Formazione industria 4.0 2021: nuovo tax credit

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L’articolo 48 bis del Decreto Sostegni-bis introduce un nuovo tax credit in ambito formazione 4.0.
Le materie sono simili, ma cambiano le caratteristiche dell’agevolazione e il territorio di svolgimento: in questo caso infatti si esce dai confini nazionali.
Per l’operatività della misura occorrerà però attendere un decreto attuativo, previsto per fine ottobre.

Formazione 4.0 2021: come funziona?
Il nuovo tax credit si rivolge a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore in cui operano.
Gli argomenti ammissibili sono gli stessi della Formazione 4.0 ovvero:
L’articolo 48 bis del Decreto Sostegni-bis introduce un nuovo tax credit in ambito formazione 4.0.
Le materie sono simili, ma cambiano le caratteristiche dell’agevolazione e il territorio di svolgimento: in questo caso infatti si esce dai confini nazionali.
Per l’operatività della misura occorrerà però attendere un decreto attuativo, previsto per fine ottobre.

Formazione 4.0 2021: come funziona?
Il nuovo tax credit si rivolge a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore in cui operano.
Gli argomenti ammissibili sono gli stessi della Formazione 4.0 ovvero:
1. big data e analisi dei dati;
2. cloud e fog computing;
3. sicurezza cibernetica;
4. sistemi cyber-fisici;
5. prototipazione rapida;
6. sistemi di visualizzazione e realtà aumentata;
7. robotica avanzata e collaborativa;
8. interfaccia uomo-macchina;
9. manifattura additiva;
10. internet delle cose e delle macchine;
11. integrazione digitale dei processi aziendali.
Formazione 4.0 2021: spese ammissibili
Anche in questo caso, sono ammissibili i costi di personale, relativamente al costo aziendale del dipendente per il periodo in cui è occupato nelle attività di formazione.
Le novità sono le seguenti:
– la formazione deve avvenire attraverso corsi di specializzazione e di perfezionamento
– la durata della formazione non può essere inferiore a sei mesi
– la formazione può svolgersi sia in Italia che all’Estero
Formazione 4.0 2021: entità del credito
A differenza del classico credito formazione 4.0, in questo caso abbiamo una rimodulazione delle aliquote.
E’ infatti prevista un’unica aliquota del 25% su un massimale di spesa di 30 mila euro. Potenzialmente quindi, il tax credit prevede un importo massimo per beneficiario di 7.500,00 €.
Il nuovo credito formazione 4.0 non concorre alla formazione del reddito, né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive e può essere utilizzato esclusivamente in compensazione.

Abstract dell’articolo: Il Decreto Sostegni-bis introduce un nuovo tax credit in ambito formazione 4.0 del 25%. Cambiano le caratteristiche dell’agevolazione e il territorio di svolgimento: in questo caso infatti si esce dai confini nazionali.
IPCEI cosa sono?

Con il decreto 21 aprile 2021, il Mise è intervenuto a disciplinare i criteri generali operativi del Fondo IPCEI, il fondo volto a sostenere gli Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo.
Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Come funzionano gli IPCEI?
I fondi IPCEI riuniscono conoscenze, competenze, risorse e attori economici europei per uno scopo comune: raggiungere obiettivi di innovazione radicale e di rilevanza tecnologica produttiva di settore.
In fondi infatti si rivolgono sia alle imprese, sia agli organismi di ricerca.
Gli argomenti e gli obiettivi vengono scelti a livello comunitario; in un secondo momento il Ministero pubblica delle specifiche manifestazioni di interesse, a cui gli attori economici possono

Con il decreto 21 aprile 2021, il Mise è intervenuto a disciplinare i criteri generali operativi del Fondo IPCEI, il fondo volto a sostenere gli Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo.
Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Come funzionano gli IPCEI?
I fondi IPCEI riuniscono conoscenze, competenze, risorse e attori economici europei per uno scopo comune: raggiungere obiettivi di innovazione radicale e di rilevanza tecnologica produttiva di settore.
In fondi infatti si rivolgono sia alle imprese, sia agli organismi di ricerca.
Gli argomenti e gli obiettivi vengono scelti a livello comunitario; in un secondo momento il Ministero pubblica delle specifiche manifestazioni di interesse, a cui gli attori economici possono rispondere, proponendo i loro progetti per i quali necessitano di un co-finanziamento.
Le proposte vengono poi selezionate da una serie di esperti in innovazione tecnologica, circa il grado di innovazione industriale e la coerenza con l’obiettivo designato.
I progetti ammissibili al Fondo IPCEI
Possono partecipare i progetti di ricerca, sviluppo e innovazione di prima applicazione industriale, che prevedano degli importanti risultati rapportati allo stato dell’arte del settore interessato.
Le spese passibili di contributo invece riguardano:
– studi di fattibilità;
– strumenti e attrezzature;
– acquisto/costruzione di fabbricati e infrastrutture;
– materiali, forniture e prodotti analoghi;
– spese per asset immateriali (brevetti);
– spese amministrative e generali;
– spese in conto capitale e operative.
Le agevolazioni spettanti ai progetti IPCEI
Per poter accedere al contributo, occorre prima un’autorizzazione da parte della Commissione Europea.
Inoltre, è bene considerare che i progetti IPCEI richiedono un cofinanziamento da parte del soggetto proponente.
In base alla percentuale di cofinanziamento, il contributo concesso viene calcolato rispetto ai costi e alle spese ammissibili, ed è rappresentata dal cosiddetto deficit di finanziamento.
Gli ultimi IPCEI pubblicati dal MISE hanno riguardato le infrastrutture digitali e servizi cloud e le batterie, microelettronica, idrogeno.

Abstract articolo: IPCEI, come funziona? Con il decreto 21 aprile 2021, il Mise è intervenuto a disciplinare i criteri generali operativi del Fondo IPCEI, il fondo volto a sostenere gli Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Accelerazione nel settore Agrifood: a breve un nuovo bando

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Aperto lo scorso 22 giugno Bravo Innovation Hub Agrifood

Dopo il successo del Bravo Innovation Hub, ovvero il programma di accelerazione di startup gestito da Invitalia, a fine giugno ha avuto inizio l’edizione dedicata al settore Agrifood.
Il programma vede come “capofila” il Ministero dello Sviluppo Economico e la collaborazione di diversi attori che spiccano nell’Agrifood (vedi Tree, Future Food, Sud Speed Up, Talent Garden Milano e CETMA).
Obiettivo del programma è supportare l’inserimento nel mercato di soluzioni innovative lungo tutta la filiera agro-alimentare: dall’agricoltura 4.0 alle soluzioni di imballaggio sostenibili, alla smart kitchen, ai sistemi di monitoraggio e controllo qualità alla sicurezza alimentare.
Un tema delicato e particolare, dedicato alle società attive dopo il 2017, di piccole dimensioni e con sede operativa in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.
Il termine per presentare domanda di partecipazione è fissato al prossimo 21 luglio. Da quella data partiranno le selezioni, che si concluderanno con la selezione di 10 imprese. Ognuna di loro potrà contare su un plafond di circa 42.000,00 € di cui 20.000,00 € di grant e una serie di servizi di mentoring, coaching e formazione, passando per la fornitura di spazi di lavoro gratuiti. Il tutto avverrà a Brindisi.

