Formazione industria 4.0 2021: nuovo tax credit

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L’articolo 48 bis del Decreto Sostegni-bis introduce un nuovo tax credit in ambito formazione 4.0.
Le materie sono simili, ma cambiano le caratteristiche dell’agevolazione e il territorio di svolgimento: in questo caso infatti si esce dai confini nazionali.
Per l’operatività della misura occorrerà però attendere un decreto attuativo, previsto per fine ottobre.

Formazione 4.0 2021: come funziona?
Il nuovo tax credit si rivolge a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore in cui operano.
Gli argomenti ammissibili sono gli stessi della Formazione 4.0 ovvero:
L’articolo 48 bis del Decreto Sostegni-bis introduce un nuovo tax credit in ambito formazione 4.0.
Le materie sono simili, ma cambiano le caratteristiche dell’agevolazione e il territorio di svolgimento: in questo caso infatti si esce dai confini nazionali.
Per l’operatività della misura occorrerà però attendere un decreto attuativo, previsto per fine ottobre.

Formazione 4.0 2021: come funziona?
Il nuovo tax credit si rivolge a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore in cui operano.
Gli argomenti ammissibili sono gli stessi della Formazione 4.0 ovvero:
1. big data e analisi dei dati;
2. cloud e fog computing;
3. sicurezza cibernetica;
4. sistemi cyber-fisici;
5. prototipazione rapida;
6. sistemi di visualizzazione e realtà aumentata;
7. robotica avanzata e collaborativa;
8. interfaccia uomo-macchina;
9. manifattura additiva;
10. internet delle cose e delle macchine;
11. integrazione digitale dei processi aziendali.
Formazione 4.0 2021: spese ammissibili
Anche in questo caso, sono ammissibili i costi di personale, relativamente al costo aziendale del dipendente per il periodo in cui è occupato nelle attività di formazione.
Le novità sono le seguenti:
– la formazione deve avvenire attraverso corsi di specializzazione e di perfezionamento
– la durata della formazione non può essere inferiore a sei mesi
– la formazione può svolgersi sia in Italia che all’Estero
Formazione 4.0 2021: entità del credito
A differenza del classico credito formazione 4.0, in questo caso abbiamo una rimodulazione delle aliquote.
E’ infatti prevista un’unica aliquota del 25% su un massimale di spesa di 30 mila euro. Potenzialmente quindi, il tax credit prevede un importo massimo per beneficiario di 7.500,00 €.
Il nuovo credito formazione 4.0 non concorre alla formazione del reddito, né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive e può essere utilizzato esclusivamente in compensazione.

Abstract dell’articolo: Il Decreto Sostegni-bis introduce un nuovo tax credit in ambito formazione 4.0 del 25%. Cambiano le caratteristiche dell’agevolazione e il territorio di svolgimento: in questo caso infatti si esce dai confini nazionali.
IPCEI cosa sono?

Con il decreto 21 aprile 2021, il Mise è intervenuto a disciplinare i criteri generali operativi del Fondo IPCEI, il fondo volto a sostenere gli Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo.
Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Come funzionano gli IPCEI?
I fondi IPCEI riuniscono conoscenze, competenze, risorse e attori economici europei per uno scopo comune: raggiungere obiettivi di innovazione radicale e di rilevanza tecnologica produttiva di settore.
In fondi infatti si rivolgono sia alle imprese, sia agli organismi di ricerca.
Gli argomenti e gli obiettivi vengono scelti a livello comunitario; in un secondo momento il Ministero pubblica delle specifiche manifestazioni di interesse, a cui gli attori economici possono

Con il decreto 21 aprile 2021, il Mise è intervenuto a disciplinare i criteri generali operativi del Fondo IPCEI, il fondo volto a sostenere gli Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo.
Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Come funzionano gli IPCEI?
I fondi IPCEI riuniscono conoscenze, competenze, risorse e attori economici europei per uno scopo comune: raggiungere obiettivi di innovazione radicale e di rilevanza tecnologica produttiva di settore.
In fondi infatti si rivolgono sia alle imprese, sia agli organismi di ricerca.
Gli argomenti e gli obiettivi vengono scelti a livello comunitario; in un secondo momento il Ministero pubblica delle specifiche manifestazioni di interesse, a cui gli attori economici possono rispondere, proponendo i loro progetti per i quali necessitano di un co-finanziamento.
Le proposte vengono poi selezionate da una serie di esperti in innovazione tecnologica, circa il grado di innovazione industriale e la coerenza con l’obiettivo designato.
I progetti ammissibili al Fondo IPCEI
Possono partecipare i progetti di ricerca, sviluppo e innovazione di prima applicazione industriale, che prevedano degli importanti risultati rapportati allo stato dell’arte del settore interessato.
Le spese passibili di contributo invece riguardano:
– studi di fattibilità;
– strumenti e attrezzature;
– acquisto/costruzione di fabbricati e infrastrutture;
– materiali, forniture e prodotti analoghi;
– spese per asset immateriali (brevetti);
– spese amministrative e generali;
– spese in conto capitale e operative.
Le agevolazioni spettanti ai progetti IPCEI
Per poter accedere al contributo, occorre prima un’autorizzazione da parte della Commissione Europea.
Inoltre, è bene considerare che i progetti IPCEI richiedono un cofinanziamento da parte del soggetto proponente.
In base alla percentuale di cofinanziamento, il contributo concesso viene calcolato rispetto ai costi e alle spese ammissibili, ed è rappresentata dal cosiddetto deficit di finanziamento.
Gli ultimi IPCEI pubblicati dal MISE hanno riguardato le infrastrutture digitali e servizi cloud e le batterie, microelettronica, idrogeno.

