seguente, dove potrai scegliere il modulo al quale partecipare:
corso controllo di gestione- https:/www.ilnuovocommercialista.it/corso-controllo-di-gestione/
Buon lavoro!
Simone Brancozzi
Sito web: https://www.cruscottodicontrollo.it/
Email: studio@cruscottodicontrollo.it/Tel. 0734/605020
N° verde 800135806Mobile 3357589095

registrazione webinar Fondo nuove competenze

Ecco il link per rivedere la registrazione dell’evento Fondo Nuove Competenze

Per ulteriori informazioni e approfondimenti potete contattare Agnese Belmonte mail: belmonte@tecsial.it tel.: 3398047167

Approfondisci gli ultimi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate su Transizione 4.0 e scopri come funziona il nuovo Patrimonio Destinato

L’Agenzia delle Entrate torna a pronunciarsi in tema di ammissibilità di investimenti 4.0.
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Questa è la video newsletter:

Credito investimenti 4.0: nuovi chiarimenti

Ribadita l’esclusione dei veicoli, anche se necessari al funzionamento delle attrezzature

Più nello specifico viene esaminata la casistica di un’autobetoniera composta da due parti, un autotelaio targato e un’attrezzatura specifica montata su autotelaio. La risoluzione del quesito posto è contenuta nella risposta n. 189/2021.
Partiamo dai dettagli della richiesta. L’istante chiede se sia possibile applicare il credito di imposta per investimenti in beni strumentali nuovi ex L. 160/2019 all’intero investimento. Chiede infatti se attrezzattura e telaio possano essere considerati in maniera unitaria, perché in assenza del veicolo, l’attrezzatura non potrebbe altrimenti funzionare o raggiungere il luogo in cui operare.
La risposta dell’Agenzia. Chiamato in causa il MISE, per deliberare circa gli aspetti di natura tecnica, viene ribadita l’impossibilità di ammettere il telaio all’agevolazione maggiorata.
Infatti, mentre possono essere ricompresi all’interno dell’Allegato A L. 232/2016 i beni considerati “macchine” ai sensi della Direttiva Macchine 2006/42/CE; devono considerarsi al contrario esclusi, in linea di principio, i beni qualificabili come veicoli, come disposto dalla Direttiva 2007/46/CE.
Per tale motivo, la sola attrezzatura potrà fruire della percentuale maggiorata, sempre che sia dimostrato il possesso dei 5+2 requisiti.
Le precisazioni fornite restano valide anche per le novazioni introdotte alla disciplina del credito investimenti dalla L. 178/2020.

Ricerca e sviluppo: limiti al nuovo bonus

L’Agenzia delle Entrate, nella giornata del 17 marzo 2020 pubblica due risposte ad interpelli inerenti il credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo e per la nuova versione del credito, inerente le attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, transizione ecologica e ideazione estetica.
Andiamo per gradi.
Il primo quesito (risolto con la risposta n. 187) ha una portata generale e significativa per tutti i possibili beneficiari del credito. Si parla infatti di un tema sensibile all’interno della disciplina in oggetto, ossia la ricerca commissionata.
Infatti, all’interno della Circolare 5/E del 2016, il Legislatore riteneva inammissibile l’attività di ricerca svolta su commissione di terzi. Infatti, in tal caso, l’impresa commissionaria non sostiene i costi delle attività, addebitandoli al committente.
Dal gennaio 2017, invece, l’introduzione del comma 1-bis all’art. 3 della L. 145/2013, prevedeva la possibilità per le imprese commissionarie residenti per conto di committenti non residenti, di accedere al credito.
Dal 2020, la nuova disciplina però, non tratta della ricerca commissionata e non è previsto nessun tipo di disposizione analoga al precedente comma 1-bis.
Per tale ragione, a partire dal 2020 non possono considerarsi ammissibili le spese sostenute per attività di ricerca svolte da commissionari residenti in Italia, sulla base di contratti con soggetti esteri.

Settore dell’industria alimentare: cos’è ricerca e sviluppo?