Innovazione tecnologica lombarda: alle porte l’apertura del bando TechFast
Dal 5 luglio 19 milioni a disposizione delle PMI innovation oriented
La misura ha l’obiettivo di supportare i progetti di sviluppo tecnologico, caratterizzati da un certo grado di maturità tecnico-scientifica abbinati anche ad attività di innovazione di processo, allo scopo di favorire la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle PMI del territorio lombardo.
I soggetti destinatari sono quindi PMI con sede operativa in Lombardia. Attenzione al codice ATECO perché alcuni settori restano esclusi (e.g. settore del tabacco, sezioni C e G, alcuni numeri delle sezioni A e H).
La dotazione finanziaria potrà essere soggetta a rifinanziamento.
Per quanto riguarda i progetti, questi dovranno essere attinenti ad attività di sviluppo sperimentale e innovazione di processo, meglio ancora se in ottica 4.0. Le spese minime di progetto sono pari ad 80.000,00 € e dovranno terminare in un termine massimo di 12 mesi dal provvedimento di concessione.
Tra le spese ammissibili troviamo i costi di personale, quelli inerenti macchinari e attrezzature (anche usati); i costi di ricerca contrattuale, oltre ad un forfait di spese generali.
Circa la forma e l’entità dell’agevolazione concedibile, la misura prevede un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino ad un massimo di 250 mila euro. Il divieto di cumulo riguarda gli aiuti di Stato. Può essere richiesta ed approvata l’erogazione di un 40% del contributo a titolo di acconto.
I tempi stimati di istruttoria sono pari a 120 giorni comprendendo dalla presentazione della domanda al provvedimento di concessione.
Sono previste anche alcune premialità:
– Nel caso il progetto presenti elementi di eco-innovazione;
– Se la compagine sociale del proponente prevede una percentuale maggiore o uguale del 50% come componente femminile o giovanile (inferiore o pari a 35 anni);
– Appartenenza ad uno dei cluster tecnologici lombardi.
Proprietà industriale: definite le linee di intervento per il triennio 21-23
Attuato uno dei pilastri del PNRR

Con il decreto del MISE dello scorso 23 giugno, vengono individuate le linee di intervento strategiche sulla proprietà industriale: un pacchetto di interventi finalizzati alla promozione e alla tutela della proprietà intellettuale negli ambiti digitali, innovativi e competitivi del sistema produttivo.
Lo scopo delle linee guida è quello di promuovere una sorta di cultura dell’innovazione, ad oggi mancante per accogliere, adottare ed implementare davvero un’industria 4.0.
Contestualmente, la volontà di tutelare e valorizzare la proprietà industriale, viene infatti riconosciuto il ruolo chiave degli asset innovativi quali strumenti di vantaggio competitivo che richiedono quindi di essere tutelati e valorizzati adeguatamente.
Per poter realizzare un sistema di incentivazione e tutela, andrà in prima istanza predisposto un DDL che modifichi l’attuale codice della Proprietà Industriale, aggiornando di conseguenza la legislazione di settore.

Questa settimana parliamo delle misure nazionali di giugno e di Simest

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Le principali misure nazionali del mese di Giugno
Siamo alla fine del secondo semestre e gli impegni prima delle vacanze sembrano non finire.
Nel disordine generale però è bene non perdere di vista le occasioni del mese.
Di seguito un breve recap di cosa sta per partire e a cosa invece dobbiamo dire “arrivederci”.
Smart Money
Apre il 24 Giugno l’incentivo gestito da Invitalia rivolto alle startup innovative che intendono sfruttare i servizi specialistici e il know-how qualificato dei rappresentanti dell’ecosistema dell’innovazione per definire il loro progetto imprenditoriale e prepararsi al lancio sul mercato. Sono previste due linee di intervento collegate tra loro che prevedono contributi a fondo perduto fino all’80 e al 100% delle spese, nel limite di 10 e 30 mila euro.
Fondo per l’Intrattenimento Digitale
Dal 30 giugno è possibile presentare domanda su Invitalia per il contributo a fondo perduto del 50% a favore delle imprese italiane attive nei settori di “Edizione di software” o “Produzione di software, consulenza informatica e attività connesse”. I progetti ammissibili riguardano l’ideazione e pre-produzione dei videogiochi e devono prevedere un massimale di spesa di 200 mila euro.
Nuova Sabatini
Con il direttoriale del primo giugno è stata disposta la chiusura temporanea dello sportello per l’accesso al contributo sui finanziamenti stipulati per l’acquisto di macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.
Ad oggi, verranno evase ancora le domande inviate prima del 7 giugno.
Voucher Internazionalizzazione TEM
Il bando, gestito da Invitalia a favore di pmi e reti di imprese per progetti di internazionalizzazione gestiti da Temporary Export Manager, con contributi a fondo perduto fino a 40.000,00 €, ha prorogato i tempi di sottomissione delle domande fino ad esaurimento fondi.
Simest: Error 404
Pro e contro della nuova edizione della misura per l’internazionalizzazione
Simest ha rappresentato lo scorso anno una delle misure più interessanti per progetti di internazionalizzazione a favore delle imprese. Sette linee, dalla patrimonializzazione all’e-commerce, passando per le fiere, che toccano molti degli investimenti principali a cui vanno incontro le aziende più strutturate o intenzionate allo sviluppo.
Per il 2021 Sace Simest, il soggetto gestore della misura, ha introdotto importanti variazioni sulle condizioni del bando appena pochi giorni prima dell’apertura del portale fissata al 3 giugno.
Le principali novità riguardano la diminuzione della quota di fondo perduto dal 50 al 25 per cento, l’eliminazione della quota di fondo perduto per la linea “patrimonializzazione”; l’obbligo di apertura di un conto corrente dedicato alla gestione in entrata e in uscita di tutte le operazioni riguardanti i finanziamenti. Degli “accorgimenti” che sembravano voler scoraggiare le imprese in fase di presentazione. D’altronde è innegabile che per il 2021 la misura ha avuto una risonanza maggiore rispetto il 2020, visti i risultati registrati.
Data la chiusura praticamente in tempo zero dello sportello (Sace ha comunicato la sospensione di accesso allo sportello per il pomeriggio del 4 giugno), ci sembra doveroso segnalare alcune pecche nella gestione della misura:
– in primis, il malfunzionamento del portale on line per quasi tutta la mattina del 03 Giugno, con la segnalazioni di errori talvolta inesistenti;
– la questione del tempo massimo di 60 minuti per il caricamento della domanda che va a svantaggio delle imprese interessate al caricamento di più richieste di finanziamento.

La somma di poco più di 2 miliardi stanziata per il fondo che gestisce la misura risulta ad oggi esaurita, anche se, data l’attenzione ricevuta, rimane comunque una tenue possibilità di ri-finanziamento. Ce lo auguriamo vivamente, in modo tale da poter dare la possibilità alle aziende che non sono riuscite alla prima occasione di poter fruire di importanti risorse per poter essere più competitive sui mercati internazionali, specie in un anno di ripartenza come il 2021.

Nuova Sabatini: disponibili solo il 4% delle risorse

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Con il decreto direttoriale del 1 giugno, il MISE ha comunicato la chiusura ufficiale dello sportello a partire dallo scorso 2 giugno per la presentazione delle domande per il contributo della Nuova Sabatini.
Chiusura però “parziale”: all’art. 2 del decreto sopra richiamato infatti, il Ministero dichiara che nel caso in cui nei successivi sessanta giorni, risultino disponibili ulteriori risorse derivanti dalla processazione delle domande in precedenza pervenute, o dalla rinuncia al contributo da parte di alcuni beneficiari, potranno essere accolte domande al momento risultanti prive di copertura.
Un risultato inatteso ma che poteva essere prevedibile: di fatti la modifica introdotta per il 2021 con l’erogazione unica del contributo e la possibilità di fruizione contestuale con altre misure, quali il credito investimenti per beni strumentali nuovi e il Bonus Sud, ha aumentato l’appetibilità della Nuova Sabatini.
Non resta che sperare in qualche rinuncia o nello stanziamento di nuove risorse dedicate.
SACE si tinge di verde
Nuove garanzie per i progetti green oriented
In applicazione del nuovo Green New Deal, Sace è stata scelta quale soggetto gestore volto a prestare garanzie a quelle imprese che vogliono finanziarie i propri progetti d’investimento green.
Le risorse disponibili pari a 2,5 miliardi di euro per le garanzie che prevedono una copertura massima dell’80% dei finanziamenti.
I progetti ammissibili a garanzia, hanno l’obiettivo di agevolare la transizione verso un’economia a minor impatto ambientale.
Sace si occuperà anche della valutazione dei progetti, dai quali dovranno risultare uno o più dei seguenti obiettivi:
– Mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento agli stessi;
– Uso sostenibile e protezione delle acque e delle risorse marine;
– Transizione verso l’economia circolare;
– Prevenzione e riduzione dell’inquinamento;
– Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.
Importante aspetto è l’assenza di requisiti soggettivi: possono richiedere la garanzia tutte le imprese, indipendentemente dalla tipologia e dalla dimensione, dalla durata dell’intervento. Viene esclusivamente richiesto un ritorno in termini ambientali, a livello nazionale.