Abstract articolo: IPCEI, come funziona? Con il decreto 21 aprile 2021, il Mise è intervenuto a disciplinare i criteri generali operativi del Fondo IPCEI, il fondo volto a sostenere gli Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Accelerazione nel settore Agrifood: a breve un nuovo bando

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Aperto lo scorso 22 giugno Bravo Innovation Hub Agrifood

Dopo il successo del Bravo Innovation Hub, ovvero il programma di accelerazione di startup gestito da Invitalia, a fine giugno ha avuto inizio l’edizione dedicata al settore Agrifood.
Il programma vede come “capofila” il Ministero dello Sviluppo Economico e la collaborazione di diversi attori che spiccano nell’Agrifood (vedi Tree, Future Food, Sud Speed Up, Talent Garden Milano e CETMA).
Obiettivo del programma è supportare l’inserimento nel mercato di soluzioni innovative lungo tutta la filiera agro-alimentare: dall’agricoltura 4.0 alle soluzioni di imballaggio sostenibili, alla smart kitchen, ai sistemi di monitoraggio e controllo qualità alla sicurezza alimentare.
Un tema delicato e particolare, dedicato alle società attive dopo il 2017, di piccole dimensioni e con sede operativa in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
Il termine per presentare domanda di partecipazione è fissato al prossimo 21 luglio. Da quella data partiranno le selezioni, che si concluderanno con la selezione di 10 imprese. Ognuna di loro potrà contare su un plafond di circa 42.000,00 € di cui 20.000,00 € di grant e una serie di servizi di mentoring, coaching e formazione, passando per la fornitura di spazi di lavoro gratuiti. Il tutto avverrà a Brindisi.

Innovazione tecnologica lombarda: alle porte l’apertura del bando TechFast
Dal 5 luglio 19 milioni a disposizione delle PMI innovation oriented
La misura ha l’obiettivo di supportare i progetti di sviluppo tecnologico, caratterizzati da un certo grado di maturità tecnico-scientifica abbinati anche ad attività di innovazione di processo, allo scopo di favorire la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle PMI del territorio lombardo.
I soggetti destinatari sono quindi PMI con sede operativa in Lombardia. Attenzione al codice ATECO perché alcuni settori restano esclusi (e.g. settore del tabacco, sezioni C e G, alcuni numeri delle sezioni A e H).
La dotazione finanziaria potrà essere soggetta a rifinanziamento.
Per quanto riguarda i progetti, questi dovranno essere attinenti ad attività di sviluppo sperimentale e innovazione di processo, meglio ancora se in ottica 4.0. Le spese minime di progetto sono pari ad 80.000,00 € e dovranno terminare in un termine massimo di 12 mesi dal provvedimento di concessione.
Tra le spese ammissibili troviamo i costi di personale, quelli inerenti macchinari e attrezzature (anche usati); i costi di ricerca contrattuale, oltre ad un forfait di spese generali.
Circa la forma e l’entità dell’agevolazione concedibile, la misura prevede un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino ad un massimo di 250 mila euro. Il divieto di cumulo riguarda gli aiuti di Stato. Può essere richiesta ed approvata l’erogazione di un 40% del contributo a titolo di acconto.
I tempi stimati di istruttoria sono pari a 120 giorni comprendendo dalla presentazione della domanda al provvedimento di concessione.
Sono previste anche alcune premialità:
– Nel caso il progetto presenti elementi di eco-innovazione;
– Se la compagine sociale del proponente prevede una percentuale maggiore o uguale del 50% come componente femminile o giovanile (inferiore o pari a 35 anni);
– Appartenenza ad uno dei cluster tecnologici lombardi.
Proprietà industriale: definite le linee di intervento per il triennio 21-23
Attuato uno dei pilastri del PNRR

Con il decreto del MISE dello scorso 23 giugno, vengono individuate le linee di intervento strategiche sulla proprietà industriale: un pacchetto di interventi finalizzati alla promozione e alla tutela della proprietà intellettuale negli ambiti digitali, innovativi e competitivi del sistema produttivo.
Lo scopo delle linee guida è quello di promuovere una sorta di cultura dell’innovazione, ad oggi mancante per accogliere, adottare ed implementare davvero un’industria 4.0.
Contestualmente, la volontà di tutelare e valorizzare la proprietà industriale, viene infatti riconosciuto il ruolo chiave degli asset innovativi quali strumenti di vantaggio competitivo che richiedono quindi di essere tutelati e valorizzati adeguatamente.
Per poter realizzare un sistema di incentivazione e tutela, andrà in prima istanza predisposto un DDL che modifichi l’attuale codice della Proprietà Industriale, aggiornando di conseguenza la legislazione di settore.

