Delega fiscale: approvati cinque Decreti Legislativi

Spazio dedicato all’ Dott. Gino Manoni, referente del network www.consulentiaziendaliditalia.it per la provincia di Ancona.

CDM del 22.09.2015, via libera definitivo a cinque decreti legislativi di attuazione della delega per il riordino del sistema fiscale (Legge 11 marzo 2014 n. 23).

Si tratta in particolare delle misure per sulla semplificazione e razionalizzazione delle norme in materia di riscossione, quelle sulla stima e monitoraggio dell’evasione fiscale e monitoraggio e riordino delle disposizioni in materia di erosione fiscale, la revisione della disciplina dell’organizzazione delle agenzie fiscali, la riforma del sistema sanzionatorio e la revisione della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario.

Novità – Rispetto alle precedente versione, nel decreto legislativo “misure per la semplificazione e razionalizzazione delle norme in materia di riscossione”, accogliendo la richiesta contenuta nel parere della Commissione Finanze della Camera dei deputati, viene prevista la possibilità di accedere a un’ulteriore rateizzazione ai soggetti che non sono stati in grado di completare il pagamento di piani precedenti di rateizzazione.

In particolare, la nuova disposizione stabilisce che le somme non ancora versate, oggetto di piani di rateazione da cui i contribuenti siano decaduti nei 24 mesi antecedenti l’entrata in vigore del presente decreto, possono su richiesta degli stessi contribuenti, da presentare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, essere oggetto di un nuovo piano di rateazione, ripartito fino a un massimo di 72 rate mensili. Dal piano di rateazione si decade per il mancato pagamento di sole due rate.

Semplificazione e razionalizzazione delle norme in materia di riscossione – Il provvedimento punta a creare un sistema di riscossione che favorisca l’adempimento spontaneo da parte dei contribuenti, anche attraverso forme di rateizzazione più ampie e vantaggiose. Anche l’erario potrà beneficiare di una maggiore certezza nei tempi di riscossione e di modalità semplificate.

Le novità introdotte accogliendo le indicazioni contenute nei pareri parlamentari, riguardano l’eliminazione della norma che prevedeva, in caso di rateizzazione delle somme iscritte a ruolo, il pagamento ‘’degli interessi sugli interessi’’ (anatocismo) e gli interessi sulle sanzioni.

Stima e monitoraggio dell’evasione fiscale e monitoraggio e riordino delle disposizioni in materia di erosione fiscale – Nessuna particolare novità rispetto al testo approvato in prima lettura. Il decreto prevede il monitoraggio e la revisione delle cosiddette “spese fiscali” e la rilevazione dell’evasione fiscale e contributiva e dei risultati conseguiti nell’azione di contrasto, inserendo le relative attività in modo sistematico nelle procedure di bilancio.

In base alle indicazioni parlamentari viene specificato che le spese fiscali (tax expenditure) per le quali siano trascorsi cinque anni dalla entrata in vigore, sono oggetto di specifiche proposte di eliminazione, riduzione, modifica o conferma.

Revisione della disciplina dell’organizzazione delle agenzie fiscali – Tra le novità va segnalato lo stralcio della norma sui concorsi per il dirigenti in quanto la stessa è confluita nel dl enti locali, già approvato dal Parlamento e in vigore dal 15 agosto 2015.

Riforma del sistema sanzionatorio – Una delle novità del testo attuale è quella che riguarda l’innalzamento delle pene per omessa dichiarazione per il sostituto d’imposta. In particolare per l’omessa dichiarazione si prevede una norma che aumenta la pena per il sostituto di imposta (si passa da un minimo di un anno a un massimo di 3 anni, a un minimo di un anno e messo ad un massimo di 4 anni). Il resto del provvedimento è rimasto sostanzialmente invariato.

Revisione della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario – Per ciò che riguarda la revisione della disciplina degli interpelli, recependo le indicazioni delle commissioni parlamentari, si prevede che la proposizione di un’istanza di interpello viene declinata in due modi, tra loro complementari: il primo non differisce in nulla rispetto a quanto attualmente previsto, mentre il secondo dà rilievo più all’obiettiva incertezza sulla qualificazione della fattispecie che all’interpretazione delle norme di legge invocate dal contribuente nel caso concreto.