Credito investimenti 4.0: occhio al motivo alla base dell’interconnessione tardiva

Con la risposta all’interpello n. 394 l’Agenzia delle Entrate torna a parlare dell’interconnessione dei beni strumentali dell’Allegato A ex L. 232/2016.
Il quesito posto riguarda la possibilità di fruire o meno dell’agevolazione dell’iperammortamento o del credito investimenti per beni acquisiti in diverse annualità dal 2017 al 2020, che verranno interconnessi tramite un apposito apparecchio fornito di software, nel 2021.
Per la risoluzione del caso, l’Agenzia ha richiesto apposito parere al MISE, il quale ha richiamato alcuni principi di base della normativa.
Riassumendo, occorre considerare le motivazioni e le fattispecie alla base dell’interconnessione tardiva, ovvero realizzata in un’annualità diversa rispetto quella di entrata in funzione del bene.
Nel caso in cui l’interconnessione tardiva dipenda, ad esempio, dalla necessità di completare l’infrastruttura informatica indispensabile per connettere il bene, e quindi sia dovuta ad esigenze legate al sistema informativo del beneficiario, è sempre possibile fruire dell’agevolazione, che subirà un semplice “slittamento” temporale.
Discorso diverso nel caso in cui il bene acquisito è solo potenzialmente 4.0 ma non possiede già al momento dell’acquisto tutti i requisiti necessari per poter fruire dell’agevolazione maggiorata, tale da necessitare in un secondo momento, delle modifiche o integrazioni.
In questo caso, infatti, potrà fruire dell’agevolazione esclusivamente il dispositivo che permette il rispetto degli ulteriori requisiti.
Va poi posta attenzione alle diverse opzioni per cui il software sia stand alone e quindi valutabile singolarmente, oppure embedded, potendo di conseguenza fruire della misure come un unicum con il dispositivo.
In ultimo, il MISE ricorda che sarà cura del beneficiario, “documentare, attraverso un’adeguata e sistematica reportistica, il mantenimento, per tutto il periodo di fruizione dei benefici, delle caratteristiche e requisiti richiesti”.

Pillole di Decreti

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Le misure principali contenute all’interno del Decreto Sostegni Bis per le imprese

Entra in vigore il 26 maggio il Decreto Sostegni Bis, dopo un solo giorno dalla sua pubblicazione in Gazzetta.
In questo caso sembra non essere sfuggito nulla al nuovo Governo, perché vengono toccate davvero diverse materie e c’è posto anche per riprendere vecchie misure alle quali non è mai stata data attuazione.
Per alcune di queste serviranno dei decreti attuativi e la validità sarà temporanea fino alla conversione in legge definitiva.
Nel frattempo, facciamo un breve recap delle principali misure che le imprese devono conoscere (ristori a parte).
Bis per le imprese

Entra in vigore il 26 maggio il Decreto Sostegni Bis, dopo un solo giorno dalla sua pubblicazione in Gazzetta.
In questo caso sembra non essere sfuggito nulla al nuovo Governo, perché vengono toccate davvero diverse materie e c’è posto anche per riprendere vecchie misure alle quali non è mai stata data attuazione.
Per alcune di queste serviranno dei decreti attuativi e la validità sarà temporanea fino alla conversione in legge definitiva.
Nel frattempo, facciamo un breve recap delle principali misure che le imprese devono conoscere (ristori a parte).

Misure per il settore tessile e della moda
Torna in prima linea il credito di imposta sulle rimanenze di magazzino. Previsto per lo scorso esercizio 2020, senza che venisse mai attuato è riproposto per il 2021 e anche per il 2022.
Ricordiamo che il credito d’imposta è pari al 30% delle rimanenze finali eccedenti la media delle stesse dei 3 periodi d’imposta precedenti al 2020.
Novità è la necessità di presentare apposita comunicazione al MISE, sulla falsariga del bonus Sud. Ma dovremo ancora attendere un po’: la misura necessita infatti un decreto attuativo, da adottare entro 20 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Non ci resta che vedere se quest’anno si concretizzerà.
Misure di sostegno per l’internazionalizzazione
L’apertura di Simest è alle porte. La buona notizia è che i fondi sono stati rifinanziati. La cattiva è che si è deciso di modificare le misure. Addio al fondo perduto per la patrimonializzazione ed inflessione al 25% per le altre, ma solo fino al prossimo 31/12/2021. Da quella data in poi infatti la percentuale di fondo perduto scende al 10%, sempreché non si esauriscano prima le risorse disponibili.
Modifica al credito per investimenti in beni strumentali
Con il comma 1059-bis, la possibilità di fruire in un’unica quota del credito di imposta è aperta anche a soggetti con volume di ricavi o compensi superiori a cinque milioni di euro. I contro del dispositivo sono:
– La facoltà è riconosciuta solo per i beni strumentali materiali ordinari (non anche i 4.0);
– La facoltà è riconosciuta solo per l’esercizio 2021.
Credito di imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione
Torna a grande richiesta uno dei principali crediti di imposta che ha segnato lo scorso esercizio.
Stesse voci di spesa, stesso funzionamento, cambiano alcune caratteristiche. E’ infatti riconosciuto un 30% delle spese sostenute nei mesi di giugno, luglio e agosto 2021. Vengono poi fatte rientrare le spese per la somministrazione di tamponi per il COVID. Il massimale per beneficiario è fissato a 60 mila euro.
Regime- quadro per gli aiuti di Stato per l’emergenza COVID.
Il Decreto si adegua alle disposizioni europee andando a modificare i massimali del Temporary Framework.
Si passa quindi da 800.000,00 € a 1.800.000,00 € per la generalità delle imprese;
270.000,00 € per i settori della pesca de dell’acquacoltura;
225.000,00 € per il settore della produzione primaria di prodotti agricoli.
Inoltre, le misure concesse in TF potranno essere convertite in altre forme di aiuto, entro il 31 dicembre 2022.
Sostegni alle grandi imprese
Viene istituito un fondo con una dotazione di duecento milioni di euro che erogherà finanziamenti quinquennali in temporary framework a favore di imprese di grandi dimensioni in situazione temporanea di difficoltà. Anche in questo caso occorrerà attendere il decreto attuativo.
Smart Money diventa realtà
Dal 24 giugno apre lo sportello per richiedere i contributi
Avevamo già parlato in passato di questo bando. La misura si rivolge alle startup innovative con l’obiettivo di facilitare l’incontro con la rete degli incubatori e degli altri soggetti abilitati.
La particolarità del bando è la struttura in due step:
1. Contributi a fondo perduto per l’acquisto di servizi forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati. Il contributo è a fondo perduto in regime de minimis, con un importo massimo di 10.000 euro che può coprire fino all’80% delle spese ammissibili.
2. Le startup possono richiedere un secondo contributo a fondo perduto se hanno ricevuto capitali di rischio da parte di enti abilitati, investitori qualificati o business angels per finanziare i loro piani di sviluppo, con la precedente linea. In questo caso il contributo a fondo perduto è pari al 100% dell’investimento nel capitale di rischio, nel limite complessivo di 30.000 euro.
Possono presentare domanda di agevolazione le startup innovative costituite da meno di 24 mesi e iscritte alla sezione speciale del registro delle imprese. Devono avere sede in Italia, essere di piccole dimensioni e trovarsi in una delle seguenti fasi: avviamento dell’attività, sperimentazione dell’idea d’impresa (pre-seed) o nella fase di test del mercato finale per misurare l’interesse per il prodotto/servizio (seed).
Con una dotazione di 9,5 milioni di euro, sarà possibile presentare domanda dal prossimo 24 giugno.

