Il Testo Unico

In data 28 luglio il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il Decreto legislativo che riforma l’istituto dell’apprendistato: il Testo Unico.
Il regime transitorio è destinato a durare non più di 6 mesi, dopo di che troveranno applicazione integralmente le nuove disposizioni.
Il nuovo Testo Unico abroga tutta la disciplina previgente e diventa l’unica fonte nazionale cui riferirsi per la disciplina dell’apprendistato.

Tra le principali novità si segnala quanto segue :

  • viene confermata la natura a tempo indeterminato del contratto di apprendistato: durante la sua vigenza, il datore di lavoro può recedere per giusta causa o giustificato motivo (a differenza del contratto a tempo determinato dove il recesso è solo per giusta causa). Al termine del periodo di apprendimento vi è la possibilità di libero recesso, senza la necessità della giustificazione, ma con l’obbligo del preavviso;
  • oltre alla conferma dell’obbligo della forma scritta e dell’alternativa, in materia retributiva, del sotto inquadramento di 2 livelli ovvero della percentualizzazione della retribuzione in modo graduale rispetto all’anzianità di servizio, è prevista la possibilità di finanziare percorsi formativi aziendali degli apprendisti attraverso i fondi paritetici interprofessionali;
  • riguardo alla durata, le assenze involontarie (malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria del rapporto) superiori a 30 giorni posticipano la scadenza;
  • divieto di retribuzione a cottimo;
  • presenza di un tutore o referente aziendale;
  • registrazione della formazione effettuata e della qualifica professionale ai fini contrattuali eventualmente acquisita nel libretto formativo del cittadino.

Rimangono 3 le tipologie contrattuali, pressoché perfettamente sovrapponibili alle precedenti :

APPRENDISTATO PER LA QUALIFICA E PER IL DIPLOMA PROFESSIONALE
APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE o contratto di mestiere
APPRENDISTATO DI ALTA FORMAZIONE E DI RICERCA

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Seminario “I rating a base statistica”, 25 ottobre Foggia

Grande interesse dei laurendi partecipanti al mio seminario di approfondimento su “I rating a base statistica”, che ho tenuto ieri presso l’Univesità degli di Studi di Foggia, nell’ambito del Corso di Laurea Magistrale in Economia e Finanza.

Il tema trattato, di grande attualità, ha suscitato domande, osservazioni e richieste di approfondimento da parte degli studenti, volenterosi di comprendere meglio i significati e le implicazioni di argomenti e terminologie che invadono giornalmente i telegiornali e la cronaca economico – finanziaria.
Sono in preparazione altri eventi aperti al pubblico, dei quali vi terrò informati.

Puoi vedere alcune foto dell’evento su Facebook al seguente link: http://www.facebook.com/media/set/?set=a.210166545718626.48034.198691780199436&type=3&l=e382898348

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Agevolazioni per gli under 35 per la costituzione di nuove imprese

La Manovra correttiva 2011, convertita nella Legge n. 111 del 15.7.2011, ha introdotto interessanti agevolazioni al fine di favorire la costituzione di nuove imprese.

L’obiettivo del Legislatore è quello di offrire un incentivo in termini di minori adempimenti amministrativi e di minori imposte per coloro che intenderanno intraprendere una nuova attività.

Il regime agevolato sarà fruibile per una durata di 5 anni o per un periodo superiore per i giovani al di sotto dei 35 anni; al termine del periodo si passerà automaticamente ad un regime di contabilità semplificata.

Ma vediamo nel dettaglio in cosa consistono le agevolazioni:
1) Esonero dall’obbligo di tenuta della contabilità;
2) Esonero dal versamento dell’IRAP;
3) Esonero dagli studi di settore;
4) Applicazione di un’imposta sostitutiva sui redditi nella misura del 5%.

Dal 1° gennaio 2012 il nuovo regime diventerà pienamente operativo mentre con effetto dalla stessa data saranno abrogati il regime delle “nuove iniziative produttive“ ed il regime dei “contribuenti minimi“ che saranno ammessi ad un regime contabile semplificato.

Dato il forte impatti che avrà la normativa sia per i soggetti che riusciranno ad accedere al nuovo regime che per quelli che ne saranno esclusi, sarà importante compiere un’analisi specifica di ogni singola posizione al fine di individuare il regime più vantaggioso da adottare a decorrere dal 1.1.2012.