Evento 30 giugno: la qualità di un Business Plan dipende da una chiara definizione di “jobs to be done”

(iscrizione #gratis su https://www.ilnuovocommercialista.it/evento-business-plan)📊a pag. 34 il documento dell’ODCEC MILANO sui principi guida per la redazione del BUSINESS PLAN è scritto “una volta definite, nelle quattro scorecard, le azioni in termini di risorse che si pensano necessarie per dar loro attuazione, è necessario parlare delle dinamiche Eco-fin.

I costi saranno la loro espressione in termini di risorse che si pensa necessario consumare.Sono le azioni e le risorse necessarie per raggiungere il Posizionamento Strategico Desiderato al centro di un Business Plan La qualità di un Business Plan dipende, come suggerisce Clayton Christensen, da una chiara definizione di “jobs to be done”.Dalle azioni e dai processi indicati dipende la “credibilità” di un Business Plan, e questo lo si può fare chiedendosi “cosa vogliono i miei clienti?” “quali sono le loro esigenze da soddisfare?” (customer perspective) Questi due semplici interrogativi sono fondamentali. Dalle risposte date infatti dipendono la credibilità dei risultati di un BP e i costi che si pensa di dover sostenere”.

Puoi capire, pertanto, come sia cruciale approfondire, dibattere e chiarire tutte queste tematiche: lo faremo insieme a tanti altri colleghi al prossimo evento gratuito in streaming sul Business Plan, mercoledì 30 giugno, dalle 13 alle 15.Per partecipare all’evento e ricevere il documento completo (con le nuove linee guida sul business plan) dell’ODCEC Milano registrati gratuitamente al link seguente: https://www.ilnuovocommercialista.it/evento-business-plan

Inoltre, l’ODCEC Milano ha anche realizzato un webinar in cui ho fatto da relatore “Linee guida per il rilascio del Visto di conformità e del Visto di Congruità sull’informativa finanziaria aziendale, Perplessità e proposte dell’Odcec di Milano”,che puoi vedere qui sotto:Di tutto questo e tanto altro parleremo al prossimo evento di mercoledì 30 giugno, dalle 13 alle 15.Informazioni e registrazione gratuita al link seguente: https://www.ilnuovocommercialista.it/evento-business-plan

Questa settimana parliamo delle misure nazionali di giugno e di Simest

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Le principali misure nazionali del mese di Giugno
Siamo alla fine del secondo semestre e gli impegni prima delle vacanze sembrano non finire.
Nel disordine generale però è bene non perdere di vista le occasioni del mese.
Di seguito un breve recap di cosa sta per partire e a cosa invece dobbiamo dire “arrivederci”.
Smart Money
Apre il 24 Giugno l’incentivo gestito da Invitalia rivolto alle startup innovative che intendono sfruttare i servizi specialistici e il know-how qualificato dei rappresentanti dell’ecosistema dell’innovazione per definire il loro progetto imprenditoriale e prepararsi al lancio sul mercato. Sono previste due linee di intervento collegate tra loro che prevedono contributi a fondo perduto fino all’80 e al 100% delle spese, nel limite di 10 e 30 mila euro.
Fondo per l’Intrattenimento Digitale
Dal 30 giugno è possibile presentare domanda su Invitalia per il contributo a fondo perduto del 50% a favore delle imprese italiane attive nei settori di “Edizione di software” o “Produzione di software, consulenza informatica e attività connesse”. I progetti ammissibili riguardano l’ideazione e pre-produzione dei videogiochi e devono prevedere un massimale di spesa di 200 mila euro.
Nuova Sabatini
Con il direttoriale del primo giugno è stata disposta la chiusura temporanea dello sportello per l’accesso al contributo sui finanziamenti stipulati per l’acquisto di macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.
Ad oggi, verranno evase ancora le domande inviate prima del 7 giugno.
Voucher Internazionalizzazione TEM
Il bando, gestito da Invitalia a favore di pmi e reti di imprese per progetti di internazionalizzazione gestiti da Temporary Export Manager, con contributi a fondo perduto fino a 40.000,00 €, ha prorogato i tempi di sottomissione delle domande fino ad esaurimento fondi.
Simest: Error 404
Pro e contro della nuova edizione della misura per l’internazionalizzazione
Simest ha rappresentato lo scorso anno una delle misure più interessanti per progetti di internazionalizzazione a favore delle imprese. Sette linee, dalla patrimonializzazione all’e-commerce, passando per le fiere, che toccano molti degli investimenti principali a cui vanno incontro le aziende più strutturate o intenzionate allo sviluppo.
Per il 2021 Sace Simest, il soggetto gestore della misura, ha introdotto importanti variazioni sulle condizioni del bando appena pochi giorni prima dell’apertura del portale fissata al 3 giugno.
Le principali novità riguardano la diminuzione della quota di fondo perduto dal 50 al 25 per cento, l’eliminazione della quota di fondo perduto per la linea “patrimonializzazione”; l’obbligo di apertura di un conto corrente dedicato alla gestione in entrata e in uscita di tutte le operazioni riguardanti i finanziamenti. Degli “accorgimenti” che sembravano voler scoraggiare le imprese in fase di presentazione. D’altronde è innegabile che per il 2021 la misura ha avuto una risonanza maggiore rispetto il 2020, visti i risultati registrati.
Data la chiusura praticamente in tempo zero dello sportello (Sace ha comunicato la sospensione di accesso allo sportello per il pomeriggio del 4 giugno), ci sembra doveroso segnalare alcune pecche nella gestione della misura:
– in primis, il malfunzionamento del portale on line per quasi tutta la mattina del 03 Giugno, con la segnalazioni di errori talvolta inesistenti;
– la questione del tempo massimo di 60 minuti per il caricamento della domanda che va a svantaggio delle imprese interessate al caricamento di più richieste di finanziamento.