First Playable Fund: superato un altro livello
Dal 30 giugno si sblocca il fondo perduto
Eravamo in trepida attesa anche per questa misura. E per due motivi: prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto, è specifica per il settore dei videogame.
A disposizione 4 milioni di euro per le imprese che:
– svolgono, in via prevalente, l’attività economica di “Edizione di software” o “Produzione di software, consulenza informatica e attività connesse”;
– hanno sede legale nello Spazio Economico Europeo;
– sono soggette a tassazione in Italia per effetto della loro residenza fiscale, ovvero per la presenza di una sede operativa in Italia, cui sia riconducibile la realizzazione del prototipo;
– hanno un capitale sociale minimo interamente versato e un patrimonio netto non inferiori a diecimila euro, sia nel caso di imprese costituite sotto forma di società di capitali, sia nel caso di imprese individuali di produzione che di imprese costituite sotto forma di società di persone;
– sono regolarmente costituite e iscritte come attive nel Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente;
– non siano in difficoltà.
Il contributo a fondo perduto e in regime de minimis, è pari al 50% delle spese sostenute e sarà di minimo 10.000,00 €.
Ricordiamo che i progetti, per essere considerati ammissibili, devono:
– prevedere, attraverso lo sviluppo delle fasi di concezione e pre-produzione, la realizzazione di un prototipo di videogioco destinato alla distribuzione commerciale;
– essere realizzati presso la propria sede operativa ubicata in Italia, come indicata nella domanda di agevolazione;
– prevedere, ciascuno, la realizzazione di un singolo prototipo;
– prevedere spese e costi ammissibili complessivamente non inferiori a euro 20.000,00;
– essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione, dove per data di avvio si intende la data del primo titolo di spesa/costo ammissibile alle agevolazioni;
– essere ultimati entro 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni, dove per data di ultimazione si intende la data dell’ultimo titolo di spesa/costo ammissibile alle agevolazioni.
La presentazione delle domanda parte il prossimo 30 giugno e il tutto sarà gestito nuovamente da Invitalia.

Patrimonio rilancio ai blocchi di partenza

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Per fine maggio la misura per le grandi imprese

Con la pubblicazione in Gazzetta del decreto Apporti, i tempi di attivazione per il Patrimonio Rilancio sono davvero esigui.

Rimane infatti l’assemblea di Cassa Depositi e Prestiti, soggetto gestore della misura, convocata per i prossimi 26 e 27 maggio 2021.

Patrimonio Rilancio, misura straordinaria introdotta dal Decreto Rilancio, è finalizzata al rafforzamento patrimoniale delle imprese medio-grandi che hanno subito impatti economici a causa della pandemia. L’iniziativa è infatti rivolta alle imprese italiane con fatturato superiore a 50 milioni di euro, che potranno rafforzare la propria struttura patrimoniale grazie a un’ampia serie di interventi, quali strumenti ibridi di patrimonializzazione e aumenti di capitale.

Le misure gestite a valere sulle risorse stanziate consistono in prestiti subordinati finalizzati alla ripatrimonializzazione, ma si parla anche di strumenti di equity.
Le risorse destinate sono composte da un patrimonio destinato del tutto autonomo e separato da quello di CDP, dell’entità di circa 44 miliardi di euro complessivi.

I tempi di istruttoria non sono particolarmente esosi ma saranno premianti in tal senso il possesso di un rating e una valutazione positiva da parte dell’azienda.
Ad oggi, gli unici aspetti procedurali hanno riguardato l’apertura di sportelli per selezionare gli intermediari volti a gestire le richieste e le erogazioni.

In aggiunta, gli interventi dovrebbero rientrare nel Temporary Framework: questo aspetto comporta due conseguenze. La prima, positiva, è il plafond di aiuti richiedibili (nel 2021 il tetto è aumentato a 1,8 milioni di euro); la seconda, che può essere valutata negativamente, è che all’interno del temporary rientrano tutte le misure finalizzate alla ripresa post covid. Per tale ragione sarà più difficile per le aziende accedere alle misure del Patrimonio Rilancio se non sono in grado di provare l’effettiva criticità affrontata durante la pandemia.
Dirigenti digital e smart? Possibile con Fondirigenti

Pubblicato il nuovo avviso 1/2021

Nel panorama attuale di misure volte a sostenere la formazione dei lavoratori, è chiaro che uno degli obiettivi principali è la riqualificazione delle risorse umane.

Questo perché, se è vero che l’Italia punta ad una digitalizzazione massima nel breve termine, è fondamentale che le persone siano in grado di gestire le trasformazioni aziendali (compresa quella della PA).

Sul punto, nel labirinto dei fondi interaziendali, interprofessionali e misure generali come Formazione 4.0 e Fondo Nuove Competenze, è stato pubblicato da Fondirigenti il nuovo avviso 1/2021.

Le risorse stanziate sono 6 milioni, con un massimale per piano aziendale di 12.500 euro. La misura riguarda esclusivamente le figure dirigenziali presenti all’interno delle aziende, individuando alcuni sbocchi formativi principali: nel testo dell’avviso si parla infatti di Management della Sostenibilità, Open Management e Lavoro e Organizzazione Smart.

Per quanto riguarda la procedura operativa, le tempistiche sono vanno dal 1° al 30 giugno prossimi, con la presentazione dei piani aziendali in modalità telematica. A seguito, ci sarà una procedura valutativa che terrà conto della presenza e completezza della documentazione richiesta e della presenza in capo all’azienda di aiuti di Stato. Il contributo riconosciuto da Fondirigenti, infatti, rientra nel regime degli Aiuti di Stato.

Le attività non potranno iniziare prima della pubblicazione della graduatoria, mentre le attività di rendicontazione, al termine delle attività formative, dovranno avvenire entro 240 giorni solari, sempre a partire dalla pubblicazione della graduatoria.

I tempi di istruttoria sono stabiliti in 30 giorni lavorativi salvo richieste di integrazioni; per quanto riguarda l’erogazione del contributo, avverrà in un’unica soluzione entro 15 giorni dalla valutazione dei giustificativi di rendicontazione. Non è invece possibile presentare alcuna richiesta di proroga.

Il competence center ARTES lancia un nuovo bando

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Fino al 31 luglio è aperto lo sportello per la Call for Ideas ARTES@IIT
ARTES è in fermento in questo 2021: diverse sono le iniziative e le call promosse dal competence center toscano.

L’ultima call lanciata ha come obiettivo quello di stimolare la realizzazione di progetti di ricerca e innovazione congiunti con aziende del territorio italiano. Si rivolge a Micro, Piccole e Medie Imprese che intendono innovare i loro processi produttivi e/o i loro prodotti, aumentando il Technology Readiness Level (TRL) delle tecnologie a loro disposizione.

I progetti proposti dovranno riguardare scale up di tecnologie formulate in prototipi, anche a bassa fedeltà, di cui si vogliono migliorare le caratteristiche di applicabilità e verificare la validità. I progetti dovranno prevedere l’incremento del livello di TRL delle suddette tecnologie facilitandone l’inserimento nelle linee di produzione dell’azienda o tra i prodotti offerti dall’azienda stessa nell’ambito delle aree della robotica avanzata e delle tecnologie digitali abilitanti.

Alla presentazione delle domande, i progetti dovranno avere un TRL minimo pari a 4 ed essere completati entro il 31 marzo 2022.
Le proposte dovranno essere inviate, entro il 31 luglio, tramite PEC, direttamente al competence center, allegando il template ed il gant di progetto forniti dal soggetto gestore.
Una commissione procederà alla valutazione delle proposte, in ordine cronologico di arrivo, in base a criteri qualità e impatto. E’ prevista una premialità in caso l’azienda sia di micro/piccole e medie dimensioni.