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Se non programmi il futuro metti a rischio la tua attività

La newsletter completa la trovi nel video su Youtube al seguente link: http://www.youtube.com/watch?v=6Xhf4Bxaj6k

Mi trovo sempre più spesso a parlare con professionisti ed imprenditori, e l’argomento principale è sempre quello del futuro.
Mi rendo conto come ci sia una scarsissima percezione sull’importanza che ha per le nostre attività, il futuro.
Non ha senso concentrarsi sul presente se non abbiamo la strategia sul futuro.
Questo lo dico perchè, se facciamo un’analisi sulle operazioni quotidiane che svolgiamo, noteremo come pochissimo tempo di lavoro della nostra quotidianità è rivolto alla programmazione del futuro.

Destiniamo tutto il tempo alla quotidianità e all’emergenza.

Questa mancanza di percezione per ciò che avverrà nel futuro (e quindi sapere cosa accadrà non oggi, ma nel futuro), pone a grave rischio la sussistenza delle organizzazioni imprenditoriali e soprattutto quelle dei professionisti.

Leggi l’articolo completo al link: http://www.controlloaziendale.it/controllo-aziendale/se-non-programmi-il-futuro-metti-a-rischio-la-tua-attivita/

La Tua Azienda sa affrontare contestazioni disciplinari con i dipendenti?

Accade spesso di incontrare aziende che vedono cadere nel nulla, le contestazioni disciplinari inoltrate ai propri dipendenti, a causa del mancato integrale rispetto delle norme previste dallo Statuto dei Lavoratori; ne consegue che motivazioni anche molto valide possano diventare inefficaci contribuendo ad aumentare quel clima di conflittualità, già presente, all’interno dell’impresa.

Si rileva, infatti, che le controversie tra datore di lavoro e lavoratore sono un fenomeno piuttosto frequente sul luogo di lavoro per i motivi più variegati: ritardi all’ingresso in azienda, negligenza nello svolgimento della propria mansione, insubordinazione ai superiori, inosservanza dei doveri imposti dal contratto di lavoro, ecc…
Nonostante le norme di riferimento risalgano agli anni ’70, sono ancora molti gli aspetti che spesso sia i datori di lavoro che i lavoratori ignorano e che pertanto possono determinare l’inefficacia del provvedimento.

La norma è disciplinata dall’art. 2106 del codice civile che attribuisce al datore di lavoro una potestà sanzionatoria come conseguenza della sua posizione di capo dell’impresa. Lo Statuto dei lavoratori, con l’art. 7 della legge 20 maggio 1970 n. 300, ha però posto alcuni limiti a tale potere del datore di lavoro.

Uno dei punti centrali del citato Statuto prevede che il lavoratore debba essere messo in grado di conoscere quali siano i comportamenti sanzionabili e quali siano le specifiche conseguenze (sanzioni disciplinari) delle inosservanze, e che l’unico sistema di pubblicità valido sia quello dell’affissione delle norme in materia di sanzioni disciplinari.
La mancata affissione delle disposizioni comportano, quindi, l’illegittimità dell’irrogazione delle sanzioni.

Ne consegue che il lavoratore potrà chiedere l’annullamento della contestazione disciplinare ogni qual volta potrà dimostrare di non essere stato messo a conoscenza che tale comportamento sarebbe stato considetato “illecito” dall’azienda.

Ciò che quindi raccomandiamo alle aziende, per opportuna consocenza delle parti, è di esporre nella bacheca dell’azienda od in luogo comunque accessibile ai lavoratori, gli articoli del contratto collettivo nazionale di lavoro che disciplinano la materia della costestazione disciplinare, le eventuali regole specifiche aziendali unitamente alla procedura che deve essere rispetata da entrambe le parti (contrastazione disciplinare – diritto di replica entro 5 giorni – adozione del provvedimento disciplinare).

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Hai crediti non riscossi verso la Pubblica Amministrazione? Ti spettano anche gli interessi

Quello del ritardato pagamento da parte della Pubblica Amministrazione dei corrispettivi in favore delle imprese che partecipano alle gare pubbliche, è un problema che ha indotto il legislatore nonché l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, ad estendere l’obbligo di corresponsione degli interessi moratori alle Pubbliche Amministrazioni debitrici.

Con la conseguenza che è possibile chiedere ed ottenere, in fase di recupero del credito, il pagamento degli interessi moratori alle P.A.. e/o ai servizi di tesoreria ad esse collegate.

Ciò consente un indiscutibile vantaggio per l’imprenditore che potrà far fronte al gap che si determina fra il momento della liquidazione dei costi di gestione e quello dell’effettivo incasso dei corrispettivi pattuiti

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Novità in arrivo per le cooperative: nuove percentuali di tassazione

La Manovra di Ferragosto ha modificato il regime di tassazione sui redditi delle cooperative che a decorrere dal 2012 vedranno aumentare sia la propria base imponibile che la relativa imposta.