È prevista una riduzione dei tempi di risposta per gli appelli ordinari che passano da 120 giorni a 90 giorni e un riconoscimento della certezza dei tempi di risposta (fissati in 120 giorni) per tutte le altre tipologie. Vige la regola del silenzio-assenso, per cui qualora una risposta non pervenga entro il termine previsto diventa valida la soluzione prospettata dal contribuente.

Per ridurre il contenzioso tributario viene potenziato lo strumento della mediazione che attualmente riguarda solo gli atti posti in essere dall’Agenzia delle Entrate con valore non superiore ai 20.000 euro. Con il presente decreto, il reclamo finalizzato alla mediazione si applica a tutte le controversie, indipendentemente dall’ente impositore, comprese quindi quelle degli enti locali. Il reclamo viene esteso anche alle controversie catastali (classamento, rendite, ecc.) che a causa del valore indeterminato ne sarebbero state escluse. Dal punto di vista soggettivo il reclamo è esteso a Equitalia e ai concessionari della riscossione. Lo strumento della conciliazione si applica anche al giudizio di appello (fino ad ora riguardava solo le cause di primo grado).

Scarica anche il pdf al link seguente: Delega fiscale_approvazione defintiva di cinque decreti fiscali

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Verso Expo 2020 Dubai

Spazio dedicato alla’ Avv. Vanessa Novelli, referente del network www.consulentiaziendaliditalia.it per la provincia di Ascoli Piceno.

L’Expo 2020 si terrà a Dubai. Questa è un’occasione unica per le imprese italiane interessate a sviluppare il proprio business in quanto sono stati stanziati dei fondi da parte degli Emirati Arabi per investire:

nelle infrastrutture e trasporti, nel settore dell’ospitalità –turismo e immobiliare ,nel campo della

produzione e distribuzione dell’energia.

Il Dubai Expo 2020 sarà situato vicino al nuovissimo Aeroporto più grande del mondo – AL MAKTOUM
INTERNATIONAL AIRPORT- e alla zona franca più grande del mondo- IL PORTO DI JEBEL ALI. L’EXPO sarà
costituito da 3 padiglioni separati che simboleggiano:l’opportunità,la sostenibilità,la mobilità. Tali tre padiglioni si irradieranno da un centro “ AL WASLI” – che in arabo significa “LA CONNESSIONE”. La struttura sarà coperta da un tetto fotovoltaico che genererà sia l’ombra che l’energia e sarà illuminato durante lav notte; verranno , altresì, utilizzati materiali e acque riciclati.In vista dell’Expo 2020 Dubai dovrà intervenire

con lavori per le infrastrutture aeroportuali:

ampliare il nuovo aeroporto di Dubai- AL MAKTOUM INTERNATIONAL AIRPORT

ingrandire l’aeroporto esistente- DUBAI INTERNATIONAL AIRPORT

progettare lo sviluppo dell’ABU DHABI INTERNATIONAL AIRPORT.

Relativamente alle linee metropolitane si vuole realizzare la nuova metropolitana della capitale ABU DHABI mentre a Dubai entro il 2030 dovranno entrare in funzione 3 nuove linee ed essere ingrandite le due linee esistenti: in particolare, entro il 2020, la linea rossa verrà estesa fino a raggiungere l’AL MAKTOUM INTERNATIONAL AIRPORT e il sito dell’Expo.Uno dei progetti infrastrutturali più importanti è la Etihad Federal Rail: la costituzione di una rete ferroviaria che entro il 2018 collegherà i principali centri urbani ed industriali degli Emirati Arabi Uniti.La rete ferroviaria emiratina rientra nel progetto che sta impegnando i sei paesi GCC ( Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar) di collegare il Kuwait dal suo confine con l’Iraq alla città di Salalah nell’Oman meridionale attraverso l’intera costa orientale della Penisola Araba, isole (Bahrein) e penisole (Qatar) comprese.In seguito si prevede di estendere la rete ferroviaria dalla penisola araba a Giordania, Siria e Turchia attraverso il cui accesso successivamente ci saranno collegamenti con i sistemi ferroviari europei e asiatici.L’Expo verrà realizzato in un’area equidistante da Dubai ed Abu Dhabi con l’investimento di ingenti fondi per la costruzione della sede espositiva e delle infrastrutture, come strade e metropolitane, destinate a servirla.Il sito dell’Expo sarà improntato alla sostenibilità ambientale anche nella progettazione dell’area espositiva con strutture fotovoltaiche che genereranno il 50% dell’energia necessaria al suo funzionamento.