I progetti ammessi, potranno quindi vantare la messa a disposizione di personale qualificato per un valore totale di 470.000 euro e di attrezzature e infrastrutture, nonchè materiali necessari per la realizzazione del progetto nell’ambito delle attività previste dal Centro di Competenza ARTES 4.0 per il Macronodo IIT, per un valore totale di 400.000 euro.
Nella risposta 259, il quesito sottoposto riguarda la possibilità di considerare ammissibili dei beni strumentali che siano utilizzati, nell’esercizio dell’attività caratteristica, presso cantieri di clienti all’estero. L’utilizzo fuori dai confini nazionali fa qualificare la fattispecie come delocalizzazione, esclusa quindi dalla disciplina?
L’Agenzia risponde negativamente. Sulla base delle informazioni fornite dall’interpellante, i beni strumentali sono comunque ammissibili alla disciplina del credito. Questo perché i beni in questione restano a tutti gli effetti di proprietà del fornitore e che data la loro natura, non potrebbero altrimenti essere utilizzati per l’esercizio dell’attività aziendale.
Riassumendo, non sono soggetti a recapture i beni impiegati per servizi svolti all’estero solo se:
– Per loro natura e funzione, sono destinati ad essere utilizzati fuori dalla sede produttiva;
– Il luogo presso cui avviene il lavoro non è configurabile come una struttura produttiva estera del beneficiario;
– I beni strumentali appartengono alla struttura produttiva italiana sotto i profili organizzativo, economico e gestionale e sono utilizzati nell’attività ordinaria dell’impresa.

Con la risposta 265, l’Agenzia non si limita a rispondere a un quesito di ammissibilità in merito a macchinari utilizzati per l’agricoltura 4.0. Riporta il parere tecnico del MISE interpellato dando ulteriori specifiche operative per singolo componente sottoposto all’esame di ammissibilità.

Ma facciamo un passo indietro. L’interpellante chiede l’ammissibilità di due trattrici agricole e un carro-botte, forniti entrambi di equipaggiamento e software.
L’Agenzia risponde positivamente, poiché sulla base delle informazioni fornite, risultano rispettati i requisiti richiesti per l’accesso all’agevolazione.

In più il MISE fornisce alcuni contenuti di seguito riepilogati in materia di:
1. Esempi di tecnologie che permettono il soddisfacimento dei requisiti: tecnologia che permette la visualizzazione dei dati macchina, parametri e posizione aggiornati in tempo reale tramite utilizzo della rete mobile; guida satellitare; sistema automatizzato di guida in campo; comunicazione bilaterale.

2. Specifiche sulla guida automatica/semiautomatica: “i requisiti di interconnessione e di integrazione per le ‘macchine mobili’ possono essere soddisfatti ‘…mediante la guida automatica o semiautomatica qualora i sistemi di guida siano in grado di controllare almeno una funzione di spostamento: ad esempio, sterzata, velocità, arresto’. Non soddisfano detta caratteristica quei sistemi che possono inibire esclusivamente l’accensione o lo spegnimento del mezzo”.
3. Specifiche sui software: risulta ammissibile, quale parte integrante del bene, la componente ‘embedded’ necessaria al funzionamento dello stesso. Restano invece potenzialmente agevolabili i software di sistema, di tipo ‘stand alone’, quando riconducibili ad uno dei punti di cui all’allegato B
4. Combinazione di uno o più mezzi/attrezzature: La combinazione degli elementi trattrice/operatrice/i può in alcuni casi assumere una configurazione più simile ad una macchina (trattrice) con attrezzature (operatrici), dove i cosiddetti ‘5 + 2/3’ requisiti vengono soddisfatti dall’assieme.

Crisi di impresa: riflessi europei all’ombra della pandemia
Dal 30 giugno 2021 cambiano e nuove Linee Guida in tema di concessione e monitoraggio del credito

Mentre in Italia si discute della possibilità di prorogare ulteriormente l’entrata in vigore del Codice della Crisi di Impresa, per evitare ulteriori criticità per il panorama imprenditoriale nazionale a seguito delle sensibili conseguenze del Covid, a livello Europeo le istituzioni finanziarie sono di tutt’altro avviso.

Lo scorso 29/05/2020 l’EBA (European Banking Authority) ha pubblicato la versione finale delle nuove Linee Guida in tema di concessione e monitoraggio del credito (Guidelines on Loan Origination and Monitoring – LOM). La stessa autorità, ha concesso un regime transitorio, giustificato dalla pandemia. Ad ogni modo, ci sono alcune date importanti da segnarsi in agenda e prepararsi prontamente in vista delle prossime scadenze:
30/06/2021 → entrata in vigore delle LOM sui prestiti erogati successivamente a tale data;
30/06/2022 → applicazione delle Linee Guida anche ai prestiti già esistenti e agli anticipi che richiedono rinegoziazioni o modifiche contrattuali con i mutuatari;
30/06/2024 → le istituzioni finanziarie dovranno aver colmato eventuali lacune nei dati e adeguato le loro strutture di monitoraggio e infrastrutture IT.
Cosa significa e perché sono state pubblicate le nuove linee guida
A seguito della grave crisi finanziaria del 2008, le autorità finanziarie hanno cercato di ridurre il più possibile gli stock di crediti deteriorati e si sono attivate per individuare dei sistemi regolatori finalizzati a de-rischizzare l’attività creditizia degli istituti di credito ponendo grande attenzione sia alla fase di concessione dei prestiti che al loro successivo monitoraggio.
Da questa necessità derivano le nuove LOM, attraverso cui l’approccio proposto è inclusivo, tutelando non solo l’Istituto di credito ma anche tutele per il consumatore che si approccia a prodotti finanziari.
Cosa contengono le LOM
Le Guidelines on Loan Origination and Monitoring riportano le indicazioni e le aspettative del Regolatore riguardo ai comportamenti e alle prassi che gli istituti bancari dovrebbero adottare in sede di concessione e monitoraggio del credito, al fine di garantire che questi dispongano di standard solidi e prudenti per l’assunzione, la gestione e il monitoraggio del rischio di credito e che i finanziamenti di nuova costituzione mantengano buoni livelli di qualità del credito anche nelle successive fasi di vita.
In particolare, ci sono alcune sezioni delle LOM che sono di particolare interesse per le aziende:
1. Sezione riguardante le Best Practices
Questa sezione contiene indicazioni circa le informazioni necessarie ad una completa valutazione del merito di credito dei debitori e la definizione di requisiti finalizzati alla concessione di prestiti a consumatori e imprese. Fornisce inoltre specifici requisiti per i prestiti a micro e piccole imprese e medie e grandi imprese, sia per prestiti garantiti che per quelli non garantiti.
2. Sezione inerente il monitoraggio continuo del rischio di credito
In questa sezione, l’EBA definisce le aspettative della vigilanza con riferimento all’implementazione dei sistemi informativo-gestionali necessaria per implementare i criteri di monitoraggio attraverso una lista di specifici indicatori di allerta, costruendo così un collegamento tra il monitoraggio on-going delle posizioni e la preventiva individuazione del deterioramento della posizione.

E’ obiettiva la sovrapposizione tra gli obiettivi delle LOM e del Codice della Crisi, entrato parzialmente in vigore con l’art. 2086 CC circa l’obbligo di adozione di assetti organizzativi adeguati e dei profili di responsabilità degli amministratori.

Risvolti per le aziende
Per quanto le LOM siano dirette agli istituti finanziari, di fatto queste linee guida incideranno notevolmente nei rapporti tra questi ed i clienti finali e di conseguenza anche sulle aziende.

Un modo per prevenire eventuali “incidenti” con le proprie banche è sicuramente quello di anticipare sia l’entrata in vigore delle linee guida, che il codice della crisi.
L’approccio ideale dovrà essere looking forward, con l’adozione di modelli di risk governance correnti e prospettici. Gli strumenti da adottare passano dal basarsi esclusivamente su dati storici ad essere strutturati su analisi e valutazione a 360°, con l’analisi di variabili extra-contabili/finanziarie.