Le modifiche introdotte agiscono su due aspetti:

  1. 1) Incremento della tassazione degli utili netti annuali.
    Schema riepilogativo delle variazioni introdotte.

    tabella.jpg

  2. 2) Aumento della base imponibile su cui calcolare l’IRES mediante l’introduzione di una percentuale di tassazione pari al 10% della quota di utili netti annuali destinati a riserva minima obbligatoria.
    Per comprendere l’impatto di tale disposizione è necessario ricordare che le cooperative devono destinare a riserva legale almeno il 30% degli utili netti annuali (le banche di credito cooperativo destinano il 70%).
    La novità prevede l’introduzione di una percentuale di tassazione pari al 10% degli utili netti destinati annualmente a riserva minima obbligatoria (30%); pertanto, il maggiore imponibile che sarà soggetto a tassazione Ires sarà pari al 3% degli utili annuali (7% per le banche di credito cooperativo).

Le novità introdotte non modificano la disciplina sulle agevolazioni fiscali previste per i ristorni delle cooperative che pertanto potranno continuare ad essere utilizzati ed in parte, potranno rappresentare uno strumento utile a compensazione l’aumento del carico fiscale.

Le nuove percentuali di tassazione si applicheranno a decorrere dal 2012.

L’ultimo intervento del Legislatore in tema di imposte sul reddito delle cooperative, è contenuto nei commi 36-bis e 36-ter dell’art.2 del D.L. n.138/11, convertito dalla L. n.148/11. Essi recitano:

tabella.jpg

Soggetti interessati
Sono interessati dalla modifica normativa di cui al comma 36-bis:

  • – le cooperative a mutualità prevalente;
  • – le cooperative di consumatori;
  • – le cooperative agricole e della piccola pesca.
    Per cooperative agricole devono intendersi tanto quelle che si occupano della produzione agricola tanto quelle che forniscono prevalentemente beni e servizi ai soci.
    Sono interessate dalla modifica normativa prevista dal comma 36-ter tutte le cooperative, comprese quelle agricole e quelle prive di mutualità prevalente.

Novità della manovra
Le modifiche agiscono su due aspetti:

  • – l’incremento della tassazione degli utili netti annuali;
  • – l’introduzione di una percentuale di tassazione pari al 10% della quota di utili netti annuali destinati a riserva minima obbligatoria annuale.

Circa il primo aspetto la tassazione degli utili, con riferimento alla tipologia di cooperativa, ha subito le seguenti variazioni:

tabella.jpg

Quanto al secondo aspetto, giova ricordare che le cooperative genericamente devono destinare a riserva legale almeno il 30% degli utili netti annuali, così come previsto dall’art.2545-quater c.c. (per le banche di credito cooperativo la destinazione minima a riserva legale deve essere il 70% degli utili netti annuali). Considerata quindi l’introduzione di una percentuale di tassazione pari al 10% della quota di utili netti annuali destinati a riserva minima obbligatoria annuale e che tale quota obbligatoriamente è pari al 30%, il maggior imponibile sarà il 3% (per le banche di credito cooperativo l’esenzione da Ires sarà pari al 63% della riserva minima obbligatoria).

Entrata in vigore

Le nuove percentuali di tassazione si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione, quindi in caso di periodo d’imposta coincidente con l’anno solare dal 2012. Nella determinazione degli acconti d’imposta dovuti per il 2012 si dovrà tener conto delle nuove disposizioni.

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Hai deciso il tuo budget per il prossimo anno?

Chiunque, aziende, professionisti e famiglie, dovrebbe, condividere, decidere ed attuare una pianificazione annuale o ultra annuale basata su una logica di budget.
Un sistema di budget rappresenta l’espressione quantitativa di un insieme coordinato di obiettivi. Ogni obiettivo è derivato da uno specifico programma di attività.