La somma di poco più di 2 miliardi stanziata per il fondo che gestisce la misura risulta ad oggi esaurita, anche se, data l’attenzione ricevuta, rimane comunque una tenue possibilità di ri-finanziamento. Ce lo auguriamo vivamente, in modo tale da poter dare la possibilità alle aziende che non sono riuscite alla prima occasione di poter fruire di importanti risorse per poter essere più competitive sui mercati internazionali, specie in un anno di ripartenza come il 2021.

Nuova Sabatini: disponibili solo il 4% delle risorse

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Con il decreto direttoriale del 1 giugno, il MISE ha comunicato la chiusura ufficiale dello sportello a partire dallo scorso 2 giugno per la presentazione delle domande per il contributo della Nuova Sabatini.
Chiusura però “parziale”: all’art. 2 del decreto sopra richiamato infatti, il Ministero dichiara che nel caso in cui nei successivi sessanta giorni, risultino disponibili ulteriori risorse derivanti dalla processazione delle domande in precedenza pervenute, o dalla rinuncia al contributo da parte di alcuni beneficiari, potranno essere accolte domande al momento risultanti prive di copertura.
Un risultato inatteso ma che poteva essere prevedibile: di fatti la modifica introdotta per il 2021 con l’erogazione unica del contributo e la possibilità di fruizione contestuale con altre misure, quali il credito investimenti per beni strumentali nuovi e il Bonus Sud, ha aumentato l’appetibilità della Nuova Sabatini.
Non resta che sperare in qualche rinuncia o nello stanziamento di nuove risorse dedicate.
SACE si tinge di verde
Nuove garanzie per i progetti green oriented
In applicazione del nuovo Green New Deal, Sace è stata scelta quale soggetto gestore volto a prestare garanzie a quelle imprese che vogliono finanziarie i propri progetti d’investimento green.
Le risorse disponibili pari a 2,5 miliardi di euro per le garanzie che prevedono una copertura massima dell’80% dei finanziamenti.
I progetti ammissibili a garanzia, hanno l’obiettivo di agevolare la transizione verso un’economia a minor impatto ambientale.
Sace si occuperà anche della valutazione dei progetti, dai quali dovranno risultare uno o più dei seguenti obiettivi:
– Mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento agli stessi;
– Uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine;
– Transizione verso l’economia circolare;
– Prevenzione e riduzione dell’inquinamento;
– Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.
Importante aspetto è l’assenza di requisiti soggettivi: possono richiedere la garanzia tutte le imprese, indipendentemente dalla tipologia e dalla dimensione, dalla durata dell’intervento. Viene esclusivamente richiesto un ritorno in termini ambientali, a livello nazionale.