Un esempio è la balance scorecard, uno strumento che permette un efficace controllo di gestione, basato su paramenti e indici prospettici e di lungo periodo.

Nuovo Bando Macchinari Innovativi

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Ad aprile l’apertura del nuovo sportello per gli investimenti nel meridione

Con il fine di sostenere investimenti innovativi finalizzati alla trasformazione tecnologica e digitale e l’economia circolare, il MISE ha reso note le modalità operative per partecipare al nuovo sportello del Bando Macchinari Innovativi.
Lo stanziamento di risorse, a valere sul POR-FESR 2014-2020 è pari a 132,5 milioni di euro.
Beneficiari
La misura di rivolge alle PMI di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia che:
– Risultano regolarmente costituite e iscritte al Registro delle Imprese;
– Vantano un regime di contabilità ordinaria e dispongono di almeno due bilanci approvati e depositati;
– Sono in regola con le normative vigenti nelle materie di urbanistica, lavoro, salvaguardia ambientale e contribuzione;
– Non hanno effettuato delocalizzazioni nei due anni precedenti la domanda;
– Non risultano essere qualificabili come imprese in difficoltà.
La domanda può essere proposta sia singolarmente, sia tramite ATS, da un massimo di sei imprese.
Possono partecipare anche i liberi professionisti, iscritti agli ordini professionali o aderenti alle associazioni professionali.
Circa i settori di riferimento, possono presentare domanda le aziende manifatturiere, fatta eccezione per i seguenti settori: siderurgia, estrazione del carbone, costruzione navale, fabbricazione delle fibre sintetiche, trasporti e relative infrastrutture, produzione e distribuzione di energia e relative infrastrutture.
Sono altresì ammesse le attività di servizi alle imprese.
Attività ammissibili
I programmi di investimento devono riguardare immobilizzazioni materiali e immateriali nuove, ammortizzabili e capitalizzate che vengano mantenute per almeno tre anni dalla data di erogazione a saldo delle agevolazioni. Nello specifico deve trattarsi di macchinari, impianti e attrezzature strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento, nonché programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei beni materiali.
Circa i costi di investimento:
– In caso di domanda singola, i progetti devono prevedere spese comprese tra i 400 mila euro e i 3 milioni di euro;
– In caso di domanda aggregata, la soglia può essere rispettata dalla sommatoria delle singole spese, purchè ogni soggetto partecipi con investimenti di misura non inferiore a 200 mila euro.
I progetti dovranno essere ultimati in un tempo non superiore a dodici mesi ed essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni..
Agevolazioni
E’ previsto un mix agevolativo dato da un contributo in conto impianti e un finanziamento agevolato a tasso zero, a seconda della dimensione di impresa: – Per le micro e le piccole imprese, è riconosciuto un 35% di contributo e un 40% di finanziamento agevolato;
– Le medie hanno diritto ad un 25% di contributo e un 50% di finanziamento agevolato.
Il finanziamento non è assistito da garanzie e deve essere restituito in un periodo di sette anni a decorrere dalla data di erogazione dell’ultima quota a saldo delle agevolazioni.
Tempistiche e iter di domanda
La domanda andrà presentata in due step:
– Una prima compilazione, da effettuarsi dal 13 aprile 2021;
– L’invio della domanda, a partire dal 27 aprile 2021.
In ogni caso, sia si promuova domanda singolarmente, sia tramite un ATS, non sarà possibile presentare più domande.
Le domande verranno valutate in ordine cronologico e anche in base al merito della proposte.
Formazione 4.0? In arrivo Fondimpresa per l’innovazione digitale
Pubblicato l’avviso 1/2021 in ambito innovativo

Il nuovo avviso di Fondimpresa è stato denominato “Formazione a sostegno dell’innovazione digitale e/o tecnologica di prodotto e/o di processo nelle imprese aderenti”.
Una risposta molto importante che va di pari passo con le direttive del Governo.
Inoltre, può essere una leva molto forte per quelle aziende che hanno rinunciato al momento, il pensiero di affrontare della formazione altamente qualificata che può prevedere costi sensibili, perdendo quindi accesso anche al Credito Formazione 4.0.
Circa i possibili beneficiari, possono partecipare esclusivamente le aziende associate che non hanno beneficiato dei piani finanziati dall’Avviso 1/2019 del Fondo.
A dare maggior valore al progetto formativo, si richiede la partecipazione di uno dei seguenti soggetti: 1. Dipartimenti di università pubbliche e private riconosciute dal MIUR;
2. Enti pubblici di ricerca vigilati dal MIUR;
3. Altri Organismi di Ricerca che posseggano specifici requisiti.
Circa le risorse a disposizione del fondo, parliamo di ben venti milioni di euro, suddivisi tra:
– Aziende beneficiarie del Nord, con quasi sette milioni;
– Aziende beneficiarie del Centro, con circa quattro milioni e mezzo;
– Aziende beneficiarie di Sud e Isole, con quasi tre milioni e mezzo di euro;
– Piani multiregionali per i quali vengono stanziati cinque milioni.
Le domande possono essere proposte dal 30 marzo 2021 e fino al 31 dicembre 2021. I finanziamenti rientreranno nel Registro Nazionale degli aiuti di Stato.
Infrastrutture e Cloud: aperte le richieste di manifestazione di interesse
Fino al 14 maggio è possibile presentarsi al nuovo IPCEI

A livello europeo, è in fase di definizione il nuovo IPCEI ovvero un Importante Progetto di Interesse Comune Europeo. A tal fine, fino al 14 maggio, le imprese interessate potranno presentare la propria manifestazione di interesse tramite pec all’indirizzo dgpiipmi.div05@pec.mise.gov.it.
L’ambito operativo del progetto verterà su infrastrutture e servizi cloud. Per tale motivo, almeno nella fase preliminare, sono considerate come ammissibili le aree progettuali di Infrastructure, Cloud Perform and Services e Cloud Edge Continuum.
Ad esse sono associate diverse applicazioni come ad esempio Data, Communication, Cybersecurity, Smart office, Finance, Manufacturing, Healthcare,….
Le proposte possono essere sottomesse solo singolarmente ed i progetti devono prevedere
contenuti altamente innovativi.
La proposta non richiede alcun esborso economico, il progetto proposto verrà successivamente finanziato dallo Stato nel caso in cui rientri nell’IPCEI e l’aiuto previsto potrebbe raggiungere il 100% dei costi ammissibili.
Non tutti i progetti possono essere considerati ammissibili. E’ necessario infatti che:
– L’azienda opere in un settore industriale coinvolto nella catena strategica del valore in ambito digitale;
– L’azienda deve proporre un progetto di investimento in Italia che abbia un significativo e dirompente contenuto di innovatività, tale da andare oltre lo stato dell’arte a livello mondiale;
– Il progetto deve prevedere una fase di R&S e Innovazione, con una prima fase di sviluppo industriale per la realizzazione di impianti pilota.
La domanda dovrà essere corredata da tre documenti: un Project Portfolio, che descrive in dettaglio il progetto; il Funding Gap, ossia il piano economico-finanziario di progetto; il Prodcom Template, la descrizione dei prodotti finali di possibile immissione nel mercato.
E’ inoltre richiesto di specificare le modalità di diffusione della conoscenza, indipendentemente dalla presenza di diritti di proprietà intellettuale.
I moduli per la presentazione delle domande sono presenti sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

Rivalutare il settore alberghiero: un’opzione a costo zero

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Nuove specifiche per la possibilità di effettuare la rivalutazione

L’Agenzia delle Entrate torna a parlare di rivalutazione.
In questo caso il tema è il settore alberghiero. Vittima, più di altri settori, dell’epidemia di Covid, le strutture ricettive sono state al centro, sin da subito, di misure palliative come ristori per cercare di non sopperire alla situazione economica attuale.

