Come smascherare i ‘millantatori’ del web marketing

Se qualcuno ti sta parlando di web marketing accertati che sappia di cosa stia discutendo e soprattutto che abbia una reale esperienza sul campo e che produca risultati!

I risultati nel Web marketing si misuranoin un solo modo: dai contatti ricevuti. Si fa web marketing per vendere e non per uno sfizio…

Molto spesso, quando ci troviamo per la prima volta di fronte ai nostri clienti, capita di dover trascorrere oltre un’ora cercando di liberare le loro menti e spiegare cosa realmente sia il web marketing.

Questo perché il mercato, in continua espansione, pullula di ‘millantatori’ che pur di cavalcare il nuovo trend si spacciano per esperti pur ignorando quasi completamente cosa il web marketing sia…

Vogliamo dunque darti alcuni accorgimenti per stanare questi millantatori e non perdere tempo e denaro dietro a loro!
Se non vuoi continuare a leggere puoi guardare questo video al seguente link: http://www.youtube.com/watch?v=9befaGSk48E

Il primo esempio di millantatore è sicuramente l’insegnante, colui che fa corsi di web marketing, molto spesso semplici ‘copia incolla’ provenienti dagli Stati Uniti, fregiandosi paradossalmente di non fare consulenza per le imprese, sul loro sito troverai esibita chiaramente la frase ’Non facciamo Consulenza’.

Ora la domanda che ci poniamo è perché un esperto di Web Marketing non dovrebbe fare consulenza???

Il secondo esempio di millantatori è il classico giovane laureato (Comunicazione, Marketing, Economia) in qualche ateneo rinomato, che non ha nessuna esperienza sul campo ma che si sente in grado di poter fare web marketing solo perché capace di realizzare un sito web o una fan page…

Oppure troverai appertenenti ad ex agenzie di web design, di comunicazione , che cercano di reinventarsi nel mercato del web marketing, ma che non ne posseggono competenze necessarie per affrontarlo al meglio.

Tutti questi soggetti sono facilmente smascherabili, perché a colloquio con te utilizzeranno dei paroloni difficili e tecnici, spesso in inglese, cercando di confonderti e per apparire come dei ‘saggi’ ai tuoi occhi!

Quello che noi ti consigliamo è di misurare costantemente le loro capacità sulla base delle vendite, dei risultati che essi hanno ottenuto, chiedi se i loro Sistemi di Web Marketing hanno prodotto vendite. Alla fine di tutto il Web Marketing serve a vendere ed a trovare nuovi contatti!

Il terzo esempio di millantatore è sicuramente il nemico numero uno del web marketing, il direttore commerciale.

Il web marketing, in un brevissimo futuro, soppianterà completamente gli intermediari, renderà inutile le reti di vendita e, quindi, queste figure all’interno dell’azienda (ad esempio agenti e direttori commerciali) osteggiano e screditano il fatto che l’azienda riesca ad ottenere risultati affidandosi a strategie di web marketing…

Ultimo esempio, forse il più frequente che vi capiterà di incontrare, è sicuramente ‘lo smanettone’, il figlio, il cugino o un amico che intendendosene un po’ di hardware e un po’ di software si considerano esperti di web marketing…

Anch’essi sono facilmente smascherabili poiché non ti parleranno mai di strategie integrate di web marketing!

E quali sono le maggiori stupidaggini che questi millantatori ci vogliono far credere?

1. La grafica è la cosa più importante nel web marketing. Niente di più sbagliato, i contenuti sono la cosa più importante!

2. Ti parleranno di Mail marketing o di Direct Marketing, ma non ti proporranno mai una corretta strategia di Databasing, molto più complessa e funzionale!

3. Ti proporranno la creazione di una Fan Page aziendale, ma non di una Fan page Tribale, in grado di attrarre tutta la nicchia dei tuoi potenziali clienti da conquistare con le tue comunicazioni!

4. Ti creeranno un sito web che sarà un inutile biglietto da visita, mentre invece dovrebbero proporti una Landing Page, necessaria per convertire la semplice visita del sito in contatto!