Credito investimenti 4.0: occhio al motivo alla base dell’interconnessione tardiva

Con la risposta all’interpello n. 394 l’Agenzia delle Entrate torna a parlare dell’interconnessione dei beni strumentali dell’Allegato A ex L. 232/2016.
Il quesito posto riguarda la possibilità di fruire o meno dell’agevolazione dell’iperammortamento o del credito investimenti per beni acquisiti in diverse annualità dal 2017 al 2020, che verranno interconnessi tramite un apposito apparecchio fornito di software, nel 2021.
Per la risoluzione del caso, l’Agenzia ha richiesto apposito parere al MISE, il quale ha richiamato alcuni principi di base della normativa.
Riassumendo, occorre considerare le motivazioni e le fattispecie alla base dell’interconnessione tardiva, ovvero realizzata in un’annualità diversa rispetto quella di entrata in funzione del bene.
Nel caso in cui l’interconnessione tardiva dipenda, ad esempio, dalla necessità di completare l’infrastruttura informatica indispensabile per connettere il bene, e quindi sia dovuta ad esigenze legate al sistema informativo del beneficiario, è sempre possibile fruire dell’agevolazione, che subirà un semplice “slittamento” temporale.
Discorso diverso nel caso in cui il bene acquisito è solo potenzialmente 4.0 ma non possiede già al momento dell’acquisto tutti i requisiti necessari per poter fruire dell’agevolazione maggiorata, tale da necessitare in un secondo momento, delle modifiche o integrazioni.
In questo caso, infatti, potrà fruire dell’agevolazione esclusivamente il dispositivo che permette il rispetto degli ulteriori requisiti.
Va poi posta attenzione alle diverse opzioni per cui il software sia stand alone e quindi valutabile singolarmente, oppure embedded, potendo di conseguenza fruire della misure come un unicum con il dispositivo.
In ultimo, il MISE ricorda che sarà cura del beneficiario, “documentare, attraverso un’adeguata e sistematica reportistica, il mantenimento, per tutto il periodo di fruizione dei benefici, delle caratteristiche e requisiti richiesti”.

il Tribunale di Milano detta le linee guida di condotta sui doveri degli amministratori

➡info su- https://www.ilnuovocommercialista.it/evento-adeguati-assetti-business-plan/

✔Il Tribunale di Milano detta le linee guida di condotta sui doveri degli amministratori alla luce del nuovo articolo 2086, cod. civ. Leggi questo autorevole articolo https://www.ilnuovocommercialista.it/wp-content/uploads/2021/06/Tribunale-di-Milano_21102019.pdf

Sei sicuro che il 2086 sia un argomento che non interessa il tuo studio e i tuoi clienti?

Tu come fai a garantire loro del suo rispetto?

Quale strumento usi? (Se la risposta è uso il mio gestionale per misurare gli indici della crisi, credo che tu abbia fatto confusione).

Qui parliamo degli adeguati assetti imposti dal 2086 dal 16 marzo 2019 (che c’entrano come i cavoli a merenda con gli indici della crisi che debbono ancora entrare in vigore).

Ad oggi il Cruscotto di Controllo è il primo ed unico software cloud basato sulla Balanced Scorecard che misura la continuità aziendale e permette di rispettare, se adottato in azienda il 2086 secondo comma è conforme alle linee guida EBA e alle linee guida dell’ordine di Milano sulla redazione del BUSINESS Plan.

Non aspettare qualche azione di responsabilità da parte dei tuoi clienti: misura il grado della loro adeguatezza, informali e mettili in regola; potrebbero rispondere personalmente dei debiti della società.

E non lo dico io ma il Tribunale di Milano.

La Balanced Scorecard è stata dichiarata necessaria nei Business Plan

🔥Eventi in streaming #gratis 1 e 4 giugno: La Balanced Scorecard è stata dichiarata necessaria nei Business Plan 📝 (info e registrazioni sotto▼)

✅Come forse avrai saputo, nei primi giorni del mese di maggio l’Ordine di Milano ha emanato le linee guida per la redazione del Business Plan, e questo è un fatto epocale, perchè per la prima volta nella prassi della professione è stata esposta la necessità di inserire nel Business Plan la Balanced Scorecard.

✅Il consiglio dell’ODCEC ha posto l’accento sul fatto che il Business Plan debba guardare al futuro, e non può essere una semplice ripetizione di dati passati proiettati in avanti in maniera “stocastica”, casuale, come addirittura scrive il Consiglio Nazionale…

✅Guarda il video dove parlo di tutto ciò, e per discuterne ed avere maggiori delucidazioni e capire come applicare il tutto praticamente nelle aziende partecipa ai prossimi eventi gratuiti in streaming Bootcamp Balanced Scorecard Cruscotto di Controllo ( versione italiana riadattata della Balanced Scorecard con marchio registrato ed oltre 300 commercialisti partner del network www.consulentiaziendaliditalia.it che lo hanno attivato ), ma affrettati a registrarti perchè gli eventi sono a numero chiuso!

martedì 1 e venerdì 4 giugno, per info e iscrizioni vai ai link seguenti:

martedì 1 giugno- https://www.cruscottodicontrollo.it/evento-cruscotto-di-controllo-roma-1-giugno/

venerdì 4 giugno- https://www.cruscottodicontrollo.it/evento-cruscotto-di-controllo-treviso-4-giugno/

ps: la sala in streaming apre alle 8.45, inizio eventi ore 9, pausa pranzo 13-14, termine eventi ore 16.