Il secondo quesito, oggetto della risposta 188, è invece settoriale, trattando del settore specifico dell’industria alimentare.
Il quesito è sottoposto da un ristorante con attività secondarie legate all’industria alimentare il quale ritiene le proprie attività di trasformazione dei processi di gestione della cucina, la creazione di nuovi piatti, la modifica significativa delle ricette, attività ammissibili al credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo.
L’Agenzia chiama il MISE a pronunciarsi in risposta alla domanda sottoposta, trattandosi di un quesito puramente tecnico.
Lo stesso, fornisce in primo luogo una disamina generale del significato di ricerca e sviluppo ai fini della disciplina agevolativa, ricordando come sia necessario raggiungere il superamento di una o più incertezze scientifiche o tecnologiche, la cui soluzione non sarebbe possibile sulla base dello stato dell’arte del settore di riferimento e che il risultato dell’attività deve produrre un beneficio per l’intera economia.
Inoltre, ipotizzando un’applicazione pratica al settore dell’industria alimentare in generale, il MISE riporta una serie di attività che risulterebbero ammissibili:
– Lavori finalizzati ad un significativo prolungamento della vita commerciali dei prodotti alimentari, attraverso studi su nuove metodologie di trattamento e conservazione, nuovi materiali e tecniche di confezionamento;
– Lavori ricollegabili allo studio e alla sperimentazione di nuovi ingredienti e formulazioni capaci di generare un effetto tecnico o un’utilità tecnologica sui prodotti alimentari, in termini di malattie alimentari, digeribilità, apporto vitaminico, prevenzione delle malattie ecc..
In ultimo, viene fatto un confronto con la nuova disciplina del credito di imposta, che ha ampliato il novero delle attività ammissibili. In tal senso, il MISE apre ad una possibile ammissibilità delle spese sostenute, facendole ricadere nelle attività di design e ideazione estetica.

Patrimonio Destinato ready-to-learn

Breve guida ad uno degli strumenti più attesi dell’ultimo trimestre

Si tratta di uno strumento istituito dal decreto Rilancio per sostenere il rafforzamento patrimoniale delle grandi imprese italiane. Verrà gestito da Cassa Depositi e Prestiti, operando secondo differenti modalità: nelle forme e alle condizioni previste dal Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato ovvero a condizioni di mercato con il coinvolgimento di investitori privati.
Beneficiari
Possono accedere al patrimonio destinato le società per azioni, anche quotate, comprese quelle costituite in forma cooperativa con sede legale in Italia che abbiano un fatturato annuo superiore ai 50 milioni di euro. Restano escluse le attività di intermediazione finanziaria e assicurativa.
Le società inoltre non dovranno trovarsi in situazione di grave irregolarità contributiva o fiscale e non rientrare tra quelle che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti ritenuti illegali o incompatibili dalla Commissione UE. Occorrerà inoltre essere compliance alla 231.
Requisiti di accesso sono quindi:
– essere impresa di interesse nazionale, per il settore in cui operano o per la loro rilevanza dimensionale od occupazionale;
– non in grado di reperire finanziamenti sui mercati a condizioni accessibili;
– avere una situazione economico/finanziaria (che non si sia già presente prima del 31 dicembre 2019) tale che, in assenza dell’intervento, rischierebbe di perdere la continuità aziendale, di fallire o avrebbe gravi difficoltà a mantenere le sue attività. Sono invece escluse le imprese già in difficoltà al 31 dicembre 2019.
Operatività
In caso di regime di “Temporary framework”, gli interventi del Patrimonio Destinato potranno essere effettuati tramite:
– la partecipazione ad aumenti di capitale;
– la sottoscrizione di prestiti obbligazionari subordinati con obbligo di conversione;
– la sottoscrizione di prestiti obbligazionari subordinati convertibili;
– la sottoscrizione di prestiti obbligazionari subordinati.
La sottoscrizione dei contratti relativi alle prime tre misure dovrà essere effettuata entro il 30 settembre 2021, mentre nel caso di prestiti subordinati non convertibili dovrà intervenire entro il 30 giugno 2021.
In ogni caso, l’intervento del Patrimonio Destinato non sarà inferiore a:
– 25 milioni di euro per ciascun intervento, in caso di interventi consistenti nella sottoscrizione di prestiti obbligazionari con obbligo di conversione;
– 1 milione di euro per ciascun intervento, in caso di interventi consistenti nella sottoscrizione di prestiti obbligazionari subordinati convertibili;
– -100 milioni di euro per ciascun intervento, in caso di interventi consistenti nella partecipazione ad aumenti di capitale.
Oltre la soglia di 250 milioni di euro servirà l’autorizzazione dalla Commissione UE.
Per gli interventi realizzati mediante la sottoscrizione di prestiti obbligazionari subordinati, invece, il valore nominale di tali prestiti sottoscritti dal Patrimonio Destinato non sarà superiore ai 2/3 della spesa salariale annua dell’impresa beneficiaria riferita all’anno 2019, compresi gli oneri sociali e il costo del personale che lavora nel sito dell’impresa ma figura formalmente nel libro paga dei subcontraenti, e all’8,4% del fatturato totale dell’impresa beneficiaria riferito all’anno 2019.
Nell’ambito dell’operatività a condizioni di mercato, gli interventi previsti sono gli aumenti di capitale o la sottoscrizione di prestiti obbligazionari convertibili, solo però in presenza di un contemporaneo co-investimento di almeno un altro investitore privato per almeno il 30% dell’intervento.
L’accesso a queste misure richiede la presentazione di due degli ultimi 3 bilanci di esercizio, approvati e assoggettati a revisione legale in utile e l’assenza in Centrale Rischi della Banca d’Italia di segnalazioni di “sofferenze a sistema” o di un rapporto tra “totale sconfinamenti per cassa” e “totale accordato operativo per cassa” superiore al 20%.
Sono in ogni caso escluse le società a partecipazione pubblica, ad eccezione di quelle con una partecipazione inferiore al 10% del capitale sociale e delle società quotate.
Il Patrimonio Destinato potrà inoltre effettuare interventi:
– riservati ad imprese strategiche, tra cui rientrano le imprese che operano nel settore delle infrastrutture e tecnologie critiche, degli approvvigionamenti di fattori produttivi critici, dell’accesso a informazioni sensibili e della libertà e pluralismo dei media, nonché le società di rilevante interesse nazionale:
– relativi a operazioni di ristrutturazione di società che, nonostante temporanei squilibri patrimoniali o finanziari, siano caratterizzate da adeguate prospettive di redditività.