Il Web Marketing è una scienza molto complessa, che richiede moltissime competenze diversificate che una persona sola non può avere, serve dunque un team di persone che racchiuda in se stesso tutte le competenze necessarie: comunicazione, lingue, grafica web, copywriting persuasivo, dinamiche del web e motori di ricerca, ma anche competenze aziendali, di marketing, di statistica, analisi del mercato, oltre che esperti di video, foto e audio editing, esperti hardware e software

Se non si ha a disposizione un team di professionisti che coinvolga tutte queste figure, che racchiuda tutte queste competenze, allora il web marketing non funziona e si è davanti ad uno dei tanti ‘millantatori’ del web marketing!

E se cerchi un vero team di esperti e professionisti di web marketing, che possano realizzare per l’azienda un sistema completo ed integrato in tutte le sue specifiche, allora rivolgiti a noi su www.webmarketingitaliano.it

Se invece vuoi conoscere tutti i segreti del web marketing e come realizzare un perfetto sistema, per tenere alla larga tutti i millantatori, allora scarica tutti i nostri eBook su Amazon della collana ‘Web Marketing per Imprenditori e Professonisti’, acquistali subito su http://www.amazon.it/s?_encoding=UTF8&field-author=Simone%20Brancozzi&search-alias=digital-text

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Prevenire la crisi già dal momento di massimo splendore dell’azienda!

Quando è che un’azienda va in crisi? E soprattutto come posso fare per prevedere e prevenire l’arrivo della crisi?

Se l’imprenditore sapesse rispondere a queste due domande allora sì che non avrebbe preoccupazioni, ma, purtroppo, difficilmente si è a conoscenza di queste risposte…

E gli strumenti che generalmente si utilizzano per realizzare analisi operano tutti su dati ‘a posteriori’, strumenti che individuano la crisi solo nel momento in cui essa si è già manifestata!

Il ciclo di vita dell’azienda si distingue in ben definiti stadi che si susseguono l’un l’altro e che, se non si interviene tempestivamente innovandosi e reinventandosi nel mercato, terminano con il declino inesorabile dell’azienda.

Ecco allora quali sono le fasi del declino e come questo processo possa essere scongiurato con uno strumento unico ed innovativo come il Cruscotto di Controllo Aziendale, guarda il video ‘Prevedere e prevenire il declino aziendale’ su www.cruscottodicontrollo.it

In principio vi è per l’azienda un momento iniziale di sviluppo, fino a raggiungere il proprio massimo, momento definito dagli esperti come maturità. Per varie ragioni che possono essere sia esogene che endogene l’azienda, una volta raggiunto questo periodo di maturità, se non riesce ad evolversi al suo interno, reinventandosi ed innovandosi, inevitabilmente sarà destinata al declino.

simo-1.jpgDa qui individuiamo due stadi: nel primo stadio, il periodo di declino, iniziano a verificarsi le prime inefficienze, le prime perdite d’esercizio ed a questo punto se non si riesce ad intervenire opportunamente sulle leve della gestione aziendale, se non si misurano e se addirittura non si conoscono quali esse siano e come manovrarle, dal declino si passa rapidamente al secondo stadio, allo stato di crisi ed trascinandosi in brevissimo tempo poi a perdite economiche ed insolvenza.

Occorre quindi intervenire quando la crisi non è ancora esplicita, quando ancora non si è manifestata in perdita o insolvenza… Certamente è difficile rendersene conto nel periodo di maturità, quando si pensa che tutto vada bene, ma proprio in quei momenti si innescano le prime cause di crisi, le prime inefficienze, la mancanza di investimenti, di nuove strategie

L’attività di prevenzione non è possibile con i normali strumenti quali il bilancio, l’analisi per indici e tutti gli altri che utilizzano dati ‘a posteriori’, strumenti che individuano la crisi solo nel momento in cui essa già si è manifestata.

Mentre ciò è possibile farlo con il Cruscotto di Controllo Aziendale, uno strumento che ti permette di tenere sotto controllo quotidianamente le leve strategiche e di intervenire prima che si verifichino le cause di crisi, facendo sì che l’azienda non raggiunga mai il suo livello di piena maturità e quindi le successive fasi di declino, crisi ed insolvenza!

Scopri subito tutti i vantaggi che avrai con il Cruscotto di Controllo Aziendale, la Balance Scorecard per la Piccola e Media Impresa, uno strumento facile, economico e professionale, fondamentale per avere il pieno controllo dell’azienda! Vai su www.cruscottodicontrollo.it

Inoltre, per renderti conto dell’efficienza e della necessità di dotare l’attività di un sistema di controllo come il Cruscotto di Controllo Aziendale, Aziendale’ richiedi tutte le info gratuitamente compilando il form apposito su www.cruscottodicontrollo.it oppure scarica gratuitamente l’eBook ‘Cruscotto di Controllo’.