Buon lavoro!

Simone Brancozzi

Sito web: http://www.ilnuovocommercialista.it/

Email: studio@ilnuovocommercialista.it

Tel. 0734/605020

N° verde 800135806

Mobile 3357589095

Pillole di Decreti

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Le misure principali contenute all’interno del Decreto Sostegni Bis per le imprese

Entra in vigore il 26 maggio il Decreto Sostegni Bis, dopo un solo giorno dalla sua pubblicazione in Gazzetta.
In questo caso sembra non essere sfuggito nulla al nuovo Governo, perché vengono toccate davvero diverse materie e c’è posto anche per riprendere vecchie misure alle quali non è mai stata data attuazione.
Per alcune di queste serviranno dei decreti attuativi e la validità sarà temporanea fino alla conversione in legge definitiva.
Nel frattempo, facciamo un breve recap delle principali misure che le imprese devono conoscere (ristori a parte).
Bis per le imprese

Entra in vigore il 26 maggio il Decreto Sostegni Bis, dopo un solo giorno dalla sua pubblicazione in Gazzetta.
In questo caso sembra non essere sfuggito nulla al nuovo Governo, perché vengono toccate davvero diverse materie e c’è posto anche per riprendere vecchie misure alle quali non è mai stata data attuazione.
Per alcune di queste serviranno dei decreti attuativi e la validità sarà temporanea fino alla conversione in legge definitiva.
Nel frattempo, facciamo un breve recap delle principali misure che le imprese devono conoscere (ristori a parte).

Misure per il settore tessile e della moda
Torna in prima linea il credito di imposta sulle rimanenze di magazzino. Previsto per lo scorso esercizio 2020, senza che venisse mai attuato è riproposto per il 2021 e anche per il 2022.
Ricordiamo che il credito d’imposta è pari al 30% delle rimanenze finali eccedenti la media delle stesse dei 3 periodi d’imposta precedenti al 2020.
Novità è la necessità di presentare apposita comunicazione al MISE, sulla falsariga del bonus Sud. Ma dovremo ancora attendere un po’: la misura necessita infatti un decreto attuativo, da adottare entro 20 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Non ci resta che vedere se quest’anno si concretizzerà.
Misure di sostegno per l’internazionalizzazione
L’apertura di Simest è alle porte. La buona notizia è che i fondi sono stati rifinanziati. La cattiva è che si è deciso di modificare le misure. Addio al fondo perduto per la patrimonializzazione ed inflessione al 25% per le altre, ma solo fino al prossimo 31/12/2021. Da quella data in poi infatti la percentuale di fondo perduto scende al 10%, sempreché non si esauriscano prima le risorse disponibili.
Modifica al credito per investimenti in beni strumentali
Con il comma 1059-bis, la possibilità di fruire in un’unica quota del credito di imposta è aperta anche a soggetti con volume di ricavi o compensi superiori a cinque milioni di euro. I contro del dispositivo sono:
– La facoltà è riconosciuta solo per i beni strumentali materiali ordinari (non anche i 4.0);
– La facoltà è riconosciuta solo per l’esercizio 2021.
Credito di imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione
Torna a grande richiesta uno dei principali crediti di imposta che ha segnato lo scorso esercizio.
Stesse voci di spesa, stesso funzionamento, cambiano alcune caratteristiche. E’ infatti riconosciuto un 30% delle spese sostenute nei mesi di giugno, luglio e agosto 2021. Vengono poi fatte rientrare le spese per la somministrazione di tamponi per il COVID. Il massimale per beneficiario è fissato a 60 mila euro.
Regime- quadro per gli aiuti di Stato per l’emergenza COVID.
Il Decreto si adegua alle disposizioni europee andando a modificare i massimali del Temporary Framework.
Si passa quindi da 800.000,00 € a 1.800.000,00 € per la generalità delle imprese;
270.000,00 € per i settori della pesca de dell’acquacoltura;
225.000,00 € per il settore della produzione primaria di prodotti agricoli.
Inoltre, le misure concesse in TF potranno essere convertite in altre forme di aiuto, entro il 31 dicembre 2022.
Sostegni alle grandi imprese
Viene istituito un fondo con una dotazione di duecento milioni di euro che erogherà finanziamenti quinquennali in temporary framework a favore di imprese di grandi dimensioni in situazione temporanea di difficoltà. Anche in questo caso occorrerà attendere il decreto attuativo.
Smart Money diventa realtà
Dal 24 giugno apre lo sportello per richiedere i contributi
Avevamo già parlato in passato di questo bando. La misura si rivolge alle startup innovative con l’obiettivo di facilitare l’incontro con la rete degli incubatori e degli altri soggetti abilitati.
La particolarità del bando è la struttura in due step:
1. Contributi a fondo perduto per l’acquisto di servizi forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati. Il contributo è a fondo perduto in regime de minimis, con un importo massimo di 10.000 euro che può coprire fino all’80% delle spese ammissibili.
2. Le startup possono richiedere un secondo contributo a fondo perduto se hanno ricevuto capitali di rischio da parte di enti abilitati, investitori qualificati o business angels per finanziare i loro piani di sviluppo, con la precedente linea. In questo caso il contributo a fondo perduto è pari al 100% dell’investimento nel capitale di rischio, nel limite complessivo di 30.000 euro.
Possono presentare domanda di agevolazione le startup innovative costituite da meno di 24 mesi e iscritte alla sezione speciale del registro delle imprese. Devono avere sede in Italia, essere di piccole dimensioni e trovarsi in una delle seguenti fasi: avviamento dell’attività, sperimentazione dell’idea d’impresa (pre-seed) o nella fase di test del mercato finale per misurare l’interesse per il prodotto/servizio (seed).
Con una dotazione di 9,5 milioni di euro, sarà possibile presentare domanda dal prossimo 24 giugno.