Eventi 23 e 26 marzo: anche le case di software e le banche faranno i fiscalisti

…ho avuto notizia che alcune case di software hanno iniziato ad erogare servizi fiscali…

10 anni fa dicevo che presto anche le case di software e le banche avrebbero fatto i fiscalisti ci siamo. Se i solo fiscalisti non si sbrigano a svoltare verso la consulenza aziendale i loro fatturati e i loro margini precipiteranno.

Il 25 febbraio del 2018 il Sole24Ore scriveva “Nella corsa alla gestione delle e-fatture entrano anche le banche” di Mauro Meazza Le banche entrano nella partita della fatturazione elettronica: in questi giorni sono partite le offerte ai clienti, professionisti e no, per ampliare l’home banking alla gestione di tutto il processo dell’e-fattura. Un’estensione consentita dal punto 3, lettera d), del provvedimento del direttore dell’Agenzia del 5 novembre, dove si legge che il servizio di fatturazione elettronica e di conservazione è «delegabile anche a favore di soggetti diversi dagli intermediari». (ecco l’anteprima dell’articolo qui sotto):

..se vai di fretta e vuoi approfondire questi argomenti, puoi iscriverti subito ai prossimi eventi gratuiti in streaming sulla Balanced Scorecard, partecipa in streaming e abbraccia il futuro, il 23 marzo dalle 9 alle 16 info e iscrizioni su- https://www.cruscottodicontrollo.it/evento-cruscotto-di-controllo-torino-23-marzo/

il 26 marzo dalle 9 alle 16 info e iscrizioni su- https://www.cruscottodicontrollo.it/evento-cruscotto-di-controllo-fano-26-marzo//

E tu sei pronto per evolvere daa commercialista fiscalista a commercialista prestatore di servizi ad altissimo valore aggiunto? Già oltre 200 colleghi in tutta Italia hanno abbracciato il cambiamento e hanno iniziato ad erogare servizi ai loro clienti, senza per questo snaturare la natura del commercialista, infatti come ho già scritto sul Sole24Ore:

“Il commercialista è prima di tutto giurista ed economista d’impresa, e forse un po’ fiscalista. Il futuro degli studi professionali non sarà più quello di svolgere assistenza negli adempimenti fiscali ma sarà quello di tornare al fianco dell’imprenditore per aiutarlo nella gestione quotidiana dell’impresa.”