Se, dunque, hai qualche sentore o pensi che l’azienda si trovi già nello stadio di declino o addirittura di crisi, niente è ancora perduto, richiedi subito via skype, in perfetta privacy, e per almeno un’ora, una consulenza privata con il Prof. Simone Brancozzi, esperto di livello assoluto nel campo delle ristrutturazioni crisi, clicca qui per avere maggiori informazioni

E se vuoi capire dettagliatamente come poter prevedere e prevenire una crisi aziendale ti suggeriamo di leggere i nostri eBook su Amazon della collana ‘Gestione e Soluzioni delle Crisi Aziendali’, quattro interessantissimi eBook per conoscere tutto quello che c’è da sapere quando si affronta una crisi aziendale. Scaricali subito al seguente link: http://www.amazon.it/s?_encoding=UTF8&field-author=Simone%20Brancozzi&search-alias=digital-text

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Il leveraged buyout, tecnica di acquisizione di quote societarie a costo zero!‏

Il ‘leveraged buyout‘ è una tecnica di acquisizione aziendale che non è rivolta soltanto alle grandi aziende. In realtà è efficacissima anche l’acquisizione di società che hanno nel loro asset aziende anche di piccole dimensioni.

Scopri allora tutti i dettagli sul leveraged buyout, su come sfruttare questo strumento per affrontare una crisi aziendale, guardando il nostro video su http://soluzionicrisiaziendali.it/videoformazione/

Facciamo un piccolo esempio per spiegare chiaramente in cosa consiste il ‘leveraged buyout’:

Esiste una società target che ha un cash-flow cospicuo, ovvero produce un flusso di cassa alto, ed in questa società il socio A vuole acquisire la quota di un socio B, una quota pari a 300.000 euro.

Come prima cosa, il socio A, tramite un terzo soggetto che chiameremo soggetto C, dovrà creare una NewCo, che ha come obiettivo acquistare la quota del socio B.

Per raggiungere questo obiettivo la NewCo dovrà trovare un partner, ad esempio una banca, per richiedere un mutuo, necessario al finanziamento dell’acquisizione, in questo caso 300.000 euro.
E come garanzia verrà posto il pegno sulla quota che si acquisterà dal socio B.

A questo punto si procede ad una fusione per incorporazione, la società target si fonde con la NewCo incorporandola, con l’obiettivo di rimborsare le quote del mutuo con i flussi di cassa realizzati all’interno della società target.

Quindi siamo riusciti a far acquistare le quote del socio B dal socio A, senza che A abbia speso un solo euro!
Per avere una spiegazione più chiara e dettagliata su questo efficacissima tecnica di acquisizione, allora guarda subito il nostro video gratuitamente su http://soluzionicrisiaziendali.it/videoformazione/

Questa può essere solo una delle soluzioni quando ci si trova a dover affrontare e superare una crisi aziendale.
Se vuoi, dunque trovare una soluzione o semplicemente vorresti approfondire l’analisi della tua situazione con un esperto di livello assoluto nel campo delle ristrutturazione crisi, hai a disposizione uno strumento eccezionale, infatti puoi richiedere via skype, in perfetta privacy, e per almeno un’ora, una consulenza privata con il Prof. Simone Brancozzi (clicca qui per avere maggiori informazioni) al costo di 300,00 Euro più Iva con la clausola soddisfatti o rimborsati. Potrai chiedergli qualsiasi cosa. Non perdere l’occasione di avere un consulto che potrebbe salvare la tua azienda contattaci e prenota una consulenza privata. (clicca qui per avere maggiori informazioni).

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I social networks, infinite possibilità di vendere e far conoscere il nome della tua azienda

Abbiamo sempre detto che nessuno naviga in Internet per comprare qualcosa. La ragione per cui tutti usano la rete è innanzitutto la necessità di informarsi e in seconda battuta quella di condividere.

Questo spiega perché le pagine online delle testate giornalistiche più importanti a livello planetario minacciano la sopravvivenza delle stesse testate nella versione carta stampata. E spiega anche l’incredibile successo dei social media, di Facebook e twitter in particolare.

Il concetto di base del web marketing è che per avere successo tra gli utenti della rete bisogna saper sfruttare i bisogni che la rete stessa genera e soddisfa al contempo: primo fra tutti il bisogno di informazione e condivisione.