Il budget viene sviluppato rispetto a dimensioni differenti, ciascuna affrontata nell’ambito di tre sottosistemi :

– sottosistema dei budget operativi ;
– sottosistema dei budget finanziari ;
– sottosistema dei budget degli investimenti

Si tratta di tre diverse aree di analisi, che sebbene legate da precisi legami di natura operativa e funzionale, sono relativamente autonome.
In una ideale scala di priorità, troviamo in ordine :

1) budget operativi: definizione di costi e ricavi aziendali
2) budget finanziari: esplicitazione di flussi finanziari in entrata ed in uscita
3) budget degli investimenti: quantificazione delle azioni necessarie ad adeguare la struttura aziendale ai programmi di gestione caratteristica

Il budget, incidendo in maniera così profonda sulle aree vitali di qualunque soggetto economico, non può non essere tenuto da conto o essere considerato appannaggio solo di organizzazioni complesse: facendo così l’azienda che se ne priva potrebbe ricevere sgradite sorprese.
Al contrario, l’adeguato utilizzo del budget può rivelarsi uno strumento formidabile di pianificazione e portatore di una ” serenità ” gestionale che pervaderà positivamente ogni aspetto dell’impresa.

Se la tua azienda, il tuo studio, la tua attività vuole utilizzare adeguatamente il budget pianificando così in modo ottimale la gestione aziendale, puoi chiedermi ulteriori informazioni compilando la form al seguente link: http://www.francescoleonecommercialista.it/contatti/

Come difendersi dalla crisi e dall’ipercompetitività del mercato: flessibilità nella gestione del lavoro

A partire dalla Riforma Biagi del 2003 per arrivare ai giorni nostri si è assistito all’introduzione di sempre maggiori forme di flessibilità nella gestione del rapporto di lavoro che, se da una parte sono considerate tipologie contrattuali atte a favorire l’incremento dell’occupazione, dall’altra rappresentano uno strumento che consente alle imprese il contenimento dei costi nel rispetto della legalità.

Sulla base di tali considerazioni, al fine di contenere gli effetti della crisi, le imprese dovrebbero rimettere in discussione la tradizionale gestione delle risorse umane compiendo un processo che si compone di tre fasi principali:

1) Analisi della domanda e di come essa possa essere soddisfatta dalla forza lavoro; al termine della valutazione potrebbe risultare utile introdurre:

  • – forme di flessibilità con il supero dell’orario di lavoro in alcuni mesi dell’anno che verrebbe recuperato in periodi di calo lavorativo;
  • – banche ore per gestire le eccedenze dell’orario di lavoro;
  • – per le attività caratterizzate dalla stagionalità contratti a tempo parziale verticale con la con prestazioni lavorative solamente in alcuni mesi dell’anno;
  • – ricorso agli ammortizzatori sociali quali la cassa integrazione per la gestione dei cali di lavoro.

2) Studio delle forme di assunzioni incentivate e agevolate con cui inquadrare il personale in entrata. A fianco del classico contratto di apprendistato, nella maggior parte dei contratti di lavoro stipulabile con giovani fino a 29 anni di età, sono numerose le assunzioni agevolate rivolte ai soggetti in cassa integrazione o mobilità mentre sempre più spesso Province e Regioni istituiscono appositi bandi per favorire l’occupazione e conseguentemente agevolare determinate categorie di lavoratori.

Altro strumento molto interessante è lo stage di lavoro che consente all’azienda, per non più di 6 mesi, di garantirsi la presenza di un lavoratore senza costi contributivi.

3) Rimettere in discussione i processi di lavorazione interna individuando le attività non strategiche che possono essere esternalizzate o magari affidate alle cooperative di produzione e lavoro o alle cooperative sociali.

In molti casi, al temine delle valutazioni, il risultato finale in termini di ottimizzazione della forza lavoro e di contenimento dei costi potrebbe essere sorprendente.

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Licenziamento immediato in caso di superamento del periodo di comporto

Terminato il periodo transitorio è ormai pienamente funzionante la procedura telematica di trasmissione dei certificati medici di malattia dei lavoratori dipendenti.

Appare importante fare precisazioni sulla facoltà del datore di lavoro di licenziare, al superamento di un certo periodo di assenza per malattia (detto di comporto), il lavoratore.

Il superamento di detto periodo (previsto dai CCNL) deve essere fatto valere immediatamente al fine del licenziamento. Ogni comportamento contrario va interpretato come volontà del datore di lavoro a non volersi avvalere di tale procedura. Ad esempio inviare un lavoratore a sostenere una visita medica per accertare il suo stato di salute farà venir meno la possibilità di licenziamento. Lo conferma la Corte di Cassazione pur affermando che, in assenza di normativa in merito, la valutazione giurisprudenziale vada eseguita caso per caso. E’ concesso comunque al datore di lavoro un periodo (spatiumdeliberandi) perché egli possa valutare convenientemente nel complesso la compatibilità della presenza del lavoratore in rapporto agli interessi aziendali. Il licenziamento per superamento del periodo di comporto pertanto non prevede come requisito fondamentale la stessa tempestività del licenziamento per motivi disciplinari.

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