E proprio il ritorno del commercialista al fianco dell’imprenditore è più che mai attuale e necessario proprio in questo periodo: di tutto questo parleremo ai prossimi eventi gratuiti sulla Balanced Scorecard, partecipa in streaming e abbraccia il futuro, il 23 marzo dalle 9 alle 16 info e iscrizioni su- https://www.cruscottodicontrollo.it/evento-cruscotto-di-controllo-torino-23-marzo/

il 26 marzo dalle 9 alle 16 info e iscrizioni su- https://www.cruscottodicontrollo.it/evento-cruscotto-di-controllo-fano-26-marzo//

Buon lavoro!

Simone Brancozzi

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Tel. 0734/605020 N° verde 800135806 Mobile 3357589095

Corso Controllo di Gestione “Se lo misuri lo migliori”

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Per Migliorare… Come sostenuto da Kaplan e Norton, ideatori della Balanced scorecard, strumento qualitativo che sta sostituendo il controllo quantitativo, se vuoi migliorare qualcosa la devi misurare e per misurare l’azienda bisogna installare il controllo di gestione. Per te abbiamo preparato un percorso totalmente gratuito suddiviso in tre moduli (puoi partecipare a ciascun modulo senza aver partecipato agli altri, non sono interdipendenti):

1. Analisi e riclassificazione del bilancio (18 marzo)

2. Analisi per indici (25 marzo)

3. Analisi dei costi, Break even point analysis, M.d.C. e il budget e Business Plan (1 aprile) Guarda il video di presentazione del corso qui sotto, e per info ed iscrizione gratuita vai al link seguente, dove potrai scegliere il modulo al quale partecipare:

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I prossimi mesi saranno pieni di novità: hai la strategia giusta per coglierle tutte?