L’attività di leading consiste nell’attirare l’attenzione degli internauti per convincerli a visitare il vostro sito internet. Per fare ciò non dovete far altro che avvalervi di strumenti che già esistono in rete: i social media.

facebook.pngFACEBOOK è Il social network più conosciuto e utilizzato al mondo a tutt’oggi conta più di 900 milioni di utenti attivi di cui oltre 20 milioni in Italia.

(Per una più approfondita trattazione dell’argomento ecco link per scaricare il ebook ‘Trovare clienti con Facebook’ http://www.amazon.it/s?_encoding=UTF8&field-author=Simone%20Brancozzi&search-alias=digital-text).

Per sfruttare al meglio le sue potenzialità dovrete creare una fanpage che riesca ad attirare i membri della tribù interessata ai vostri prodotti o servizi. Io ad esempio ho creato la fan page “Il Piccolo Imprenditore Italiano” cercando, con questo, di unire tutti coloro che condividono i problemi legati alla gestione della piccola impresa e quindi creandomi la possibilità di parlare e comunicare con loro.

La fanpage offre diversi vantaggi: in primo luogo vi consente di mettere in mostra il prodotto o il servizio che offrite sfruttando diversi canali di comunicazione: foto, video, descrizioni, commenti, ecc.; in secondo luogo, conferisce alla vostra azienda un’identità precisa e riconoscibile sul social network più diffuso al mondo.

Inoltre, tramite le funzionalità offerte (‘mi piace’, ‘commenta’ e ‘condividi’), la fan page di Facebook permette di creare un feedback utile ai futuri visitatori, nonché un effetto moltiplicatore della popolarità della pagina stessa.

All’interno della pagina Facebook poi è possibile inserire il link alla home page del sito aziendale.

twitter-icon.pngTWITTER. È un servizio gratuito di messaggeria che fornisce agli utenti una pagina personale aggiornabile tramite messaggi di testo con una lunghezza massima di 140 caratteri.

(Per una più approfondita trattazione dell’argomento ecco il link per scaricare il ebook ‘Trovare clienti con Twitter’ http://www.amazon.it/s?_encoding=UTF8&field-author=Simone%20Brancozzi&search-alias=digital-text)

Gli utenti di Twitter sono generalmente degli opinion leader. Infatti, attualmente, non è detto che in futuro sia lo stesso, l’utente twitter è una persona colta, generalmente ha vissuto all’estero, molto informata. Questo fa si che abbia autorevolezza e quindi è portato ad essere “seguito” da altri membri della sua tribù. Avere dei followers su twitter quindi ci consente di avere dei veicoli di viralità di primissimo livello capaci di indirizzare le scelte di acquisto degli altri membri della tribù.

I messaggi postati sulla vostra pagina Twitter vengono visti da tutti i followers cioè da tutti coloro che hanno scelto di leggere i vostri messaggi e i vostri commenti. Va da sé che questi opinion leader possono diventare un ottimo veicolo per la vostra comunicazione.

Twitter poi offre la possibilità di utilizzare delle chiavi di ricerca tramite l’hashtag, ovvero il simbolo cancelletto (#) che, associato ad una parola o stringa di parole, funziona come un motore di ricerca che seleziona tutti i messaggi (o tweet) che hanno all’interno la parola o la stringa cercata. Ad esempio se volete seguire in diretta una partita calcio basta che cerchiate #juve o #inter o #milan e verrete informati in tempo reale su tutto quello che su twitter nel mondo viene scritto rispetto alla vostra squadra e quindi anche su come sta andando la partita.

Con la funzione re-tweet invece l’utente può diffondere un certo messaggio di un altro utente a tutti i propri followers, contribuendo così alla diffusione virale di contenuti.

Twitter e Facebook sono canali molto popolari e quindi non si può prescindere dall’utilizzarli. Esistono tuttavia anche social network più specifici e professionali, in particolare Linkedin e Pinterest.

linkedin-logo.jpgLINKEDIN. Lo scopo principale del social è consentire agli utenti registrati di creare e gestire una lista di persone conosciute e ritenute affidabili in ambito lavorativo.