First Playable Fund: superato un altro livello
Dal 30 giugno si sblocca il fondo perduto
Eravamo in trepida attesa anche per questa misura. E per due motivi: prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto, è specifica per il settore dei videogame.
A disposizione 4 milioni di euro per le imprese che:
– svolgono, in via prevalente, l’attività economica di “Edizione di software” o “Produzione di software, consulenza informatica e attività connesse”;
– hanno sede legale nello Spazio Economico Europeo;
– sono soggette a tassazione in Italia per effetto della loro residenza fiscale, ovvero per la presenza di una sede operativa in Italia, cui sia riconducibile la realizzazione del prototipo;
– hanno un capitale sociale minimo interamente versato e un patrimonio netto non inferiori a diecimila euro, sia nel caso di imprese costituite sotto forma di società di capitali, sia nel caso di imprese individuali di produzione che di imprese costituite sotto forma di società di persone;
– sono regolarmente costituite e iscritte come attive nel Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente;
– non siano in difficoltà.
Il contributo a fondo perduto e in regime de minimis, è pari al 50% delle spese sostenute e sarà di minimo 10.000,00 €.
Ricordiamo che i progetti, per essere considerati ammissibili, devono:
– prevedere, attraverso lo sviluppo delle fasi di concezione e pre-produzione, la realizzazione di un prototipo di videogioco destinato alla distribuzione commerciale;
– essere realizzati presso la propria sede operativa ubicata in Italia, come indicata nella domanda di agevolazione;
– prevedere, ciascuno, la realizzazione di un singolo prototipo;
– prevedere spese e costi ammissibili complessivamente non inferiori a euro 20.000,00;
– essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione, dove per data di avvio si intende la data del primo titolo di spesa/costo ammissibile alle agevolazioni;
– essere ultimati entro 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni, dove per data di ultimazione si intende la data dell’ultimo titolo di spesa/costo ammissibile alle agevolazioni.
La presentazione delle domanda parte il prossimo 30 giugno e il tutto sarà gestito nuovamente da Invitalia.

Evento sul Business Plan 26 maggio: come costruirlo in modo conforme alla linee guida dell’ODCEC Milano, dell’EBA e dell’ABI

(info e registrazione gratuita su https://www.ilnuovocommercialista.it/evento-business-plan/ )

✅Il documento redatto dall’Ordine di Milano sul Business Plan è rivoluzionario per tutti i consulenti d’impresa.Da pag. 29 viene scritto sulla pietra che la nuova comunicazione finanziaria delle imprese passa per la costruzione della BALANCED SCORECARD (il Cruscotto di Controllo).

✅E chi lo scrive non è l’ultimo arrivato, ma un ente autorevole come l’ ODCEC di Milano.Insieme a questo, le nuove linee guida dell’EBA (European Banking Authority) hanno stravolto il modo “tradizionale” di fare il Business Plan.In questo evento imparerai come realizzato un Business Plan conforme alle nuove guida dell’ODCEC Milano e dell’EBA.

✅Qui sotto trovi l ‘estratto della pag. 33 del documento dell’ODCEC Milano, se vuoi partecipare all’evento e ricevere il documento completo dell’ODCEC Milano registrati gratuitamente al link seguente: https://www.ilnuovocommercialista.it/evento-business-plan/ Inoltre, l’ODCEC Milano ha anche realizzato un webinar in cui ho fatto da relatore “Linee guida per il rilascio del Visto di conformità e del Visto di Congruità sull’informativa finanziaria aziendale, Perplessità e proposte dell’Odcec di Milano”,che puoi vedere qui sotto: Di tutto questo e tanto altro parleremo al prossimo evento di mercoledì , dalle 13 alle 15: Business Plan, Come costruirlo in modo conforme alla linee guida dell’ODCEC Milano, dell’EBA e dell’ABIInformazioni e registrazione gratuita al link seguente: https://www.ilnuovocommercialista.it/evento-business-plan/

Buon lavoro!