E’ prevista anche la costruzione di un Expo Village: appartamenti, banche , negozi e ristoranti. Gran parte delle strutture dell’Expo verrà riutilizzata per la creazione di un Centro Espositivo e Congressi, una Università e un Museo dedicato all’Expo.Si continueranno a realizzare Alberghi e Resort a 5 stelle ma anche Hotel a 3 e a 4 stelle con la previsione di concessione gratuita dei terreni, la riduzione a 2 mesi dei tempi di approvazione dei progetti di costruzione e la proroga dell’esenzione dalla tassa municipale del 10 % per gli Hotel di media categoria.Per far fronte al previsto aumento della popolazione residente, sono anche in programma enormi investimenti privati per la realizzazione di abitazioni, uffici ed edifici commerciali.I prezzi dovrebbero essere sostenuti grazie ad una domanda crescente che sarebbe il risultato dei nuovi posti di lavoro creati con l’Expo.Fra i tanti progetti in via di realizzazione a Dubai:

SHEIKH MOHAMMED BIN RASHID CITY

nuovo insediamento urbano che includerà il più grande centro commerciale del mondo, un parco tematico ispirato agli Universal Studios e un parco più grande di quello a Hide Park a Londra.

E a Abu Dhabi:

SAADIYAT ISLAND , posta a 500 metri dalla costa di Abu Dhabi, oggetto di un grandioso piano di sviluppo.

L’isola, dove vi sono 4 progetti alberghieri ultimati o pianificati, sarà il nuovo distretto culturale della capitale ed ospiterà una estesa concentrazione di istituzioni culturali di altissimo livello, fra cui i Musei del Louvre e del Guggenheim.

Ad Abu Dhabi il settore immobiliare ed alberghiero è in crescita in quanto , negli ultimi anni, sta cercando di promuoversi come attrazione turistica alternativa a Dubai.L’area MIDDLE EAST e NORTH AFRICA sta aumentando la sua domanda di energia; in particolare, nell’area GCC (Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman, Kuwait), si punta sull’energia solare; entro il 2017, i paesi del Golfo prevedono di investire complessivamente ca 155 MLD di USD nel settore dell’energia solare con una capacità installata superiore a 80 GW.Gli Emirati Arabi Uniti hanno adottato una nuova politica energetica che mira a ridefinire il mix di generazione in un’ottica più sostenibile e ad aumentare la produzione per far fronte alla crescente domanda di energia elettrica: l’obiettivo è di creare una economia basata sulla sostenibilità ambientale con la realizzazione di progetti pilota volti a incrementare la quota sul mix di generazione delle energie rinnovabili con particolare attenzione alla realizzazione di impianti a energia solare.Infatti, sono in fase di realizzazione due parchi solari e il SOLAR ROOF PROGRAM per complessivi 500 MW mentre sono in programma il parco solare fotovoltaico NEON 1 (100MW) , un aggiuntivo impianto solare per 40 MW e due impianti Eolici per 30 MW ciascuno.Entro il 2025 dovrà essere ultimato ad Abu Dhabi il progetto di Masdar City che si propone di essere la prima città a zero emissioni di carbonio al mondo ed ospiterà 40.000 cittadini residenti e 50.000 pendolari in un contesto in cui tutto sarà studiato per ridurre il consumo energetico e l’impatto ambientale delle attività umane.La città ospita già il Masdar Institute, un polo universitario realizzato in collaborazione con il MIT, dedicato esclusivamente allo studio ed alla ricerca nel campo delle energie rinnovabili mentre sono in corso piani per portare centinaia di altre aziende ad alta tecnologia in città nei prossimi anni.