(Per una più approfondita trattazione dell’argomento ecco link per scaricare il ebook ‘Trovare clienti con Linkedin’ http://www.amazon.it/s?_encoding=UTF8&field-author=Simone%20Brancozzi&search-alias=digital-text)

Le persone nella lista sono definite “connessioni”: esse sono in effetti le connessioni di un nodo (l’utente) all’interno della rete. L’utente può incrementare il numero delle sue connessioni invitando chi di suo gradimento.

Creando un account all’interno di questo social network, riservato ai professionisti di uno specifico settore, è possibile creare dei gruppi di discussione (una tribù proprio come abbiamo fatto creando una fan page su facebook) in cui i vari post oltre ad essere pubblicati all’interno del gruppo, creando la possibilità di avviare una discussione a cui tutti i membri del gruppo possono partecipare, vengono anche inoltrati ai membri tramite mail.

web-m.jpgIl vantaggio dell’utilizzo di un tale canale è indubbio poiché attraverso di esso si parla direttamente a coloro che per il loro lavoro sono interessati ad un dato prodotto o servizio. Si tratterà di persone competenti, quindi i contenuti vanno curati in modo particolare e mirato e in generale richiede un approccio ben diverso rispetto a quello utilizzato nei confronti degli utenti di Facebook o Twitter. I contenuti postati su facebook o su twitter possono essere oltre che professionali anche “leggeri” e scherzosi mentre su Linkedin debbono essere rigorosamente e solamente professionali.

PINTEREST. È un social network dedicato alla condivisione di fotografie , video ed immagini. Basato sull’idea di creare un catalogo on-line delle ispirazioni, Pinterest permette agli utenti di creare bacheche per gestire la raccolta di immagini in base a temi predefiniti o da loro generati. Il nome deriva infatti dall’unione delle parole inglesi pin (appendere) e interest (interesse).

Non si tratta di un canale professionale come Linkedin, ma di un social network un po’ particolare in cui l’attenzione non è focalizzata sulle persone, ma piuttosto su interessi o oggetti particolari.

In sostanza, invece di seguire una persona o un personaggio come accade su Twitter, si segue un argomento o un oggetto.

La pagina è strutturata come una bacheca su cui è possibile ‘appendere’ foto e video. Anche qui, come su Twitter, c’è la funzione re-pin attraverso la quale un utente può diffondere una foto ad altri utenti anche tramite Facebook e Twitter.

Tutti questi social networks, unitamente ad una completa strategia di web marketing possono essere usati per creare una rete di reti, cioè uno strumento potentissimo di marketing per poter amplificare la tua crescita.

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Muovere e creare nuovo mercato della professione: Come? Offrendo nuovi servizi ad alto valore aggiunto. Li’ non c’e’ crisi.

Sabato scorso ero a cena e mi arriva una telefonata del collega e caro amico Antonio Sanges (secondo me uno dei massimi esperti in Italia di fiscalità sportiva).
Fra l’altro la sua amicizia e frequentazione è nata, guarda caso grazie al network www.ilnuovocommercialista.it, e mi dice che era ora di “Muovere il Mercato”!

Io gli rispondo che condividevo in pieno il suo pensiero ma che poteva pensarci durante la settimana e non il sabato… ma lui era un fiume in piena, e mi diceva di aver costituito l’associazione nazionale dei commercialisti esperti in fiscalità dello sport e che avrebbe gradito moltissimo il fatto di darmi la delega per le Marche.
Antonio sa del fatto che alleno una squadra di calcio e della mia malsana passione per le metodologie di allenamento nel calcio e sapeva benissimo che non potevo rispondere di no.

Racconto questo fatto perche mi ha colpito la frase “bisogna muovere il mercato”.
Con l’attività che faccio con il network www.consulentiaziendaliditalia.it vengo a contatto con moltissimi colleghi di tutta Italia, da Aosta a Siracusa, e le opinioni che raccolgo si possono dividere in due gruppi:

– l’80% dei colleghi piange e si lamenta rimembrando i bei tempi andati e rimane ancorato al vecchio tipo di professione nella convinzione assoluta che cambiare sia impossibile e che il commercialista sarà sempre nei secoli fiscalista contabile;
– il 20% innova e crea nuovi modi di fare la professione ben consapevole che il mondo è cambiato, ma soprattutto che il mondo cambia e cambierà in continuazione e che quindi la scelta vincente è quella di abbandonare i vecchi modi di fare professione, compreso il fatto che sarà ineluttabile anche esternalizzare la contabilità (il servizio e’ già stato attivato dal network ed e’ a disposizione di tutti, anche dei non appartenenti questo è il link: http://www.libraearies.com/esternalizzazione-contabilita/