Simone Brancozzi

Sito web: https://www.ilnuovocommercialista.it/

Email: studio@ilnuovocommercialista.it

Tel. 0734/605020

N° verde 800135806

Mobile 3357589095

Patrimonio rilancio ai blocchi di partenza

News da parte di Open, partner del Network www.consulentiaziendaliditalia.it, il più numeroso ed autorevole network della consulenza aziendale in Italia

Questa è la video newsletter:

Per fine maggio la misura per le grandi imprese

Con la pubblicazione in Gazzetta del decreto Apporti, i tempi di attivazione per il Patrimonio Rilancio sono davvero esigui.

Rimane infatti l’assemblea di Cassa Depositi e Prestiti, soggetto gestore della misura, convocata per i prossimi 26 e 27 maggio 2021.

Patrimonio Rilancio, misura straordinaria introdotta dal Decreto Rilancio, è finalizzata al rafforzamento patrimoniale delle imprese medio-grandi che hanno subito impatti economici a causa della pandemia. L’iniziativa è infatti rivolta alle imprese italiane con fatturato superiore a 50 milioni di euro, che potranno rafforzare la propria struttura patrimoniale grazie a un’ampia serie di interventi, quali strumenti ibridi di patrimonializzazione e aumenti di capitale.

Le misure gestite a valere sulle risorse stanziate consistono in prestiti subordinati finalizzati alla ripatrimonializzazione, ma si parla anche di strumenti di equity.
Le risorse destinate sono composte da un patrimonio destinato del tutto autonomo e separato da quello di CDP, dell’entità di circa 44 miliardi di euro complessivi.

I tempi di istruttoria non sono particolarmente esosi ma saranno premianti in tal senso il possesso di un rating e una valutazione positiva da parte dell’azienda.
Ad oggi, gli unici aspetti procedurali hanno riguardato l’apertura di sportelli per selezionare gli intermediari volti a gestire le richieste e le erogazioni.

In aggiunta, gli interventi dovrebbero rientrare nel Temporary Framework: questo aspetto comporta due conseguenze. La prima, positiva, è il plafond di aiuti richiedibili (nel 2021 il tetto è aumentato a 1,8 milioni di euro); la seconda, che può essere valutata negativamente, è che all’interno del temporary rientrano tutte le misure finalizzate alla ripresa post covid. Per tale ragione sarà più difficile per le aziende accedere alle misure del Patrimonio Rilancio se non sono in grado di provare l’effettiva criticità affrontata durante la pandemia.
Dirigenti digital e smart? Possibile con Fondirigenti

Pubblicato il nuovo avviso 1/2021

Nel panorama attuale di misure volte a sostenere la formazione dei lavoratori, è chiaro che uno degli obiettivi principali è la riqualificazione delle risorse umane.

Questo perché, se è vero che l’Italia punta ad una digitalizzazione massima nel breve termine, è fondamentale che le persone siano in grado di gestire le trasformazioni aziendali (compresa quella della PA).

Sul punto, nel labirinto dei fondi interaziendali, interprofessionali e misure generali come Formazione 4.0 e Fondo Nuove Competenze, è stato pubblicato da Fondirigenti il nuovo avviso 1/2021.

Le risorse stanziate sono 6 milioni, con un massimale per piano aziendale di 12.500 euro. La misura riguarda esclusivamente le figure dirigenziali presenti all’interno delle aziende, individuando alcuni sbocchi formativi principali: nel testo dell’avviso si parla infatti di Management della Sostenibilità, Open Management e Lavoro e Organizzazione Smart.

Per quanto riguarda la procedura operativa, le tempistiche sono vanno dal 1° al 30 giugno prossimi, con la presentazione dei piani aziendali in modalità telematica. A seguito, ci sarà una procedura valutativa che terrà conto della presenza e completezza della documentazione richiesta e della presenza in capo all’azienda di aiuti di Stato. Il contributo riconosciuto da Fondirigenti, infatti, rientra nel regime degli Aiuti di Stato.

Le attività non potranno iniziare prima della pubblicazione della graduatoria, mentre le attività di rendicontazione, al termine delle attività formative, dovranno avvenire entro 240 giorni solari, sempre a partire dalla pubblicazione della graduatoria.

I tempi di istruttoria sono stabiliti in 30 giorni lavorativi salvo richieste di integrazioni; per quanto riguarda l’erogazione del contributo, avverrà in un’unica soluzione entro 15 giorni dalla valutazione dei giustificativi di rendicontazione. Non è invece possibile presentare alcuna richiesta di proroga.