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Quando il piano B è migliore del piano A
Nonostante sia già finito il primo trimestre, mai come quest’anno occorre essere pronti e sapersi adattare.
Siamo a marzo 2021 e le imprese hanno già impostato il budget e le strategie per il 2021.
Partiamo da un presupposto fondamentale: è un anno atipico, forse più del 2020. Questo perché la presunta ripresa post covid non è ancora partita del tutto.
E’ in dubbio per la prossima settimana un nuovo blocco (o comunque forti limitazioni) per molte attività produttive; nei prossimi giorni dovranno essere pubblicati ulteriori decreti con la previsione di ristori, proroghe e nuovi incentivi ed agevolazioni.
Il tutto in un’alea di dibattito e incertezza. Cosa fare quindi?
Sicuramente è opportuno seguire il proprio piano A, ma attuare ragionamenti paralleli e costruire dei “piani di riserva”. La pianificazione diventa fondamentale e avere chiari gli obiettivi è sicuramente utile.
Il MISE ha reso noto che nel primo semestre verranno rese note nuove indicazioni operative per il piano Transizione 4.0: si preannunciano aumenti di aliquote ma anche ulteriori oneri ancora non definiti.
Ulteriormente resta da capire se il piano Colao verrà realmente attuato, in tutto o in parte.
Ad oggi sappiamo con certezza il lancio di queste cinque misure:
1. Fondo Salva Aziende
Si tratta di un Fondo destinato al supporto finanziario di aziende in crisi temporanea o in amministrazione temporanea.
La dotazione iniziale è di 300 milioni di euro e ricadrà nel Temporary Framework.
Il Fondo si affianca al Fondo Patrimonio Rilancio, di prossima attivazione e controllato da Cassa Depositi e Prestiti.
2. Bando Macchinari Innovativi
E’ alla Corte dei Conti il decreto che apporta ulteriori 93,5 milioni di euro per il Mezzogiorno.
La misura riguarda le PMI di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. E’ prevista per aprile l’apertura del secondo sportello con una dotazione aggiuntiva di 132,5 mln di euro.
I programmi di investimento ammessi hanno come obiettivo la creazione di una nuova unità produttiva o il cambiamento fondamentale del processo di produzione.
L’agevolazione riconosciuta è un mix tra contributo in conto impianti e un finanziamento agevolato, per una copertura fino al 75% delle spese ammissibili
3. Bonus Sud Biennio 2021-2022
A seguito della proroga prevista dalla nuova Legge di Bilancio, la misura è stata prevista per il nuovo biennio. Vengono quindi apportate modifiche al modello di comunicazione da inviare all’Agenzia delle Entrate prevedendo specifiche di progetto e un’apposita sezione per l’indicazione di aiuti di Stato e in de minimis.
4. Fondo Patrimonio Rilancio
Dovrebbe essere operativo entro fine mese.
Il fondo che gestirà operazioni di capitalizzazione delle grandi imprese, attualmente è stato approvato il provvedimento dalla Corte dei Conti e a giorni dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta.
Le risorse iniziali sono circa 40 miliardi di euro e possono valere sul Temporary Framework.
5. Simest
Sono stati stanziati ulteriori 2 miliardi di euro che andranno a coprire le domande in esubero del 2020.
Inoltre Simest ha approvato il nuovo plafond previsto per il Temporary Framework con un incremento da 800.000,00 a 1.800.000,00 €; per questo motivo le imprese beneficiarie saranno chiamate ad inviare una nuova dichiarazione integrativa secondo le istruzioni fornite da Simest, pena perdita del beneficio.
Accanto alle misure di prossima definizione ci sono anche alcune in scadenza o che subiranno modifiche. In questo labirinto di date, numeri e decreti, riuscire a non perdersi nulla è davvero difficile. Per il momento, ricordiamo le proroghe e le scadenze imminenti.
Imposta sui servizi digitali
La scadenza prevista per il prossimo sedici di marzo è stata prorogata a maggio. Il provvedimento definitivo è in corso di redazione e promulgazione.
Crediti di imposta per l’editoria
Ricordiamo che al 31 marzo scadono il Tax Credit pubblicità e i Tax Credit per la Stampa periodica italiana all’estero e l’Editoria speciale periodica. Le misure prevedono Iter differenti. Per ulteriori approfondimenti potete scriverci su ask@opentorino.it.
Credito Investimenti e Bonus Sud: un 95% che fa gola
Aspetti di cumulabilità tra due misure a sostegno degli investimenti

Il Bonus Sud è stato prorogato per il biennio 2021-2022 dalla nuova Legge di Bilancio.
Dall’altro lato c’è il credito di imposta per investimenti in beni strumentali nuovi, con un aumento delle voci di spesa ammissibili e un aumento di aliquote (ma solo per il 2021).
Con i numeri delle due misure sembra possa arrivare a fruire di un credito fino al 95% del costo dell’investimento. Un’opportunità che certo non è da farsi scappare. Approfondiamo gli aspetti principali delle due materie e la possibilità di cumulare le due misure.

Le misure a confronto – Credito investimenti

Il credito di imposta per investimenti in beni strumentali nuovi sostituisce dallo scorso 2020 la precedente disciplina dell’iper ammortamento. La misura, a carattere generale, riguarda gli investimenti in beni strumentali nuovi sostenuti nell’arco temporale tra il 16 novembre 2020 ed il 31 dicembre 2021, o fino al 30 giugno 2022, nel caso in cui entro il 31 dicembre 2021 siano soddisfatti i seguenti requisiti: ordine di acquisto sottoscritto dal fornitore e versamento di un acconto pari almeno al 20% del valore di acquisto (anche in caso di leasing finanziario).