In questi due anni di vita del network www.consulentiaziendaliditalia.it ho risposto decine di volte alla domanda “come funziona e soprattutto cosa fate?” Le mie risposte duravano almeno 10 minuti, cercando di essere il più compendioso possibile, da oggi in poi risponderò: “Creiamo e smuoviamo il mercato per gli appartenenti”

Ristrutturazione debiti, Cruscotto di controllo, Web Marketing, Consulenza Finanziaria Indipendente ed esternalizzazione contabilità.
Questi sono servizi che hanno una grande domanda e soprattutto sono servizi che aiutano le aziende, creano valore, sono di supporto all’imprenditore e scardinano la convinzione presente in tutti gli strati della società che il commercialista FA SOLO PAGARE IL F24.

Se anche tu vuoi ‘muovere il mercato e rinnovare la tua figura di commercialista entra a far parte del nostro network www.ilnuovocommercialista.it

Inoltre ecco un regalo per te, scarica gratuitamente l’eBook ‘Commercialista del Futuro’ su http://www.ilnuovocommercialista.it/ebook-il-commercialista-del-futuro/

Il commercialista solo fiscale e contabile è destinato a scomparire, evita www.lamortedelcommercialista.it, rinnova la tua figura e la tua professione come hanno già fatto i nostri affiliati ed aderenti al network www.consulentiaziendaliditalia.it

Affiliandoti al network avrai inclusa anche la possibilità di esternalizzare gratuitamente le tue contabilità presso la nostra struttura, scopri come funziona il servizio su www.ilnuovocommercialista.it

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Come creare passa parola digitale. Verso un nuovo modo di estendere la propria fama professionale

Per anni, i commercialisti hanno beneficiato del “passaparola”, per trovare clienti: era necessario partecipare a cene di gala o iscriversi a clubs privati, per conoscere la “gente giusta”. Quando si era introdotti “nel giro”, si poteva cominciare ad esercitare con successo la professione.

Nel mercato di oggi questo non è più sufficiente, la concorrenza è sempre più in aumento, sia di colleghi ‘a basso costo’ che di altre figure come ad esempio consulenti del lavoro o case di software, le competenze sempre più qualificate in azienda riducono l’impatto e la necessità della figura del commercialista…

L’unica soluzione è, allora, valorizzare al massimo le proprie qualità e competenze e diffonderle, sfruttando necessariamente il più importante canale di comunicazione di quest’era, il web!

Deve, dunque, mettere in rete il suo profilo autobiografico e mostrare la sua autorevolezza, attraverso la descrizione dei servizi che offre. La sua fama deve essere testimoniata dai contenuti pubblicati nel sito personale, nei Social networks e nelle communities di professionisti.
Dobbiamo capire – e far capire ai clienti – un principio fondamentale nel mondo del web marketing: prima di ricevere, dobbiamo DARE, cioè dobbiamo offrire qualcosa, che possa catturare l’interesse di chi naviga nel Web. Prima di vendere un servizio o un prodotto, bisogna offrire delle informazioni esaurienti riguardo a chi siamo, riguardo al nostro lavoro e alla nostra carriera. Non da ultimo, è necessario raccontare le testimonianze dei nostri clienti sul nostro operato: se non permetto a chi naviga di conoscermi, non posso sperare di trovare qualcuno disposto a diventare mio cliente.

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La fine dei prodotti di massa

Non c’è dubbio che il Novecento sia stato per il mondo occidentale il secolo della diffusione del benessere. In Italia, ad esempio, il boom economico degli anni ’60 ha consentito ad ampi strati di popolazione di vivere con stipendi o salari che per la prima volta andavano ben oltre la soglia della semplice sussistenza.

Il benessere raggiunto durante quella decade è ben testimoniato dall’incremento demografico verificatosi nello stesso periodo, il cosiddetto ‘baby boom’.

Ed è proprio in quegli anni che gli italiani, grazie alle migliorate condizioni economiche, cominciano ad acquistare in massa oggetti considerati un lusso fino a pochi anni prima: dagli asciugacapelli ai frigoriferi, dalle lavatrici alle prime utilitarie.

masa.pngIl mercato di massa, nato negli Stati Uniti già da alcuni decenni, diventa una realtà anche in Italia. Si può dire quindi, e a ragion veduta, che il secolo appena trascorso è stato il secolo del mercato di massa, nel senso che le aziende producevano per la massa che invariabilmente correva a comprare i prodotti pubblicizzati sui cartelloni pubblicitari, sulle riviste e i giornali, alla radio e in televisione.