Una delle misure, già prevista dallo scorso 2020 con il Decreto Liquidità è la rivalutazione, concessa ai soggetti operanti nei settori alberghiero e termale che non adottano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio.

Cosa cambia rispetto la disciplina ordinaria
Al contrario della disciplina ordinaria in merito alla facoltà di procedere anche scegliendo singoli beni da rivalutare, nel caso del settore alberghiero è possibile agire solo per categoria omogenea.

Ulteriore differenza è la gratuità della disciplina: nella rivalutazione ordinaria la rilevanza fiscale dell’operazione è soggetta ad un’imposta sostitutiva del 3%. Discorso diverso per gli alberghi, che possono ottenere riconoscimento fiscale dei maggiori valori in maniera del tutto gratuita.

Chi può accedere

L’intervento dell’Agenzia è stato richiesto per risolvere un quesito inerente l’ammissibilità di alcuni soggetti a tale disciplina. L’istante della Risposta 200 dello scorso 23 marzo 2021 è infatti u8na Società in accomandita semplice, con codice ATECO 55.1, proprietaria di un immobile strumentale all’attività alberghiera dato in affitto ad una società terza, con la quale non sono presenti altri rapporti intersocietari.
Particolarità del caso esaminato è che la società proprietaria dell’immobile ha mantenuto la gestione degli ammortamenti.

Sulla base delle informazioni prospettate l’Agenzia ha risposto positivamente circa l’accesso alla rivalutazione, richiamando la L. 342/2000 secondo cui avviene una parificazione tra società di capitali e imprese individuali, in nome collettivo, in accomandita semplice ed equiparate.
Nuove specifiche per la possibilità di effettuare la rivalutazione

L’Agenzia delle Entrate torna a parlare di rivalutazione.
In questo caso il tema è il settore alberghiero. Vittima, più di altri settori, dell’epidemia di Covid, le strutture ricettive sono state al centro, sin da subito, di misure palliative come ristori per cercare di non sopperire alla situazione economica attuale.

Una delle misure, già prevista dallo scorso 2020 con il Decreto Liquidità è la rivalutazione, concessa ai soggetti operanti nei settori alberghiero e termale che non adottano i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio.

Cosa cambia rispetto la disciplina ordinaria
Al contrario della disciplina ordinaria in merito alla facoltà di procedere anche scegliendo singoli beni da rivalutare, nel caso del settore alberghiero è possibile agire solo per categoria omogenea.
Ulteriore differenza è la gratuità della disciplina: nella rivalutazione ordinaria la rilevanza fiscale dell’operazione è soggetta ad un’imposta sostitutiva del 3%. Discorso diverso per gli alberghi, che possono ottenere riconoscimento fiscale dei maggiori valori in maniera del tutto gratuita.

Chi può accedere

L’intervento dell’Agenzia è stato richiesto per risolvere un quesito inerente l’ammissibilità di alcuni soggetti a tale disciplina. L’istante della Risposta 200 dello scorso 23 marzo 2021 è infatti u8na Società in accomandita semplice, con codice ATECO 55.1, proprietaria di un immobile strumentale all’attività alberghiera dato in affitto ad una società terza, con la quale non sono presenti altri rapporti intersocietari.

Particolarità del caso esaminato è che la società proprietaria dell’immobile ha mantenuto la gestione degli ammortamenti.
Sulla base delle informazioni prospettate l’Agenzia ha risposto positivamente circa l’accesso alla rivalutazione, richiamando la L. 342/2000 secondo cui avviene una parificazione tra società di capitali e imprese individuali, in nome collettivo, in accomandita semplice ed
equiparate.
• le cui modalità di utilizzo del credito siano compatibili con l’attribuzione del credito.
Ad ogni modo si ritiene necessario una linea direttiva uniforme e chiara per ogni singola misura.

Decreto Sostegni: cosa cambia ora?
Le principali misure con conseguenze per le aziende

Il Decreto Sostegni prende vita e sostituisce quello che sarebbe dovuto essere il Decreto Ristori quinques.
Diventa operativo con molto ritardo rispetto la tabella di marcia, tanto era atteso e promosso dall’inizio del mese.
Il tempo in più necessario per l’iter di tale decreto premia con previsioni a carattere generale: a differenza dei precedenti ristori, infatti, caratterizzati da specifiche misure per tipologie precise di attività e di soggetti, con tale decreto vengono applicati filtri oggettivi e non soggettivi, allargando in qualche modo quanto meno la platea di possibili beneficiari.

Di seguito, le principali misure a favore delle aziende.

Contributo a fondo perduto
E’ rivolto ai soggetti che svolgono attività di impresa, arte o professione o producono
reddito agrario.

Requisito è che l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi 2020 sia inferiore almeno del 30% rispetto a quello del 2019.
Il contributo prevede l’applicazione di una percentuale sulla differenza tra i fatturati medi 2020 e 2019 pari a:

• 60% sei i ricavi e compensi del 2019 non sono superiori a 100.000,00 €;
• 50% se superiori a 100.000,00 ma inferiori a 400.000,00 €;
• 40% se superiori a 400.000,00 ma inferiori a 1.000.000,00 €;
• 30% se superiori ad 1 milione ma inferiori a 5 milioni di euro;
• 20% se superiori a 5 milioni e fino a 10 milioni di euro.

Per le partite iva aperte nel 2019 rilevano i mesi successivi all’attivazione.

Inoltre vengono comunque riconosciuti 1.000,00 € per le persone fisiche e 2.000,00 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. L’importo massimo è di 150.000,00 €.
Proroga del periodi di sospensione delle attività dell’agente della riscossione
Esteso al 30 aprile il periodo di sospensione del versamento delle entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento. I versamenti dovranno poi essere effettuati in un’unica soluzione entro il mese successivo alla sospensione.

Aiuti di Stato

Il limite di 800.000,00 € è stato portato ad un milione e ottocentomila euro, rispettando i nuovi canoni disposti dall’Unione Europea in termini di Temporary Framework. Hanno subito aumenti di importo anche gli aiuti nei settori di pesca, acquacultura e produzione primaria dei prodotti agricoli.

Approfondisci gli ultimi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate su Transizione 4.0 e scopri come funziona il nuovo Patrimonio Destinato

L’Agenzia delle Entrate torna a pronunciarsi in tema di ammissibilità di investimenti 4.0.
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Credito investimenti 4.0: nuovi chiarimenti

Ribadita l’esclusione dei veicoli, anche se necessari al funzionamento delle attrezzature

Più nello specifico viene esaminata la casistica di un’autobetoniera composta da due parti, un autotelaio targato e un’attrezzatura specifica montata su autotelaio. La risoluzione del quesito posto è contenuta nella risposta n. 189/2021.
Partiamo dai dettagli della richiesta. L’istante chiede se sia possibile applicare il credito di imposta per investimenti in beni strumentali nuovi ex L. 160/2019 all’intero investimento. Chiede infatti se attrezzattura e telaio possano essere considerati in maniera unitaria, perché in assenza del veicolo, l’attrezzatura non potrebbe altrimenti funzionare o raggiungere il luogo in cui operare.
La risposta dell’Agenzia. Chiamato in causa il MISE, per deliberare circa gli aspetti di natura tecnica, viene ribadita l’impossibilità di ammettere il telaio all’agevolazione maggiorata.
Infatti, mentre possono essere ricompresi all’interno dell’Allegato A L. 232/2016 i beni considerati “macchine” ai sensi della Direttiva Macchine 2006/42/CE; devono considerarsi al contrario esclusi, in linea di principio, i beni qualificabili come veicoli, come disposto dalla Direttiva 2007/46/CE.
Per tale motivo, la sola attrezzatura potrà fruire della percentuale maggiorata, sempre che sia dimostrato il possesso dei 5+2 requisiti.
Le precisazioni fornite restano valide anche per le novazioni introdotte alla disciplina del credito investimenti dalla L. 178/2020.