Le categorie di beni rientranti nel credito sono:
1. Beni strumentali materiali rientranti nell’allegato A ex L. 232/2016 o anche definiti “beni 4.0”
2. Beni strumentali immateriali rientranti nell’allegato B ex L. 232/2016
3. Beni strumentali materiali ordinari
4. Beni strumentali immateriali ordinari
5. Beni strumentali materiali e immateriali finalizzati allo smartworking.
Di seguito si riporta una tabella riepilogativa con le aliquote ed i massimali di investimento, per il 2021, confrontando le novazioni normative rispetto all’esercizio 2020.
http://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2021/03/open.jpg/
si rende noto che il MISE ha comunicato che entro il primo semestre 2021 verranno fornite ulteriori indicazioni circa il Piano Transizione 4.0. Circa l’assenza di una normativa di coordinamento, si può assumere la data del 16 novembre 2020 quale spartiacque per la corretta applicazione delle discipline (Tali specifiche sono sorte durante un incontro organizzato da Federmacchine e Anima con Marco Calabrò, dirigente del Ministero dello Sviluppo Economico tenutosi lo scorso 10 febbraio 2021) .

I soggetti beneficiari sono tutte le imprese residenti in Italia, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito. Possono accedervi anche dagli esercenti arti e professioni, ma solo per i beni strumentali ordinari.
La fruizione del beneficio è subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori, che deve essere comprovato al momento della fruizione del credito (Sole 24 Ore – L’esperto Risponde dell’8 marzo 2021).

L’utilizzo del credito è possibile esclusivamente in compensazione tramite F24 e non è soggetto a limiti di compensabilità. La suddivisione in quote annuali (tre per il 2021) non pregiudica la possibilità di utilizzare anche solo parzialmente il credito e di poterlo sfruttare negli esercizi successivi.
Sarà anche necessario l’invio di una Comunicazione al MISE, i cui contenuti e modalità di invio verranno esplicati idealmente entro la prima metà dell’anno. L’invio della comunicazione non pregiudica l’accesso e l’utilizzo del beneficio fiscale poiché il documento ha meri fini statistici (Avvertenza MISE 29 dicembre 2020).

Bonus Sud

E’ anch’esso un credito di imposta riconosciuto in caso di investimenti (anche tramite leasing finanziario) facenti parte di un progetto di investimento iniziale e relativi all’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive ubicate nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.

A differenza del credito di imposta sopra esaminato esistono alcuni limiti all’accesso: non si applica infatti ai settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché ai settori creditizio, finanziario e assicurativo. L’agevolazione, inoltre, non si applica alle imprese in difficoltà’. In ultimo, occorre essere titolari di reddito di impresa (Circolare 34E 2016 §2).

Inoltre deve riguardare investimenti iniziali ai sensi del Regolamento UE 651/2014 art. 2 punti 49, 50 e 51, casistiche che riguardano:
– al 45% per le piccole imprese, al 35% per le medie imprese, al 25% per le grandi imprese per le Regioni Calabria, Puglia, Campania, Sicilia, Basilicata e Sardegna;
– al 30% per le piccole imprese, al 20% per le medie imprese e al 10% per le grandi imprese, per le Regioni Abruzzo e Molise.

L’accesso all’agevolazione prevede la sottomissione di una domanda all’Agenzia delle Entrate, attraverso la compilazione di un apposito modulo.
Con il protocollo n. 65238/2021 dell’Agenzia delle Entrate è stato pubblicato un nuovo modello, a seguito dell’estensione temporale della misura, che potrà essere utilizzato a partire dal 31 marzo 2021 in sostituzione del precedente.
Le novità presenti nella modulistica riguardano essenzialmente il campo descrittivo dell’investimento, attraverso cui il beneficiario dovrà dimostrare la funzionalità dell’investimento, consentendo al Fisco di non esprimere eventuali riserve sulla natura dell’investimento da agevolare. Per tale ragione si consiglia di effettuare la comunicazione in maniera preventiva, così da essere certi prima di sostenere l’investimento, dell’ammissibilità delle voci di spesa ai sensi della disciplina di tale credito.
E’ stata inoltre inserita una sezione dedicata agli aiuti di Stato, compresi gli aiuti de minimis, al fine di valutare la cumulabilità dell’investimento.

L’utilizzo del credito è previsto anche in questo caso esclusivamente tramite F24 e non è soggetto a limiti di compensabilità.

Cumulabilità tra le due misure.