Il mercato di massa rispondeva perfettamente alle esigenze della produzione industriale poiché garantiva efficienza produttiva grazie alla commercializzazione di prodotti medi pensati per incontrare il gusto del maggior numero di persone e, di conseguenza, assicurava il profitto.

Sono gli anni d’oro delle agenzie pubblicitarie, la cui unica preoccupazione era quella di trovare slogan accattivanti e volti attraenti per invogliare il pubblico ad acquistare il proprio prodotto piuttosto che quello dei concorrenti.

Inizialmente fare una distinzione tra massa e persone con gusti ricercati era alquanto difficile. Questo sia perché la massa era numericamente in prevalenza e di conseguenza appetibile da un punto di vista remunerativo e sia perché la gente “particolare”, era in numero esiguo. Con il passare del tempo, la situazione è mutata. Ad oggi la massa si è notevolmente ridotta facendo spazio sempre più a quella parte di persone esigenti. Segnando cosi la “fine” della massa.

Tale passaggio, se cosi lo si vuol chiamare, è stato graduale nel tempo, provocando uno spostamento della domanda.

La maggior parte delle persone che prima si rispecchiavano nella caratteristiche della massa, ora si ritrovano a far parte di quella con gusti ricercati.

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Il passaggio generazionale, uno dei principali fattori di crisi extra-aziendali!

La transazione generazionale nelle aziende familiari è legata ad un percorso che vive a stretto contratto, con generazioni che si susseguono.

In genere si spera, che tutti i frutti del duro lavoro scaturiti dal fondatore, prima generazione, vengano mantenuti, sotto forma di: know-how, capacità imprenditoriali, capacità di saper sfruttare al meglio le risorse disponibili, etc… Purtroppo questa prospettiva si va ad assottigliare nel tempo. Un aspetto importante da non tralasciare risiede nel fatto che il susseguirsi di questi passaggi sono avvenuti in un arco temporale differente, con situazioni economiche differenti.

E’ evidente quindi che il passaggio generazionale è un formidabile Fattore di Crisi, infatti molte ricerche scientifiche sostengono che solo il 30% delle imprese familiari sopravviva al passaggio alla seconda generazione e solo il 15% supera la seconda generazione.

Perché accade questo?

Il padre possiede delle doti manageriali che spesso non sono nel patrimonio genetico dei figli. I capitani d’industria, Self made a Man (quelli che si sono fatti da soli), generalmente sono dei fenomeni.

Hanno elevatissime capacità manageriali e commerciali, combinati alla destrezza amministrativa e all’intuito, ed è impensabile e stupido poter immaginare di trovare altri soggetti che abbiano le stesse abilità: pertanto, morto il fondatore muore l’azienda, perché tutte le competenze, il know-how, le eccellenze d’azienda muoiono con lui.

karlo.jpgDi seguito riportiamo l’esempio dell’imprenditore Karl Zeiss: conosciuto principalmente per aver fondato nel 1846 l’omonima azienda di ottica e strumenti di precisione Karl Zeiss. Accortosi dell’incapacità dei figli nel gestire il suo patrimonio imprenditoriale, Zeiss, fece un trust per la propria azienda, conferendo la gestione a terze persone non appartenenti al nucleo familiare. Il trust avrebbe poi pagato gli utili ai familiari e ai loro eredi.

La Karl Zeiss non a caso è sopravvissuta fino ai giorni nostri superando 2 guerre e il comunismo, infatti si trova a Jena nella Germania dell’Est.

Il passaggio generazionale deve essere preparato attraverso scelte pianificate, che siano in grado di salvaguardare il patrimonio materiale e immateriale dell’impresa di famiglia, inglobandolo in un contenitore, tutte le caratteristiche che identificano l’azienda, come ad esempio il know-how aziendale e le procedure aziendali, permettendo che le imprese possono essere “gestite da se stesse”. Per far questo è fondamentale dotarsi di strumenti di controllo che siano capaci di guidare la governance dell’azienda.

Un sistema semplice, economico ed efficacie può essere il cruscotto di controllo o la Balance Scorecard (per info www.cruscottodicontrollo.it ).

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