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[VIDEO] Vieni a vedere il futuro del commercialista

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Ti sei mai chiesto come sarà il futuro della tua attività? Hai mai pensato che alcune operazioni a basso valore aggiunto che svolgi all’interno della tua organizzazione vadano a discapito di quelle ad alto valore? Pensi che il tuo lavoro possa andare avanti solamente concentrandosi sulla consulenza fiscale e contabile?

Ti invito ad un evento che riuscirà a rispondere a tutte queste domande: si tratta di un appuntamento imperdibile IL NUOVO COMMERCIALISTA FUTURE EXPO che si terrà al Tag Hotel di Fano il 2-3-4 Ottobre 2015.
Puoi scegliere tra un momento in cui puoi fermarti a visitare tutti gli stand con i diversi servizi da offrire ai tuoi clienti oppure un momento di formazione e crescita dove ti insegnerò come trasformare alcune situazioni che attualmente vedi come ostacoli in occasioni che svolteranno in positivo il tuo lavoro, con clienti sempre più soddisfatti. E questo cio che conta, la soddisfazione di chi crede in te!

Mi raccomando di non mancare a questi giorni di vero valore e di cliccare sul link http://www.ilnuovocommercialista.it/future-expo-2015-video-7/ per iniziare a scoprire come sarà il tuo futuro!

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[Video] Le richieste dei tuoi clienti

Hai mai pensato a quali sono le richieste che più di frequente ti pongono i tuoi clienti? Clicca qui per l’accesso diretto al video e scoprire ‘Le 4 cose che puoi fare per i tuoi clienti’ http://www.imprenditoreitaliano.it/master-soluzioni-crisi-915-video-4/

A causa del cambiamento epocale, cui stiamo assistendo, comincia ad essere chiaro che i nostri clienti hanno nuovi bisogni, rispetto al passato.

I clienti ci stanno chiedendo nuovi servizi, oltre al normale esercizio della contabilità, come la stima del rating o i modi per sopperire alla mancanza di liquidità.

Tutto ciò non costituisce un ostacolo alla nostra professione, ma una grande opportunità. Aiutare gli imprenditori ad affrontare i loro problemi contribuirà ad aumentare la nostra autorevolezza e il nostro prestigio professionale. Il commercialista tornerà a seguire la sua vera vocazione: quella di un consulente a tutto tondo, in grado di offrire nuovi servizi ad alto valore aggiunto, oltre alla gestione della contabilità.

Per focalizzare l’attenzione sulle nuove esigenze dei tuoi clienti, guarda subito il video, cliccando sul link o sull’immagine in basso:http://www.imprenditoreitaliano.it/master-soluzioni-crisi-915-video-4/

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Martedì 22 Settembre, Simone Brancozzi e la ‪connectioneconomy‬ all’ ‪‎EXPO2015‬ – Save the Date!

Dalle ore 12,30 alle 13,30 il prof. Simone Brancozzi interverrà durante l’evento organizzato dalla ‘Pasolini in-store marketing’ in collaborazione con ‘Largo Consumo’, presso l’area Future Food District, Ingresso Sud Cascina Merlata.

Una grande occasione per ascoltarlo e scoprire insieme a lui come diventare il Re del tuo mercato nella nuova Connection Economy!

Per tutte le informazioni e per partecipare all’evento inviaci una mail all’indirizzo simonebrancozzi@imprenditoreitaliano.it

Il valore delle presunzioni tributarie nel processo penale

Spazio dedicato al Dott. Gino Manoni, referente del network www.consulentiaziendaliditalia.it per la provincia di Ancona.

Le presunzioni legali previste dalle norma tributarie, pur potendo avere valore indiziario, non possono costituire di per sé fonte di prova della commissione del reato fiscale, assumendo esclusivamente il valore di dati di fatto, che devono essere valutati liberamente dal giudice penale unitamente ad altri elementi di riscontro che diano certezza in relazione all’esistenza della condotta criminosa.