Con la Risposta n. 157 del 05 Marzo scorso, l’Agenzia delle Entrate ritorna sul merito della cumulabilità tra le due misure.
Innanzitutto occorre considerare che, nel caso sia possibile il cumulo tra due o più misure, non potrà in alcun modo essere superato il 100% del costo sostenuto. Ciò significa che non è ritenuta lecita alcuna forma di sovrafinanziamento degli investimenti sostenuti.
Nel caso di specie, il credito di imposta per investimenti in beni strumentali nuovi è una misura di carattere generale e di natura fiscale che, come tale, non può configurarsi come aiuto di stato. Per tale motivo è possibile cumulare le due agevolazioni, purché il cumulo non porti al superamento del costo sostenuto per l’investimento.

In precedenza, l’Agenzia si era già pronunciata sul tema con la Risposta 360 del 16 settembre 2020. In questa sede l’Agenzia non si è limitata a sancire la piena cumulabilità tra le due misure ma ha ribadito il fatto che già l’iper ammortamento era stato considerato cumulabile con il Bonus Sud. Per tale ragione, essendo il credito di imposta misura analoga all’iperammortamento, gode dello stesso trattamento, potendo quindi essere cumulato con il Bonus Sud.

Nell’eventualità in cui l’investimento sia soggetto a ulteriori misure agevolative, tipiche di alcuni settori di attività (es- PSR), occorre prestare attenzione alle regole di cumulo e ad eventuali massimali previsti.
Per ulteriori informazioni o approfondimenti, il nostro indirizzo ask@opentorino.it è sempre disponibile.

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“Open Breaking News”. Argomenti trattati: Tax credit quotazione di Startup e Pmi,TEM, Bandi regionali

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GPS imprese di famiglia

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Ringrazio tutti i colleghi che hanno partecipato al webinar “Imprese di Famiglia: semplicemente complesse” dove abbiamo presentato il nostro strumento di analisi GPS.
Il GPS per l’Impresa di Famiglia costituisce un’autoanalisi allargata a 360° delle peculiari tematiche inerenti a ogni impresa di famiglia, che derivano dal caratteristico intreccio delle dimensioni famiglia-impresa-proprietà.
Ancorandosi alla nostra mappa di interpretazione e orientamento e scomponendo i vari elementi in fatti e situazioni concrete e specifiche, viene ricostruito un quadro “diagnostico” di insieme, una fotografia della realtà della propria impresa familiare.
Da qui, si possono identificare le proprie aree forti e quelle di opportunità, capire le priorità e quindi disegnare un proprio percorso nella direzione degli obiettivi desiderati.
La forza di questo strumento è la concretezza, la semplicità d’uso, il coinvolgimento profondo e pratico dell’imprenditore nell’analisi, nella ricerca, nello sviluppo e nell’attuazione delle soluzioni.
Invito tutti i colleghi a contattarci per condividere lo strumento e avviare percorsi di consulenza e/o passaggi generazionali con un approccio scientifico e guidato a 360°.
https://www.mywayconsulting.net/imprese-di-famiglia

registrazione webinar di Marco Randazzo sulle Imprese di Famiglia

News da parte di Marco Randazzo, partner del Network www.consulentiaziendaliditalia.it, il network nr. 1 in Italia che racchiude i migliori aziendalisti.

Ecco la registrazion del webinar:

Qui di seguito 2 pdf:
http://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2021/02/Impresa-di-famiglia-mappa-scheda.pdf
http://www.consulentiaziendaliditalia.it/wp-content/uploads/2021/02/ImpreseFamiglia_MyWay_Webinar-23-febbraio-2021.pdf

Un bando con le competenze

News da parte di Open, partner del Network www.consulentiaziendaliditalia.it, il network nr. 1 in Italia che racchiude i migliori aziendalisti.

Video newsletter:

In apertura l’edizione 2020 del bando TEM di Invitalia

Tutti pronti per il 9 marzo, data di apertura del bando TEM. Già da diversi giorni si sentiva parlare di questa
tempistica, ma solo con ieri pomeriggio il sito web di Invitalia ha reso note alcune informazioni in più. Solo
questa mattina sono state pubblicate alcune FAQ non del tutto esaustive.
Il bando di per sé è molto interessante: l’obiettivo è quello di supportare processi di internazionalizzazione
anche attraverso sistemi digitali, tramite consulenze specialistiche fornite dai Temporary Export Manager.