Ricerca e sviluppo: limiti al nuovo bonus

L’Agenzia delle Entrate, nella giornata del 17 marzo 2020 pubblica due risposte ad interpelli inerenti il credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo e per la nuova versione del credito, inerente le attività di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, transizione ecologica e ideazione estetica.
Andiamo per gradi.
Il primo quesito (risolto con la risposta n. 187) ha una portata generale e significativa per tutti i possibili beneficiari del credito. Si parla infatti di un tema sensibile all’interno della disciplina in oggetto, ossia la ricerca commissionata.
Infatti, all’interno della Circolare 5/E del 2016, il Legislatore riteneva inammissibile l’attività di ricerca svolta su commissione di terzi. Infatti, in tal caso, l’impresa commissionaria non sostiene i costi delle attività, addebitandoli al committente.
Dal gennaio 2017, invece, l’introduzione del comma 1-bis all’art. 3 della L. 145/2013, prevedeva la possibilità per le imprese commissionarie residenti per conto di committenti non residenti, di accedere al credito.
Dal 2020, la nuova disciplina però, non tratta della ricerca commissionata e non è previsto nessun tipo di disposizione analoga al precedente comma 1-bis.
Per tale ragione, a partire dal 2020 non possono considerarsi ammissibili le spese sostenute per attività di ricerca svolte da commissionari residenti in Italia, sulla base di contratti con soggetti esteri.

Settore dell’industria alimentare: cos’è ricerca e sviluppo?

Il secondo quesito, oggetto della risposta 188, è invece settoriale, trattando del settore specifico dell’industria alimentare.
Il quesito è sottoposto da un ristorante con attività secondarie legate all’industria alimentare il quale ritiene le proprie attività di trasformazione dei processi di gestione della cucina, la creazione di nuovi piatti, la modifica significativa delle ricette, attività ammissibili al credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo.
L’Agenzia chiama il MISE a pronunciarsi in risposta alla domanda sottoposta, trattandosi di un quesito puramente tecnico.
Lo stesso, fornisce in primo luogo una disamina generale del significato di ricerca e sviluppo ai fini della disciplina agevolativa, ricordando come sia necessario raggiungere il superamento di una o più incertezze scientifiche o tecnologiche, la cui soluzione non sarebbe possibile sulla base dello stato dell’arte del settore di riferimento e che il risultato dell’attività deve produrre un beneficio per l’intera economia.
Inoltre, ipotizzando un’applicazione pratica al settore dell’industria alimentare in generale, il MISE riporta una serie di attività che risulterebbero ammissibili:
– Lavori finalizzati ad un significativo prolungamento della vita commerciali dei prodotti alimentari, attraverso studi su nuove metodologie di trattamento e conservazione, nuovi materiali e tecniche di confezionamento;
– Lavori ricollegabili allo studio e alla sperimentazione di nuovi ingredienti e formulazioni capaci di generare un effetto tecnico o un’utilità tecnologica sui prodotti alimentari, in termini di malattie alimentari, digeribilità, apporto vitaminico, prevenzione delle malattie ecc..
In ultimo, viene fatto un confronto con la nuova disciplina del credito di imposta, che ha ampliato il novero delle attività ammissibili. In tal senso, il MISE apre ad una possibile ammissibilità delle spese sostenute, facendole ricadere nelle attività di design e ideazione estetica.

Patrimonio Destinato ready-to-learn

Breve guida ad uno degli strumenti più attesi dell’ultimo trimestre

Si tratta di uno strumento istituito dal decreto Rilancio per sostenere il rafforzamento patrimoniale delle grandi imprese italiane. Verrà gestito da Cassa Depositi e Prestiti, operando secondo differenti modalità: nelle forme e alle condizioni previste dal Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato ovvero a condizioni di mercato con il coinvolgimento di investitori privati.
Beneficiari
Possono accedere al patrimonio destinato le società per azioni, anche quotate, comprese quelle costituite in forma cooperativa con sede legale in Italia che abbiano un fatturato annuo superiore ai 50 milioni di euro. Restano escluse le attività di intermediazione finanziaria e assicurativa.
Le società inoltre non dovranno trovarsi in situazione di grave irregolarità contributiva o fiscale e non rientrare tra quelle che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti ritenuti illegali o incompatibili dalla Commissione UE. Occorrerà inoltre essere compliance alla 231.
Requisiti di accesso sono quindi:
– essere impresa di interesse nazionale, per il settore in cui operano o per la loro rilevanza dimensionale od occupazionale;
– non in grado di reperire finanziamenti sui mercati a condizioni accessibili;
– avere una situazione economico/finanziaria (che non si sia già presente prima del 31 dicembre 2019) tale che, in assenza dell’intervento, rischierebbe di perdere la continuità aziendale, di fallire o avrebbe gravi difficoltà a mantenere le sue attività. Sono invece escluse le imprese già in difficoltà al 31 dicembre 2019.
Operatività
In caso di regime di “Temporary framework”, gli interventi del Patrimonio Destinato potranno essere effettuati tramite:
– la partecipazione ad aumenti di capitale;
– la sottoscrizione di prestiti obbligazionari subordinati con obbligo di conversione;
– la sottoscrizione di prestiti obbligazionari subordinati convertibili;
– la sottoscrizione di prestiti obbligazionari subordinati.
La sottoscrizione dei contratti relativi alle prime tre misure dovrà essere effettuata entro il 30 settembre 2021, mentre nel caso di prestiti subordinati non convertibili dovrà intervenire entro il 30 giugno 2021.
In ogni caso, l’intervento del Patrimonio Destinato non sarà inferiore a:
– 25 milioni di euro per ciascun intervento, in caso di interventi consistenti nella sottoscrizione di prestiti obbligazionari con obbligo di conversione;
– 1 milione di euro per ciascun intervento, in caso di interventi consistenti nella sottoscrizione di prestiti obbligazionari subordinati convertibili;
– -100 milioni di euro per ciascun intervento, in caso di interventi consistenti nella partecipazione ad aumenti di capitale.
Oltre la soglia di 250 milioni di euro servirà l’autorizzazione dalla Commissione UE.
Per gli interventi realizzati mediante la sottoscrizione di prestiti obbligazionari subordinati, invece, il valore nominale di tali prestiti sottoscritti dal Patrimonio Destinato non sarà superiore ai 2/3 della spesa salariale annua dell’impresa beneficiaria riferita all’anno 2019, compresi gli oneri sociali e il costo del personale che lavora nel sito dell’impresa ma figura formalmente nel libro paga dei subcontraenti, e all’8,4% del fatturato totale dell’impresa beneficiaria riferito all’anno 2019.
Nell’ambito dell’operatività a condizioni di mercato, gli interventi previsti sono gli aumenti di capitale o la sottoscrizione di prestiti obbligazionari convertibili, solo però in presenza di un contemporaneo co-investimento di almeno un altro investitore privato per almeno il 30% dell’intervento.
L’accesso a queste misure richiede la presentazione di due degli ultimi 3 bilanci di esercizio, approvati e assoggettati a revisione legale in utile e l’assenza in Centrale Rischi della Banca d’Italia di segnalazioni di “sofferenze a sistema” o di un rapporto tra “totale sconfinamenti per cassa” e “totale accordato operativo per cassa” superiore al 20%.
Sono in ogni caso escluse le società a partecipazione pubblica, ad eccezione di quelle con una partecipazione inferiore al 10% del capitale sociale e delle società quotate.
Il Patrimonio Destinato potrà inoltre effettuare interventi:
– riservati ad imprese strategiche, tra cui rientrano le imprese che operano nel settore delle infrastrutture e tecnologie critiche, degli approvvigionamenti di fattori produttivi critici, dell’accesso a informazioni sensibili e della libertà e pluralismo dei media, nonché le società di rilevante interesse nazionale:
– relativi a operazioni di ristrutturazione di società che, nonostante temporanei squilibri patrimoniali o finanziari, siano caratterizzate da adeguate prospettive di redditività.