È questo il principio enunciato dalla Corte di Cassazione, in conformità al proprio prevalente orientamento giurisprudenziale, nella sentenza n. 30890/2015.

Secondo la Suprema Corte, il giudice di merito può ben ricorrere agli accertamenti della Guardia di finanza o dell’Ufficio finanziario, ma non può appiattirsi solo su questi elementi che, per assurgere a prova, devono “trovare oggettivo riscontro o in distinti elementi di prova o in altre presunzioni, purché siano gravi, precise e concordanti”.

Le presunzioni, precisa la Corte di Cassazione, proprio per la loro natura di dati di fatto con valore indiziario, non possono costituire la prova della responsabilità penale del contribuente, ma certamente possono essere poste a fondamento di un provvedimento cautelare reale.

Nella sentenza in commento la Cassazione accoglie il ricorso di due soggetti, imputati di una serie di reati quali associazione per delinquere, emissione di fatture per operazioni inesistenti e omessa dichiarazione dei redditi, commessi in relazione alla creazione di società fittizie all’estero che fungevano da “percettori di compensi” e delle sponsorizzazioni di un campione di motonautica (uno dei due imputati), quando, nella realtà, l’effettiva erogatrice di prestazioni e anche reale destinataria sarebbe stata un’associazione italiana.

Il giudice di primo grado li aveva assolti dal reato associativo e ritenuti colpevoli con riguardo ad alcuni dei reati fiscali contestati; la Corte di appello di Milano aveva confermato la condanna per entrambi in merito all’omessa dichiarazione, avvalendosi di presunzioni nella determinazione del reddito sottratto a tassazione.

Il ricorso alla prova presuntiva per affermare la responsabilità penale dei contribuenti era stato censurato dagli stessi con il ricorso per cassazione; secondo i ricorrenti il giudice di secondo grado non avrebbe tenuto conto come proprio dagli atti di indagine fossero emersi elementi che permettevano di risalire ai redditi. A sostegno della tesi, i due imputati richiamavano un verbale di constatazione della Guardia di Finanza da cui sarebbe emersa l’assenza di qualsiasi riscontro documentale o bancario che potesse permettere di ricostruire l’evasione; la quantificazione delle somme evase sarebbe stata frutto di una “semplice operazione aritmetica con cui si è calcolata la media ponderale delle presente evasioni degli anni precedenti”.

Sul punto, la Corte di Cassazione accoglie il ricorso degli imputati ribadendo che “le presunzioni legali previste dalle norme tributarie, pur potendo avere valore indiziario, non possono costituire di per sé fonte di prova della commissione del reato, assumendo esclusivamente il valore di dati di fatto, che devono essere valutati liberamente dal giudice penale unitamente ad elementi di riscontro che diano certezza dell’esistenza della condotta criminosa”.

Ed ancora “Ai fini della prova del reato, il giudice può legittimamente fare ricorso agli accertamenti della Guardia di Finanza o dell’ufficio finanziario, anche ai fini della determinazione dell’ammontare dell’imposta evasa, pur dovendo il proprio esame estendersi a valutare ogni altro eventuale indizio acquisito, in quanto l’autonomia del procedimento penale rispetto a quello tributario non esclude che, ai fini della formazione del suo convincimento, il giudice penale possa avvalersi degli stessi elementi che determinano presunzioni secondo la disciplina tributaria, a condizione però che detti elementi siano assunti non con l’efficacia di certezza legale, ma come dati processuali oggetto di libera valutazione ai fini probatori e, siccome dette presunzioni hanno il valore di un indizio, esse, per assurgere a dignità di prova, devono trovare oggettivo riscontro o in distinti elementi di prova ovvero in altre presunzioni, purché siano gravi, precise e concordanti”.

Nel caso di specie, la Corte di appello aveva quindi legittimamente preso in considerazione il procedimento presuntivo indicato dall’Ufficio impositore, ma tali presunzioni, in quanto meri indizi, avrebbero dovuto essere corroborate dalla presenza di ulteriori riscontri onde potere assumere il valore di prova della responsabilità penale degli imputati.

Fonte Euroconference

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