Caratteristiche principali della misura

Si rivolge poi alle sole MPI (micro e piccole imprese) del settore manifatturiero (settore ATECO C), che
possono proporsi in forma singola o associata.
Sono cinquanta i milioni che verranno suddivisi tra i soggetti beneficiari sottoforma contributi in regime de
minimis. Attenzione quindi all’eventuale superamento del proprio plafond triennale. Un cinque per cento
della torta è poi riservato alle imprese in possesso del rating di legalità.
Per le micro e piccole imprese il contributo potrà arrivare fino a 20.000 euro, a fronte di un contratto di
consulenza di importo non inferiore, al netto dell’Iva, a 30.000 euro.
Per le reti di impresa invece, il contributo sale fino a 40.000 euro a fronte di un contratto di consulenza di
importo non inferiore, al netto dell’Iva, a 60.000 euro.
E’ inoltre possibile ottenere un contributo aggiuntivo pari a 10.000,00 € se si raggiungono i seguenti risultati
sui volumi di vendita all’estero:
 incremento di almeno il 15% del volume d’affari derivante da operazioni verso paesi esteri
registrato nell’esercizio 2022, rispetto allo stesso volume d’affari registrato nell’esercizio 2021
 incidenza – nell’esercizio 2022 – almeno pari al 6% del volume d’affari derivante da operazioni verso
paesi esteri sul totale del volume d’affari
Ci sono delle indicazioni anche su come definire l’entità del contratto di consulenza: per prima cosa la
durata, che dovrà essere di dodici mesi per le MPI e di ventiquattro per le reti. Occorrerà inoltre indicare il
numero di giornate uomo richieste, tenendo conto che il compenso massimo giornaliero riconoscibili è pare
a 500,00 €.

Tempistiche di adesione

Finora tutto semplice (più o meno): la domanda dovrà essere caricata online nella prima finestra temporale
indicata, ossia dal 9 marzo al 22 marzo 2021. Al contrario di altri bandi, questo costituirà solo un primo
step, che potremmo definire “compilazione”.
Occorrerà infatti procedere al secondo step di “presentazione”, dal 25 marzo al 15 aprile 2021, una sorta di
conferma di quanto già inviato ad Invitalia.
Sarà necessario anche richiedere preventivamente il contributo aggiuntivo. Questo darà luogo a due
ulteriori finestre temporali: se non si è richiesto il contributo dovranno richiedere erogazione del contributo
dal 1 giugno 2022 al 15 giugno 2022; viceversa, dal 2 maggio 2023 al 30 giugno 2024.
Che sia un deterrente di Invitalia per evitare un click day?
Ad ogni modo, le complessità non sono finite, e non riguardano tanto le aziende, ma bensì gli stessi
consulenti che dovranno erogare il servizio.

Le richieste del bando per i professionisti

I TEM devono infatti essere iscritti ad apposito elenco del MISE e non possono considerarsi tali quelle figure
che già vantano tale qualifica. Per quale motivo? Perché per questo bando il TEM non deve essere
competente per i soli ambiti di internazionalizzazione, ma anche e soprattutto per l’ambito digitale.
Deve quindi essere in grado di dimostrare oltre alle proprie competenze ed esperienze pluriennali, anche il
possesso di specifiche certificazioni su temi quali ad esempio e-commerce, IT, sales, utilizzo di social
network.
I TEM interessati possono proporsi sia in qualità di professionisti, sia in qualità di Società di TEM. In questo
caso i requisiti sono leggermente diversi.
Anche per i professionisti l’onere di rispettare delle date: per loro la finestra di iscrizione all’elenco del MISE
è fissata dal 18 marzo al 6 maggio 2021.
Insomma, un bando per nulla semplice, perché il margine di errore e di dimenticanza è dietro l’angolo.
Soprattutto, è il segno della forte necessità di individuare delle figure professionali con competenze
trasversali. Il focus quindi non è esclusivamente posto sul progetto, ma sull’essere certi che figure
imprenditoriali come le micro e le piccole imprese siano adeguatamente seguite.